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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 12871/2022 del 22/04/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Unicredit ha impugnato l'inerzia di ANBSC nella predisposizione e comunicazione del piano di pagamento previsto dall'art. 1, L. 24 dicembre 2012, n. 228 (Legge di Stabilità 2013) dopo l'ammissione al pagamento di crediti della società rappresentata da parte del Tribunale per misure di prevenzione. La ricorrente sosteneva che l'inerzia costituisse silenzio-rifiuto esperibile davanti al giudice amministrativo (art. 117 c.p.a.), in quanto l'individuazione e la destinazione dei beni confiscati ricadrebbero nella discrezionalità amministrativa e pertanto nella giurisdizione amministrativa.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso confermando la sentenza del TAR che aveva dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo. La Corte ha ritenuto che la materia attiene all'accertamento e soddisfacimento di un diritto soggettivo indennitario/risarcitorio del creditore (derivante dall'ammissione del credito da parte del giudice delle misure di prevenzione) e che gli adempimenti svolti dall'ANBSC (individuazione dei beni da liquidare e predisposizione del piano) sono esecuzione/attuazione di quell'obbligazione concorsuale: pertanto le controversie relative al soddisfacimento del credito e all'azione nei confronti dell'ANBSC devono essere devolute alla giurisdizione del giudice ordinario. Il ricorso è stato dunque respinto; non si è pronunciato sulle spese visto che l'intimata non si è costituita.

Norme richiamate

  • Legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Legge di Stabilità 2013), art. 1, commi 199-204

    Comma 199: termini per la domanda di ammissione del credito; Comma 200: accertamento e comunicazione all'Agenzia; Comma 201: individuazione di beni dal valore di mercato complessivo non inferiore al doppio dei crediti ammessi e loro liquidazione; Comma 202: versamento del ricavato alla gestione separata; Comma 203: termine per la comunicazione del piano di pagamento ai creditori, limite dei pagamenti al minore tra 70% del valore del bene e ricavato della liquidazione, opposizione al tribunale del luogo che ha disposto la confisca entro 10 giorni.

    La Corte interpreta i commi come disciplina che riconosce al creditore ammesso una posizione di diritto soggettivo di natura indennitaria/concorsuale e attribuisce all'ANBSC un ruolo di attuazione/ausiliario nell'esecuzione del piano di pagamento: le controversie relative al soddisfacimento del credito rientrano nella giurisdizione ordinaria.

  • Decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 (Codice Antimafia), artt. 45, 47, 48, 52, 61

    Il Codice Antimafia contribuisce a definire la natura pubblicistica dei beni confiscati e le modalità di gestione/liquidazione; tuttavia combinato con la L. 228/2012 il risultato è che il creditore ammesso conserva un diritto soggettivo indennitario e l'attività dell'ANBSC, nell'ambito del procedimento di soddisfacimento, è qualificata come attuativa/ausiliaria rispetto alla funzione giurisdizionale.

  • Codice di procedura civile, artt. 737 e ss.

    Norma richiamata dalla L. 228/2012 per disciplinare l'opposizione dei creditori al piano di pagamento davanti al Tribunale; conferma il ruolo del giudice ordinario nella fase di impugnazione del piano.

  • Codice del processo amministrativo, art. 117 c.p.a. e art. 31 c.p.a.

    Richiamati dalla ricorrente per sostenere la possibilità di azione ex art. 117 c.p.a. contro il silenzio-rifiuto; la Corte richiama i limiti di tale rimedio, applicabile quando l'inerzia riguarda l'adozione di un provvedimento amministrativo autoritativo su posizioni di interesse legittimo e non quando la domanda è diretta al soddisfacimento di un diritto soggettivo pecuniario.

  • Sentenza Corte di Cassazione, Sezioni Unite 7 maggio 2013 n. 10532

    Richiamata per l'affermazione che l'acquisto del bene confiscato da parte dello Stato è a titolo originario e per la qualificazione del diritto del terzo di buona fede come diritto indennitario; questa impostazione supporta la conclusione che il rapporto sostanziale è di natura civilistica/concorsuale e pertanto di competenza del giudice ordinario.

Massime di principio

  • Quando la pretesa del privato mira al soddisfacimento di un credito pecuniario accertato dal giudice (anche se correlato a beni confiscati), la controversia attiene a un diritto soggettivo indennitario e rientra nella giurisdizione del giudice ordinario, non in quella amministrativa.
  • Il rimedio per 'silenzio-rifiuto' amministrativo ex art. 117 c.p.a. è esperibile solo se l'inerzia concerne l'adozione di un provvedimento amministrativo autoritativo che regola interessi riconducibili alla materia amministrativa (interesse legittimo). Non è lo strumento idoneo per ottenere l'esecuzione di un'obbligazione pecuniaria derivante da accertamento giudiziale.
  • L'ANBSC, nell'ambito della L. 228/2012, svolge un ruolo di attuazione di una procedura concorsuale e di esecuzione del pagamento; le scelte tecniche di individuazione dei beni e la predisposizione del piano sono poste al servizio dell'adempimento dell'obbligazione concorsuale, e le contestazioni sul pagamento devono essere esperite davanti all'organo giudiziario ordinario competente.
  • Se la controversia riguarda invece una scelta discrezionale primaria dell'amministrazione sulla destinazione pubblicistica dei beni (es. destinazione a scopi di pubblica utilità vs. liquidazione), può sussistere spazio per profili di giurisdizione amministrativa; però, quando il nodo è l'accertamento ed esecuzione del credito ammesso, prevale l'ordinario.
  • Nella pratica, il creditore ammesso dovrebbe: (a) utilizzare il procedimento previsto dalla L. 228/2012 e dal Codice Antimafia (ricezione del piano e opposizione al Tribunale competente entro i termini di legge); (b) adire il giudice ordinario per ottenere l'accertamento/esecuzione del diritto soggettivo o per impugnare il piano di pagamento; (c) valutare attentamente la qualificazione del petitum sostanziale (diritto soggettivo vs interesse legittimo) prima di scegliere la sede giurisdizionale.

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