Sentenza del 22/11/2021 n. 35928 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
A.F. impugnava due avvisi di accertamento notificati il 28/12/2012, indirizzati alla società Europa E-Commerce S.r.l. (cancellata dal Registro delle imprese), con recupero a tassazione per il 2007 di costi indeducibili/indetraibili connessi a fatture ritenute per operazioni soggettivamente inesistenti emesse da Data Plus S.r.l. La CTP aveva accolto il ricorso; la CTR aveva riformato accogliendo l'appello dell'Agenzia ritenendo che fossero stati forniti elementi tali da presumere, nel biennio precedente la cancellazione, l'esistenza di attività sociali che giustificassero la responsabilità dei singoli (amministratori, liquidatori e soci) anche in capo ad A.F. Il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione denunciando plurime violazioni di legge e, in particolare, la carenza motivazionale e l'omessa qualificazione precisa della posizione (liquidatore/amministratore/socio) e della prova della sussistenza e dell'esigibilità dei debiti tributari.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il motivo principale (dodicesimo) per vizio di motivazione apparente: la CTR ha fornito un enunciato assertivo e generico ("sufficienti elementi" di attività sociali nel biennio precedente la cancellazione) senza indicare fatti e prove né la qualifica precisa attribuita ad A.F. (liquidatore, amministratore o socio), mentre la distinzione di ruolo è essenziale per l'applicazione delle norme di responsabilità. Per tale motivo la sentenza della CTR è stata cassata e la causa rinviata alla Commissione tributaria regionale del Molise in diversa composizione; altri motivi proposti dal ricorrente sono stati rigettati o assorbiti. Spese del giudizio di legittimità a carico della Commissione regionale.
Norme richiamate
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 36
Norma centrale sulle responsabilità per debiti tributari delle società estinte: distingue la responsabilità diretta di amministratori/liquidatori da quella sussidiaria dei soci (con condizioni e limiti temporali). La Corte ha richiamato la necessità che il giudice di merito identifichi chiaramente la qualifica del soggetto e motivi le ragioni fattuali per l'applicazione di art.36.
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 60-bis
Prevede la responsabilità solidale (in particolare ipotesi del cessionario per operazioni a prezzi inferiori al valore normale). La decisione di merito deve valutare specificamente la pertinenza di tale norma; la Corte ha rilevato che la CTR non ha dato sufficiente spiegazione sul suo impiego rispetto all'accertamento IVA.
Codice Civile, art. 2495
Richiamato in relazione alla responsabilità degli amministratori/liquidatori e dei soci per obbligazioni sociali. La Corte ha sottolineato che l'applicazione di tale articolo richiede l'esatta indicazione del titolo di responsabilità (amministratore/liquidatore/socio) e dei presupposti di fatto.
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 36
Norma procedurale relativa al giudizio tributario. È stata richiamata in tema di doveri motivazionali del giudice tributario; la Corte ha ritenuto che la motivazione apparente integri un vizio di error in procedendo ai sensi di questa disciplina e della giurisprudenza della Cassazione.
D.Lgs. 23 giugno 2014, n. 175, art. 28 (modifica art.36 DPR 602/1973)
Richiamato dal ricorrente con riferimento al principio di non retroattività delle novellazioni. La Corte non è entrata nel merito del punto, avendo cassato la decisione per carenza motivazionale; la questione di 'ratione temporis' rimane quindi non definita sostanzialmente.
Massime di principio
- Quando l'Amministrazione accerta tributi nei confronti di soggetti legati a società estinte, il giudice deve individuare e motivare chiaramente il titolo di responsabilità contestato (liquidatore, amministratore o socio), perché le norme richiedono presupposti diversi a seconda della qualifica.
- Per la responsabilità del socio (sussidiaria) ai sensi di art.36 DPR 602/1973 è necessario dimostrare fatti specifici (es. assegnazioni di denaro o beni nei due periodi d'imposta precedenti la messa in liquidazione) e il giudice deve indicare tali elementi; enunciazioni generiche non sono sufficienti.
- La sussistenza, certezza ed esigibilità del credito tributario (importi iscritti a ruolo, eventuale soddisfacimento in sede di liquidazione) devono essere valutate e valutabili: l'assenza di prova che il debito sia certo e non già soddisfatto può escludere la responsabilità personale.
- La motivazione del provvedimento giurisdizionale deve esporre le ragioni di fatto e di diritto in modo comprensibile e collegato alle risultanze processuali; la mera affermazione di "sufficienti elementi" senza specificazione rischia la cassazione per vizio di motivazione apparente (error in procedendo).
- In sede di difesa, il contribuente/privato deve contestare e chiedere l'esatta indicazione del titolo di responsabilità, richiedere la produzione di documenti che provino l'esistenza e l'insoddisfazione dei crediti tributari e dimostrare l'assenza di trasferimenti patrimoniali nei termini rilevanti (biennio), oltre a sollevare tempestivamente eccezioni di competenza territoriale e di eventuale giudicato interno.
- Se l'Amministrazione invoca norme diverse (es. art.36 DPR 602/1973 vs art.60-bis DPR 633/1972), il giudice deve motivare perché ciascuna norma è applicabile al caso concreto; non è ammesso confondere o ritenerle intercambiabili senza adeguata motivazione.
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