Cassazione Penale, Sentenza n. 37431/2025 del 17/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del GIP del 13/05/2025 che ha riconosciuto la continuazione tra piu sentenze e ha unificato l'esecuzione delle pene. Il ricorrente deduce inosservanza o errata applicazione della legge penale e vizio di motivazione, contestando che il giudice dell'esecuzione abbia indicato erroneamente come favorevole il parere del pubblico ministero; sostiene l'insussistenza di un disegno criminoso unitario tra le condotte, rilevando l'eterogeneita dei reati e la mancanza di elementi oggettivi di comunanza tali da giustificare l'unificazione ai sensi dell'art. 81 cod. pen., rilevando che le condotte sarebbero indice di mera tendenza abituale a delinquere e non di un progetto unitario.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto non decisiva l'erronea indicazione del parere del pubblico ministero e ha qualificato le censure del ricorrente come mero dissenso valutativo non idoneo a sovvertire la decisione. Il giudice dell'esecuzione aveva motivato il riconoscimento della continuazione richiamando la contiguita spazio-temporale dei fatti, l'omogeneita delle modalita esecutive, la comunanza del bene giuridico protetto, l'appartenenza all'organizzazione criminale Nuova gerarchia nel contesto del clan dei casalesi e il precedente riconoscimento della continuazione in sede di cognizione per alcune delle sentenze. La Corte ha ribadito che l'accertamento degli indici di unitarieta del disegno criminoso e rimesso al giudice di merito e non sindacabile in cassazione se sorretto da adeguata motivazione.
Norme richiamate
art. 81 cod. pen.
Norma che disciplina la continuazione e richiede l'esistenza di un disegno criminoso unitario. La Corte valuta tale requisito attraverso indicatori quali omogeneita delle violazioni e del bene protetto, contiguita spazio-temporale, modalita della condotta, sistematicita e abitudini di vita programmate
Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. U, n. 28659 del 18/05/2017 (Gargiulo)
Conferma che il riconoscimento della continuazione richiede verifica di concreti indicatori e che non e necessario il concorso simultaneo di tutti gli elementi indicati
Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. 1, n. 8513 del 09/01/2013 (Cardinale) e altre pronunce citate
Ripropone i criteri valutativi per l'unita del disegno criminoso e sottolinea che l'apprezzamento degli indici e rimesso al giudice di merito, sindacabile in cassazione solo in presenza di carenza o insufficienza motivazionale
Massime di principio
- Il riconoscimento della continuazione si valuta tramite indicatori plurimi: omogeneita del bene protetto, contiguita spazio-temporale, modalita esecutive, sistematicita e abitudini di vita; non e necessaria la presenza di tutti gli indicatori purché alcuni siano significativi
- L'accertamento della sussistenza del disegno criminoso e valutazione di merito: la Corte di legittimita sindaca la motivazione solo se inadeguata, contraddittoria o mancante, non il mero dissenso per la diversa valutazione degli elementi
- Un errore formale nella indicazione del parere del pubblico ministero non e di per se decisivo a invalidare il provvedimento di riconoscimento della continuazione se la decisione del giudice e adeguatamente motivata su altri elementi
- La prova della mera tendenza a delinquere non esclude automaticamente la continuazione se esistono elementi oggettivi che consentono di ricostruire un disegno criminoso unitario
- In casi simili e opportuno documentare fattori oggettivi di comunanza (spazio-tempo, modalita, finalita, appartenenza a organizzazione) e fornire una motivazione chiara su come tali elementi concorrono a configurare l'unita del progetto criminoso
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