Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza del 14/12/2021 n. 40050 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione di un avviso di accertamento (IRPEG, IRAP, IVA e sanzioni) relativo all'esercizio 2002: l'Ufficio contestava che alcune fatture passive e quote di ammortamento fossero indebite in quanto riconducibili a compravendite immobiliari simulate tra società riconducibili al medesimo soggetto economico, finalizzate a generare indebite eccedenze di IVA e rimborsi. L'Ufficio aveva recuperato IVA per Euro 568.333,00 e irrogato sanzioni per Euro 770.516,00. In primo e secondo grado la società aveva avuto ragione (CTP e CTR hanno ritenuto le cessioni valide essendo risultanti da atti notarili e non provata la simulazione). L'Ufficio ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della CTR.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ufficio, ha cassato la sentenza della CTR del Lazio e ha rinviato la causa alla CTR del Lazio in diversa composizione per un nuovo esame. La Corte ha ritenuto che la sentenza impugnata fosse insufficiente nella motivazione perché si era limitata al dato formale della presenza di atti notarili senza valutare compiutamente il complesso quadro indiziario (pagamenti non tracciabili, permanenza della disponibilità degli immobili in capo al medesimo soggetto economico, conflitto di interessi negli organi societari, azioni revocatorie, esposizione finanziaria del cessionario, ecc.) volto a provare l'esistenza di una costruzione artificiosa finalizzata all'ottenimento di un indebito vantaggio fiscale. La Corte ha enunciato il principio secondo cui l'Amministrazione può dimostrare la simulazione anche per presunzioni, che devono riguardare elementi oggettivi (ottenimento di un vantaggio fiscale contrario allo scopo della normativa IVA) e elementi soggettivi (scopo essenziale delle operazioni volto a ottenere tale vantaggio). La controversia è stata quindi rimessa per nuovo esame e per la regolazione delle spese.

Norme richiamate

  • D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 54

    Norma sulla detrazione dell'IVA: la Corte la interpreta alla luce del principio antielusivo UE, richiedendo che non sia consentito ottenere detrazioni attraverso operazioni meramente artificiose; l'articolo viene richiamato quale norma sostanziale oggetto di corretta applicazione.

  • VI Direttiva 77/388/CEE

    Principio comunitario che ispira il divieto di pratiche abusive in materia di IVA; la Corte richiama la direttiva per affermare l'obbligo di contrastare frodi e abusi e per motivare il controllo sulla realtà economica delle operazioni.

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 39, comma 1, lett. d)

    Norma richiamata in tema di poteri di accertamento e onere probatorio dell'Amministrazione: la Corte conferma che l'Amministrazione, anche in qualità di terzo, può assolvere l'onere probatorio con ogni mezzo, comprese presunzioni.

  • Art. 53 Cost.

    Principio costituzionale in materia tributaria richiamato come quadro di riferimento per la legittimità dell'azione impositiva e per i limiti all'esercizio del potere accertativo.

  • Corte di Giustizia UE, Alti, C-4/20 (20 maggio 2021)

    Richiamata per il principio generale che il diritto UE vieta costrutti meramente artificiosi posti in essere al solo scopo di ottenere un vantaggio fiscale.

  • Corte di Giustizia UE, WebMindLicenses, C-419/14 (17 dicembre 2015)

    Conferma il divieto di pratiche abusive e la possibilità di negare benefici fiscali derivanti da operazioni prive di effettività economica.

  • Corte di Giustizia UE, Newey, C-653/11 (20 giugno 2013)

    Conferma i criteri per distinguere operazioni reali da costrutti artificiosi in materia IVA.

  • Corte di Giustizia UE, Ampliscientifica e Amplifin, C-162/07 (22 maggio 2008)

    Riferimento giurisprudenziale sul principio antielusivo in materia di IVA.

  • Corte di Giustizia UE, Halifax, C-255/02 (21 febbraio 2006)

    Sentenza-cardine che individua i casi di abuso in materia di IVA e l'obbligo di recupero delle detrazioni indebitamente fruite; richiamata per i criteri del c.d. 'scopo essenziale' delle operazioni.

  • Corte di Giustizia UE, Cussens e a., C-251/16 (22 novembre 2017)

    Ribadisce che il principio antielusivo è di natura generale ed è applicabile quando le condizioni formali non rispecchiano la realtà economica.

  • Corte di Giustizia UE, Audiolux e a., C-101/08 (15 ottobre 2009)

    Ulteriore richiamo ai principi che permettono di valutare la sostanza economica delle operazioni IVA.

  • Corte di Giustizia UE, Pometon, C-158/08 (4 giugno 2009)

    Conferma l'obbligo di rimborso delle detrazioni indebitamente fruite in presenza di abuso o frode.

  • Corte di Giustizia UE, Ferimet, C-281/20 (11 novembre 2021)

    Esplicita i due requisiti per configurare pratica abusiva: ottenimento di un vantaggio fiscale contrario allo scopo della normativa e dimostrazione che lo scopo essenziale delle operazioni sia tale vantaggio.

  • Corte di Giustizia UE, KrakVet Marek Batko, C-276/19 (18 giugno 2020)

    Conferma l'esame combinato degli elementi oggettivi e soggettivi per accertare l'abuso.

  • Corte di Giustizia UE, Kuràu zeme, C-273/18 (10 luglio 2019)

    Richiama il criterio dello scopo essenziale e della mancanza di effettività economica.

  • Cassazione: Sez. VI, 12 maggio 2021, n. 12523

    Richiamata per il principio che l'Amministrazione può provare la simulazione con ogni mezzo, comprese presunzioni, purché riferite sia a elementi oggettivi sia soggettivi.

  • Cassazione: Sez. V, 27 gennaio 2014, n. 1568

    Sostiene che la prova della simulazione può essere data anche con presunzioni e deve riguardare profili oggettivi e soggettivi rilevanti.

Massime di principio

  • L'Amministrazione finanziaria, quando contesta detrazioni IVA come indebite per simulazione di operazioni, può assolvere l'onere della prova con ogni mezzo, incluse presunzioni; tali presunzioni devono riguardare sia elementi oggettivi (es. pagamenti non tracciabili, mantenimento della disponibilità dell'immobile da parte del medesimo soggetto economico, incongruenze nel pagamento del prezzo) sia elementi soggettivi (scopo essenziale delle operazioni: ottenere un vantaggio fiscale).
  • La presenza di atti notarili formali non è di per sé decisiva: gli atti possono essere formalmente regolari ma sostanzialmente privi di effettività economica e posti in essere per conseguire vantaggi fiscali illeciti.
  • Per configurare un abuso in materia di IVA sono necessari due elementi combinati: (a) l'operazione, pur rispettando formalmente i requisiti normativi, produce un vantaggio fiscale la cui concessione sarebbe contraria allo scopo della normativa; (b) da un insieme di indizi oggettivi risulta che lo scopo essenziale delle operazioni è ottenere tale vantaggio.
  • Indicatori tipici di possibili operazioni simulate o abusive includono: transazioni tra società riconducibili allo stesso soggetto economico o con conflitti di interesse negli organi, pagamenti non tracciabili o anomali, conservazione di fatto della disponibilità dell'immobile presso il cedente, mancata o ritardata corresponsione del prezzo, utilizzo della struttura societaria per sottrarre beni ai creditori, richieste di rimborsi IVA basate su eccessi di detrazione.
  • Se il giudice di merito si limita agli aspetti formali senza valutare il coacervo indiziario che può dimostrare la simulazione/abuso, la decisione è vulnerabile in cassazione e va rimessa per nuovo esame.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.