Ordinanza n. 2138/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Campania - Salerno che aveva respinto il ricorso contro il diniego di autorizzazione paesaggistica relativo a opere oggetto di istanze di condono
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione resistente)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società appellante ha impugnato la sentenza di primo grado e ha chiesto, in via cautelare, la sospensione della sua efficacia. La controversia riguarda opere realizzate in un’area di grande pregio paesaggistico e oggetto di istanze di condono, rispetto alle quali la Soprintendenza ha espresso parere contrario al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica. Dalla motivazione dell’ordinanza emerge che l’appellante contestava, in sostanza, la legittimità della valutazione paesaggistica negativa. Il giudice ha rilevato che il parere della Soprintendenza era ampiamente e puntualmente motivato con riferimento a tutte le opere contestate e che le opere avevano determinato una significativa modificazione di quelle originariamente assentite, con vistosa prevalenza delle strutture edificate sugli originari terrazzamenti a verde e conseguente pregiudizio dell’identità naturalistica dei luoghi.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto la domanda cautelare di sospensione dell’efficacia della sentenza del TAR, precisando che la valutazione è compiuta nei limiti propri della fase cautelare e senza pregiudizio per il merito. Ha ritenuto che l’appello non presentasse prima facie indizi di fondatezza, valorizzando il pregio paesaggistico dell’area, la motivazione ampia e puntuale del parere contrario della Soprintendenza e la documentata trasformazione delle opere, tale da alterare il rapporto originario tra strutture edificate e terrazzamenti a verde. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
art. 98 c.p.a.
La norma è richiamata quale base processuale della domanda cautelare in appello e della relativa decisione.
Massime di principio
- In sede cautelare d’appello, la domanda di sospensione della sentenza può essere respinta quando l’impugnazione non presenti prima facie indizi di fondatezza, sulla base di una valutazione necessariamente sommaria e impregiudicata rispetto al merito.
- In materia paesaggistica, un parere contrario della Soprintendenza ampiamente e puntualmente motivato con riferimento a tutte le opere oggetto dell’istanza è idoneo, nella fase cautelare, a escludere la sussistenza del fumus boni iuris dell’appello.
- La significativa modificazione di opere originariamente assentite, con prevalenza delle strutture edificate sugli originari terrazzamenti a verde e conseguente alterazione dell’identità naturalistica dei luoghi, costituisce elemento rilevante per giustificare una valutazione paesaggistica negativa.
Come è indicizzato
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