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Sentenza

Sentenza n. 896/2026 - Bari, Sezione 1

per l’esecuzione del giudicato di cui alla sentenza del Tribunale di Trani - Sezione Lavoro n. 547 del 13 marzo 2024, passata in giudicato come da attestazione del funzionario giudiziario del medesimo Tribunale in data 9 maggio 2025

Giustizia amministrativa202500796

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata integrale esecuzione della sentenza del Tribunale di Trani - Sezione Lavoro n. 547 del 13 marzo 2024, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale ordinario, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto in suo favore il diritto al pagamento di somme. Ha dedotto il persistente inadempimento dell'Amministrazione, non risultando l'integrale adempimento delle obbligazioni pecuniarie derivanti dal titolo giudiziale. Ha inoltre chiesto la nomina di un commissario ad acta e l'applicazione della misura prevista dall'art. 114, comma 4, lettera e), c.p.a.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, rilevando che dagli atti non risultava l'integrale adempimento del giudicato lavoristico. Ha ordinato alle Amministrazioni intimate di dare piena esecuzione alla sentenza, mediante il pagamento di tutte le somme ivi indicate, entro sessanta giorni dalla comunicazione della decisione o, se anteriore, dalla sua notificazione. La nomina del commissario ad acta è stata riservata all'eventualità di ulteriore inadempimento dopo la scadenza del termine assegnato. È stata invece respinta l'istanza ex art. 114, comma 4, lettera e), c.p.a., poiché il ritardo risultava riconducibile a mere carenze di organico, alla luce del comportamento esecutivo tenuto dall'Amministrazione in cause analoghe. Il Ministero è stato condannato al pagamento di 500 euro, oltre accessori di legge, per spese di lite. È stata inoltre disposta la trasmissione della sentenza alla Procura della Repubblica presso la Corte dei conti per le valutazioni di competenza.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione fonda il giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'Amministrazione inadempiente l'integrale esecuzione del giudicato, fissando un termine per l'adempimento e riservando, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta.

  • art. 114, comma 4, lettera e), c.p.a.

    La misura richiesta dal ricorrente è stata rigettata, poiché il ritardo dell'Amministrazione è stato ritenuto dipendente da mere carenze di organico, considerate incompatibili con l'applicazione della specifica misura nel caso concreto.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'accertata mancata o incompleta esecuzione di un giudicato giustifica l'ordine all'Amministrazione di adempiere integralmente entro un termine fissato dal giudice, con specificazione delle attività necessarie a soddisfare il titolo giudiziale.
  • La nomina del commissario ad acta può essere riservata dal giudice all'eventualità di persistente inadempimento successivo alla scadenza del termine assegnato per l'esecuzione del giudicato.
  • La mera carenza di organico dell'Amministrazione, in assenza di ulteriori elementi valorizzati dal giudice, può giustificare il rigetto della richiesta di applicazione della misura prevista dall'art. 114, comma 4, lettera e), c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaTrattamento economico e previdenziale
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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