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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 36441/2023 del 29/12/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Genertel ha chiesto il risarcimento danni per un bonifico domiciliato pagato da Poste Italiane ad un soggetto diverso dal beneficiario indicato (a seguito di esibizione di una patente falsa), con conseguente duplicazione del pagamento. Ha invocato la responsabilità contrattuale di Poste e l'estensione analogica dell'art. 43 della legge sugli assegni, deducendo insufficiente diligenza nell'identificazione del percettore e la mancata produzione, da parte di Poste, delle copie dei documenti esibiti allo sportello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso improcedibile per mancato deposito della copia autentica della sentenza impugnata e per notificazione tardiva (sentenza pubblicata 22/12/2020, ricorso notificato 16/04/2021). Anche sul merito la Corte ha ritenuto infondati i motivi: il bonifico domiciliato è inquadrabile come delegazione di pagamento/mandato e soggetto al regime di responsabilità contrattuale; non risulta necessaria un'estensione automatica dell'art. 43 legge assegni al bonifico domiciliato; Poste poteva essere liberata dimostrando di aver adottato la diligenza professionale richiesta (verifica documenti, codice fiscale e password) e il Tribunale d'appello ha ritenuto che tale diligenza fosse stata dimostrata. Spese compensate.

Norme richiamate

  • R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736 (Legge assegni) - art. 43, secondo comma

    La Corte ha escluso l'automatica estensione di tale norma al bonifico domiciliato; pur riconoscendo somiglianze funzionali, ha ritenuto applicabile il regime contrattuale/mandatario con possibilità per il delegato di fornire prova liberatoria di diligenza.

  • Codice civile - art. 1218

    Principio generale della responsabilità contrattuale: il debitore è tenuto ad adempiere e può esonerarsi dimostrando di aver adempiuto o di aver adempiuto con la diligenza richiesta.

  • Codice civile - art. 1176, secondo comma

    Regola della diligenza del professionista: Poste, in quanto operatore professionale, è tenuta a un grado di diligenza più elevato e può essere esonerata se dimostra di averlo osservato.

  • Codice civile - art. 2697

    Ripartizione dell'onere della prova: il giudice d'appello ha ritenuto che l'onere di provare l'adempimento o la diligenza gravasse su Poste e che essa l'abbia assolto.

  • D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 - art. 35, comma 2

    Norme sui documenti di identificazione: la Corte ha ritenuto che le condizioni contrattuali e la prassi sociale rendano normalmente sufficiente il riscontro di un singolo documento d'identità, salvo specifiche diverse pattuizioni.

  • Codice di procedura civile - art. 369, art. 360, art. 372, art. 378

    Regole processuali applicate: art. 369(2) (obbligo deposito copia autentica della sentenza notificata) la cui inosservanza determina l'improcedibilità; art. 360 ha disciplinato i motivi di cassazione esaminati; articoli 372 e 378 riferiti a procure e memorie in Cassazione.

  • Circolare ABI del 7 maggio 2001

    Si tratta di una raccomandazione (non precettiva) che suggerisce di richiedere due documenti d'identità per il presentatore; la Corte ha ricordato che tale raccomandazione non impone uno standard obbligatorio di legge.

  • Giurisprudenza: Cass. SS.UU. n. 12477/2018

    Principio richiamato: la responsabilità della banca negoziatrice ha natura contrattuale (non oggettiva) e il soggetto pagatore può liberarsi dimostrando la diligenza; principio applicato analogamente al caso del bonifico domiciliato.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 - art. 13, comma 1-quater

    Riferimento formale alla possibilità di maggior contributo unificato a carico della ricorrente in caso di determinate condizioni procedurali.

Massime di principio

  • Il bonifico domiciliato va inquadrato prevalentemente come una delegazione di pagamento/mandato e va valutato con le regole della responsabilità contrattuale: l'ente che esegue il pagamento deve dimostrare di aver adempiuto o di aver osservato la diligenza richiesta.
  • L'art. 43 della legge sugli assegni non si estende automaticamente ad altri strumenti; anche se similitudini esistono, ciò che conta è la natura giuridica dell'istituto e l'applicazione delle regole contrattuali e del mandato.
  • Per l'identificazione del percettore, la prassi e le condizioni contrattuali possono rendere sufficiente il riscontro di un documento d'identità (unitamente ad altri elementi di verifica come codice fiscale e password); le circolari bancarie (es. ABI) sono raccomandazioni e non norme vincolanti.
  • In caso di pagamento a persona diversa dal beneficiario indicato, l'onere probatorio è ripartito: il cliente deve dimostrare il danno e l'erroneo pagamento; l'istituto che ha pagato deve provare di aver adottato la diligenza professionale richiesta per essere esonerato.
  • Sul piano processuale, la Cassazione richiede il rigoroso rispetto degli adempimenti formali (es. deposito della copia autentica della sentenza impugnata e termini di notifica): la loro omissione può determinare l'improcedibilità del ricorso indipendentemente dal merito.
  • Le censure sulla valutazione dei fatti e delle prove sono limitate in Cassazione: il riesame del merito è possibile solo entro i ristretti limiti previsti dalla giurisprudenza (es. travisamento della prova) e quando ricorrano i presupposti stringenti indicati dalla Corte.

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