Cassazione Civile, Sentenza n. 36485/2023 del 29/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Genertel chiede risarcimento per duplicazione di un pagamento disposto con servizio di "bonifico domiciliato": Poste aveva pagato la somma a persona diversa dal beneficiario indicato (un terzo che si era presentato con un documento falsificato), costringendo Genertel a rimborsare il legittimo beneficiario. Genertel deduce responsabilità contrattuale di Poste per inadempimento e invoca, in via analogica, l'art. 43, secondo comma, della legge assegni; contesta inoltre la mancata acquisizione in processo delle copie dei documenti esibiti allo sportello e sostiene che Poste non abbia adottato la diligenza professionale richiesta.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso improcedibile per mancato deposito della copia autentica della sentenza impugnata munita di relata di notificazione (art. 369 c.p.c.), con conseguente decadenza del rimedio. In subordine la Corte ha comunque respinto i motivi di merito: ha ritenuto corretta la qualificazione del "bonifico domiciliato" come delegazione di pagamento non meritevole di automatica assimilazione all'assegno non trasferibile; ha confermato che il regime applicabile è quello della responsabilità contrattuale con onere per la mandataria (Poste) di provare di aver adempiuto o, in caso di pagamento a persona diversa, di avere comunque usato la diligenza professionale richiesta (art. 1176, comma 2, e art. 1218 c.c.). Sul punto di fatto il Tribunale ha ritenuto provata, anche senza copia del documento agli atti, la verifica operata da Poste (annotazione degli estremi nella quietanza, riscontro di codice fiscale e password) e che la condotta sia stata conforme agli standard sociali e contrattuali; la circolare ABI del 7/5/2001 è stata considerata non precettiva. Spese compensate in relazione al rilievo sistematico.
Norme richiamate
R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736 (Legge assegni), art. 43, secondo comma
La Corte ritiene che la disciplina dell'art. 43 (in particolare la giurisprudenza che la interpreta) non imponga un regime sostanzialmente diverso da quello generale di responsabilità contrattuale; pertanto il bonifico domiciliato non va automaticamente assimilato all'assegno non trasferibile per talune conseguenze normative, restando possibile per la mandataria la prova liberatoria della diligenza.
Codice civile, art. 1218
Regola la responsabilità per inadempimento: applicata alla mandataria (Poste) che deve provare l'adempimento o la diligenza nell'adempimento qualora abbia pagato a persona diversa dal beneficiario indicato.
Codice civile, art. 1176, secondo comma
Fornisce lo standard di diligenza professionale richiesto alla mandataria: la prestatore professionale risponde anche per colpa lieve; la Corte ne trae il criterio per valutare se Poste abbia agito con la dovuta diligenza nell'identificazione del percettore.
Codice civile, art. 2697
Principio sul riparto dell'onere della prova: la Corte conferma che, una volta dedotto l'errore nell'identificazione, gravava su Poste l'onere di provare di aver adempiuto correttamente o di aver usato la diligenza richiesta.
D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, art. 35, comma 2
Norma sui documenti di identità richiamata dalla ricorrente: la Corte rileva che le condizioni contrattuali non imponevano la presentazione di due documenti e che la verifica può correttamente essere fatta sul documento esibito.
Codice di procedura civile, art. 369, secondo comma, n. 2
Norma procedurale che impone il deposito della copia autentica della sentenza notificata con relata: la mancata osservanza ha determinato l'improcedibilità del ricorso per cassazione.
Circolare ABI 7 maggio 2001
Raccomandazione che suggerisce l'uso di due documenti per identificare il presentatore; la Corte la ritiene non precettiva e non vincolante, pertanto non impone un obbligo giuridico di esibizione di due documenti.
Codice di procedura civile, artt. 360, 372, 378
Norme sulla cassazione e sull'attività difensiva/prove: richiamate rispetto ai motivi di censura, al deposito di procure e alle memorie; utilizzate per valutare ammissibilità e motivazione dei motivi.
Massime di principio
- Il "bonifico domiciliato" si inquadra come delegazione di pagamento (mandato): la responsabilità del pagatore è contrattuale e non automaticamente oggettiva; il pagatore può liberarsi dimostrando di aver adempiuto correttamente o di aver adottato la diligenza professionale richiesta.
- L'onere della prova, una volta contestato il pagamento a persona diversa dal beneficiario, grava sull'istituto incaricato del pagamento: deve provare l'esatto adempimento o la diligenza; la mancata produzione di una specifica copia del documento non è necessariamente decisiva se esistono altri elementi probatori (es. annotazioni sulla quietanza, riscontro di codice fiscale e password).
- Le circolari e raccomandazioni (es. ABI) non hanno valore precettivo: possono informare gli standard di diligenza ma non impongono automaticamente obblighi giuridici integrativi rispetto al contratto o alla legge.
- Di regola l'identificazione della persona avviene tramite il riscontro del documento di identità esibito; l'obbligo di richiedere due documenti non è generalmente imposto se non previsto contrattualmente o normativamente, salvo concrete anomalie o segnali di sospetto che giustifichino maggiori cautele.
- In sede di contratto, la determinazione degli obblighi di verifica (quali documenti richiedere) dipende dal testo delle condizioni generali e dalla comune interpretazione plausibile del contratto: l'interpretazione del giudice di merito è difficilmente rimproverabile in Cassazione se plausibile.
- Sul piano processuale, per proporre ricorso per cassazione occorre rispettare gli obblighi formali (deposito della copia autentica della sentenza con relata): la loro omissione può determinare l'improcedibilità anche se il merito fosse favorevole al ricorrente.
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