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Ordinanza

Ordinanza n. 129/2026 - Cagliari, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600321

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sardegna - Cagliari, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell'autorizzazione all'occupazione permanente di suolo pubblico per l'anno 2026, nonché avviso pubblico e regolamento comunale che riservano le concessioni ai pubblici esercizi di somministrazione assistita

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il parere negativo del Servizio attività produttive, l'avviso pubblico per l'occupazione di suolo pubblico e il regolamento comunale, deducendo l'illegittimità dell'esclusione generalizzata delle attività artigianali e degli esercizi di vicinato che consentono il consumo immediato dei prodotti in loco senza servizio assistito. Con motivi aggiunti ha impugnato il provvedimento unico SUAPE che ha definitivamente negato l'autorizzazione, nonché la verifica sulle autocertificazioni. La contestazione riguarda la disparità di trattamento e l'irragionevolezza della limitazione dell'accesso alle concessioni di suolo pubblico ai soli pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, benché le attività escluse svolgano, secondo la ricorrente, una funzione sostanzialmente analoga quanto al consumo immediato dei prodotti.

La decisione

Nella fase cautelare il TAR ha respinto la domanda di sospensione. Il Collegio ha rilevato che l'avviso pubblico e il regolamento comunale riservano l'accesso alla concessione di suolo pubblico ai pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e che non è controversa la qualificazione dell'attività della ricorrente come esercizio artigianale/commerciale di vicinato. Allo stato della cognizione sommaria, il giudice non ha ravvisato profili di manifesta irragionevolezza nella scelta comunale di limitare l'occupazione di una risorsa pubblica scarsa ai soli esercizi di somministrazione assistita, in considerazione delle esigenze di tutela del decoro urbano, dell'igiene, della gestione dei rifiuti e della fruizione degli spazi pubblici in un contesto ad alta pressione turistica. Sono stati quindi ritenuti insussistenti i presupposti cautelari. Le spese della fase sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; nel caso concreto il TAR ha ritenuto insussistenti i presupposti per la sospensione degli atti impugnati.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, la scelta amministrativa di riservare l'occupazione di una risorsa pubblica scarsa a una determinata categoria di operatori economici non è manifestamente irragionevole quando sia motivata da esigenze di decoro urbano, igiene, gestione dei rifiuti e ordinata fruizione degli spazi pubblici in un contesto ad alta pressione turistica.
  • La limitazione dell'accesso alle concessioni di suolo pubblico può essere valutata diversamente in ragione delle caratteristiche dell'attività esercitata e, in sede cautelare, non può essere sospesa in assenza di un'illegittimità manifesta della distinzione tra somministrazione assistita e attività artigianali o di vicinato che consentono il consumo immediato senza servizio assistito.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione di suolo pubblicoPubblici esercizi e somministrazione
RamiDemanio e patrimonio pubblicoCommercio e attività produttive
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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