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Sentenza

Sentenza n. 89/2026 - Firenze, Sezione 3

per l’annullamento: - della determinazione di ESTAR n. 839 del 30 giugno 2025, recante indizione dell’appalto specifico “ESTARSDAFA03PR02 A PER FORNITURA DI SPECIALITA’ MEDICINALI IN N. 825 LOTTI” nell’ambito del “Sistema Dinamico di Acquisizione ai sensi dell’art. 32 del Codice dei Contratti Pubblici per la Fornitura di Specialità Medicinali per il fabbisogno 2025-2029 delle Aziende Sanitarie della Regione Toscana - ESTARSDAFA03”, con particolare riguardo alla parte in cui la stazione appaltante ha previsto che il farmaco di cui al lotto n. 252 (Olipudasi Alfa - XENPOZYME) potrà essere acquistato solo “previa richiesta su singola RdA validata dalla Regione Toscana”; - della lettera d’invito afferente al predetto appalto specifico, pubblicata sulla piattaforma telematica di ESTAR in data 30 giugno 2025, sempre con specifico riferimento al lotto n. 252 (Olipudasi Alfa - XENPOZYME) nella parte in cui la stazione appaltante ha previsto che il farmaco di cui al lotto stesso potrà essere acquistato solo “previa richiesta su singola RdA validata dalla Regione Toscana”; - della tabella elenco lotti allegata alla citata determinazione n. 839 del 30 giugno 2025 e alla lettera d’invito, nella parte in cui, in relazione al lotto n. 252 (Olipudasi Alfa - XENPOZYME), viene specificato che si procederà all’“acquisto su singola richiesta di acquisto con validazione regionale”; - del chiarimento fornito sul punto dalla stazione appaltante in data 16 luglio 2025, prot. n. PI054790-25; se ed in quanto di ragione: - del disciplinare e del capitolato normativo e prestazionale relativi al Sistema Dinamico di Acquisizione ai sensi dell’art. 32 del Codice dei Contratti Pubblici per la Fornitura di Specialità Medicinali occorrenti alle Aziende Sanitarie della Regione Toscana per gli anni 2025-2029 - ESTARSDAFA03; - della determinazione del Direttore del Dipartimento Acquisizione Beni e Servizi del 6 maggio 2025, n. 568, indittivo del “Sistema Dinamico di Acquisizione ai sensi dell’art. 32 del Codice dei Contratti Pubblici per la Fornitura di Specialità Medicinali occorrenti alle Aziende Sanitarie della Regione Toscana per gli anni 2025-2029 - ESTARSDAFA03” e relativi Allegati; - della procedura aziendale “PA 10/2017 (Procedura per la gestione delle richieste di approvvigionamento mediante applicativo RDA -I-SHARE doc)”, richiamata nelle premesse alla citata determinazione n. 839 del 30 giugno 2025, ma non conosciuta dalla ricorrente; - di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale a quelli impugnati.

Giustizia amministrativa202502823

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Atti di un appalto specifico per la fornitura di specialità medicinali, nella parte relativa al lotto n. 252, che subordinava l'acquisto del farmaco XENPOZYME a una singola richiesta di acquisto validata dalla Regione Toscana, nonché il relativo chiarimento

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'impresa farmaceutica ha impugnato la determinazione di indizione, la lettera d'invito, l'elenco dei lotti, il chiarimento della stazione appaltante e, per quanto occorresse, gli atti presupposti relativi alla procedura di fornitura di specialità medicinali. La contestazione riguardava specificamente la previsione secondo cui il farmaco Olipudasi Alfa - XENPOZYME, inserito nel lotto n. 252, avrebbe potuto essere acquistato soltanto previa richiesta su singola RdA validata dalla Regione Toscana. La ricorrente aveva già impugnato i medesimi atti in un precedente giudizio e aveva riproposto le stesse censure nel presente ricorso dopo essere divenuta aggiudicataria del lotto, senza tuttavia impugnare espressamente l'aggiudicazione. Nel corso del giudizio ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, poiché il precedente giudizio si era concluso con una sentenza dello stesso TAR che aveva accolto la domanda e annullato gli atti contestati nella medesima parte.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Gli atti impugnati nel presente giudizio erano infatti già stati annullati, nella parte rilevante, dalla sentenza n. 2089 del 19 dicembre 2025, resa nel precedente giudizio promosso dalla medesima impresa. L'annullamento già intervenuto ha eliminato l'utilità concreta e attuale di una ulteriore pronuncia sugli stessi atti; tale carenza di interesse è stata inoltre espressamente dichiarata dalla ricorrente all'udienza. Le spese di lite sono state compensate tra tutte le parti per giustificati motivi.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    “improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse”

    Consente di definire il giudizio quando, per il sopravvenire di fatti o provvedimenti, viene meno l'interesse concreto e attuale alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice tra le disposizioni applicate alla definizione del giudizio.

  • art. 73 c.p.a.

    Richiamato per lo scambio delle memorie difensive e di replica.

Massime di principio

  • Il ricorso è improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando gli atti impugnati siano già stati annullati, nella parte controversa, da una precedente pronuncia giurisdizionale, rendendo inutilmente duplicativa una nuova decisione sugli stessi atti.
  • La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione, ove coerente con l'intervenuta eliminazione dell'utilità concreta derivante dalla pronuncia, giustifica la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
  • Quando il giudizio diviene improcedibile per fatti sopravvenuti e ricorrono giustificati motivi, il giudice può compensare integralmente le spese di lite tra le parti.

Come è indicizzato

MaterieProcedura di garaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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