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Ordinanza

Ordinanza n. 305/2026 - Bari, Sezione 3

Giustizia amministrativa202600986

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a opere interne, cambio di destinazione d'uso, ampliamenti volumetrici, tettoia, vano tecnico e recinzione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza comunale di demolizione, chiedendone la sospensione cautelare. L'ordinanza contestava, presso un immobile di proprietà dei ricorrenti, la diversa distribuzione degli spazi interni e il mutamento di destinazione d'uso del piano interrato, l'ampliamento volumetrico mediante chiusura parziale di una terrazza al primo piano, la realizzazione di una tettoia in legno, un vano tecnico sul lastrico solare e una recinzione in ferro con faretti. Sono stati inoltre contestati gli atti istruttori e l'avviso di avvio del procedimento, nonché, nei limiti dell'interesse, le pertinenti previsioni urbanistiche e del PAI. In sede cautelare il giudice ha verificato il fumus boni iuris e il periculum in mora, rilevando un diverso grado di fondatezza per le opere principali e per quelle secondarie.

La decisione

La domanda cautelare è stata respinta. Il fumus boni iuris non è stato ravvisato con riguardo al nucleo centrale dell'ordinanza. Il piano interrato, pur interessato da modifiche interne, presentava cucina e impianto di riscaldamento, elementi funzionali che attestano la trasformazione dello spazio in un'autonoma unità abitativa e quindi un mutamento di destinazione d'uso con rilevanza urbanistica, non qualificabile come manutenzione o intervento di modesta entità. La chiusura della terrazza mediante infissi e la realizzazione del vano tecnico sul lastrico solare sono state ritenute idonee a determinare un incremento volumetrico, per il quale è richiesto il permesso di costruire. Considerate unitariamente, tali opere configurano una trasformazione edilizia rilevante, non riconducibile all'edilizia libera né a titoli semplificati, e la qualificazione complessiva operata dal Comune non è apparsa manifestamente irragionevole in sede cautelare. Sono rimasti invece profili di incertezza sulla recinzione e sulla tettoia in legno: la loro qualificazione come nuova costruzione e la demolizione potrebbero risultare sproporzionate qualora fossero riconducibili a opere pertinenziali o di edilizia libera. Tali questioni sono state riservate al merito, ma non sono state ritenute sufficienti a sospendere l'intera ordinanza, poiché riguardano elementi secondari rispetto agli abusi principali. È stato inoltre escluso il periculum in mora, poiché il termine di novanta giorni per demolire non era ancora scaduto e i ricorrenti disponevano di tempo per presentare istanze di accertamento di conformità almeno per alcune opere. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    se il responsabile dell’abuso non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi, nel termine di novanta giorni dall’ingiunzione, il bene e l’area di sedime, nonché quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive, saranno acquisiti di diritto, gratuitamente al patrimonio del Comune. L’area acquisita non può comunque essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile abusivamente costruita

    Il termine di novanta giorni previsto per la demolizione non era ancora scaduto; tale circostanza ha contribuito a escludere il periculum in mora nella misura richiesta.

  • art. 55 cod. proc. amm.

    La domanda cautelare è stata valutata secondo i presupposti del fumus boni iuris e del periculum in mora.

Massime di principio

  • La presenza, in un piano interrato, di cucina e impianto di riscaldamento può dimostrare un mutamento di destinazione d'uso verso un'autonoma unità abitativa, dotato di rilevanza urbanistica indipendentemente dalla natura e dall'entità delle opere murarie eseguite.
  • La chiusura di una terrazza mediante infissi e la realizzazione di un vano tecnico sul lastrico solare possono integrare un incremento volumetrico soggetto a permesso di costruire.
  • Quando un'ordinanza di demolizione riguarda una pluralità di opere, la possibile erroneità o sproporzione della sanzione per opere secondarie non impone necessariamente la sospensione dell'intero provvedimento se il nucleo principale degli abusi risulta assistito da adeguato fumus.
  • In sede cautelare, l'incertezza sulla qualificazione di recinzioni o tettoie come nuove costruzioni, opere pertinenziali o interventi di edilizia libera può essere riservata al giudizio di merito quando non incide sul fondamento cautelare dell'ordinanza nel suo complesso.
  • Il periculum in mora derivante da un'ordinanza di demolizione non è ravvisabile, nella misura richiesta, quando il termine assegnato per adempiere non è ancora scaduto e il destinatario dispone ancora di tempo per attivare strumenti di accertamento di conformità.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniQualificazione degli interventiSanatoria e condono edilizioPartecipazione al procedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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