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Ordinanza

Ordinanza n. 242/2026 - Parma, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600429

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Parma, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento della Questura di Parma con cui era stata rigettata l'istanza di rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Dal testo dell'ordinanza non risultano specificamente riportati i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso. Il diniego era fondato su un atto presupposto costituito dalla revoca del nulla osta, già impugnata davanti al TAR Emilia-Romagna, sede di Bologna. Il ricorso contro tale atto presupposto era stato respinto con sentenza del 30 luglio 2026, successivamente appellata; il Consiglio di Stato aveva accolto l'istanza di misure cautelari monocratiche con decreto presidenziale del 16 settembre 2026.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso l'efficacia del diniego del permesso di soggiorno. La misura è stata adottata nelle more della definizione del giudizio relativo all'atto presupposto, ossia la revoca del nulla osta, tenuto conto dell'intervenuto accoglimento da parte del Consiglio di Stato della tutela cautelare monocratica in appello. Il giudice ha ravvisato il periculum in mora nella diretta incidenza del diniego sulla regolare presenza del ricorrente nel territorio italiano. L'ordinanza non espone una specifica valutazione del fumus boni iuris, né anticipa la decisione sul merito. È stata fissata l'udienza pubblica del 16 dicembre 2027 e le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Visto l’art. 55 cod. proc. amm.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo la disciplina delle misure cautelari nel processo amministrativo.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196

    La disposizione è richiamata quale base per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, regolamento (UE) 2016/679

    e dell’articolo 9, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016

    La disposizione è richiamata, unitamente alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il diniego del permesso di soggiorno può essere sospeso quando la sua efficacia incida direttamente sulla regolare presenza dello straniero nel territorio nazionale, integrando di per sé un periculum in mora.
  • Quando il provvedimento impugnato dipende da un atto presupposto oggetto di autonomo giudizio e, in tale giudizio, il giudice d'appello abbia accordato una tutela cautelare, il giudice del provvedimento consequenziale può sospenderne l'efficacia nelle more della definizione della controversia sull'atto presupposto.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareEfficacia ed esecutorietà

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