L.R. Campania 24/2005
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della regione Campania - Legge finanziaria 2006 -. [...]
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLegge finanziaria regionale 2006 della Campania: reca misure di bilancio, rifinanziamenti e riordini organizzativi nei settori sanitario, trasporti, sviluppo economico, ambiente, sociale, turismo, cultura e enti regionali. Molte disposizioni hanno natura annuale o triennale (2006-2008) e diverse misure si esauriscono con tali esercizi; alcuni commi risultano oggi abrogati o dichiarati incostituzionali.
Legge finanziaria 2006 della Regione Campania
Legge finanziaria 2006 della Regione Campania
Il provvedimento contiene le disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Campania per il 2006. Accanto agli stanziamenti di spesa, disciplina interventi settoriali, riordini organizzativi e misure straordinarie soprattutto in materia sanitaria, sviluppo economico, trasporti, ambiente, turismo, beni culturali e politiche sociali.
Ambito generale e finalità finanziarie
La legge definisce una serie di autorizzazioni di spesa, rifinanziamenti e riduzioni di fondi regionali per il triennio 2006-2008 e per il solo esercizio 2006. In più punti prevede che le risorse derivino da fondi regionali, dal gettito di addizionale IRPEF e IRAP, da fondi FAS, POR, risorse comunitarie o da economie di esercizi precedenti.
Sanità e ripiano dei disavanzi
La disciplina sanitaria è uno degli assi centrali. Viene istituita una specifica unità previsionale di base per il ripiano dei debiti del servizio sanitario regionale, con dotazione di 170 milioni di euro per il 2006 e per il 2007, finanziata anche tramite l’aumento di IRPEF e IRAP. La So.Re.Sa. S.p.A. è incaricata di gestire il piano di estinzione dei debiti maturati dalle aziende sanitarie e ospedaliere fino al 31 dicembre 2005, di coordinare eventuali operazioni fino a 30 anni, di curare anche ipotesi di cartolarizzazione e di svolgere in via esclusiva le funzioni di acquisto e fornitura di beni e attrezzature sanitarie.
La Giunta regionale deve approvare i piani e le procedure di acquisto centralizzato, mentre le aziende sanitarie devono fornire alla So.Re.Sa. la documentazione necessaria. È inoltre previsto che la Regione possa prestare garanzie a favore della società quando assuma la delegazione di pagamento.
Sul piano della programmazione, i tetti di spesa e i budget delle aziende sanitarie regionali devono essere aggiornati per ridurre la spesa sanitaria del 18,5% nel triennio 2006-2008, con almeno il 6,5% nel 2006 rispetto al consuntivo 2004, salvo rimodulazione in caso di maggiori finanziamenti statali. La programmazione 2006-2008 costituisce aggiornamento della programmazione annuale e comporta controlli e sanzioni sui direttori generali.
La legge interviene anche sui policlinici universitari e sulle aziende ospedaliere universitarie, destinando almeno il 10% dei fondi per formazione e ricerca al potenziamento delle risorse per i trapianti. Sono inoltre previsti studi epidemiologici sul bacino del fiume Sarno, un osservatorio regionale sulle neoplasie e specifici contributi per attività di ricerca oncologica e per il centro di ricerca oncologica di Mercogliano.
Organizzazione del sistema sanitario e accreditamenti
Gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico della Campania sono sottoposti al controllo regionale. La Giunta non può autorizzare nuovi accreditamenti per centri di riabilitazione e laboratori di diagnostica clinica finché non sia approvato il piano regionale di accreditamento. Una parte del testo originario sull’attività scientifica degli IRCCS è stata dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale.
Sviluppo economico, PASER e programmazione unitaria
La legge prevede l’adozione del Piano d’azione per lo sviluppo economico regionale, poi denominato PASER, entro 90 giorni, con validità triennale e aggiornamento annuale entro il 30 giugno. Il piano coordina gli interventi per innovazione, produttività, distretti e filiere, con criteri di semplificazione amministrativa e con utilizzo degli accordi di programma quadro. Le risorse possono provenire dal bilancio regionale, dai fondi comunitari, dal FAS e da ulteriori disponibilità statali.
Il provvedimento istituisce anche una nuova funzione obiettivo e una nuova U.P.B. per gli interventi nel sistema produttivo regionale. Sono previste relazioni annuali della Giunta al Consiglio sullo stato di attuazione del piano.
Trasporti e mobilità
Viene istituito un fondo di rotazione per lo sviluppo del sistema integrato regionale dei trasporti, in particolare per la “Metropolitana regionale”, con dotazione iniziale di 6,5 milioni di euro tramite mutuo. La Giunta regionale stabilisce modalità e criteri di accesso per soggetti regionali e imprese del settore, nel rispetto della normativa contabile vigente.
Riordino amministrativo e competenze regionali
La legge affida alla Giunta l’adozione di disegni di legge per il trasferimento di risorse e competenze in attuazione dell’articolo 118 Cost. e prevede che, nelle more della riforma dell’ordinamento amministrativo regionale, le funzioni di gestione attribuite agli organi politici si intendano di competenza dei dirigenti. Una disposizione sul rapporto tra organi politici e dirigenti è stata però dichiarata incostituzionale.
Società partecipate, enti strumentali e controllo della spesa
Le società partecipate dalla Regione Campania, anche consortili, devono adeguare gli organi di gestione a un massimo di cinque consiglieri, richiedere l’autorizzazione assembleare per le decisioni che incidono su assetto organizzativo e attività, e contenere la spesa per gli amministratori entro limiti fissati per il 2006. La Giunta e l’Assessore al bilancio sono incaricati di verificare tutte le società partecipate e proporre liquidazioni o fusioni per quelle in perdita da almeno due esercizi o ritenute infruttuose.
La Giunta è anche chiamata a esaminare la gestione degli enti strumentali regionali, con possibile proposta di soppressione e trasferimento di competenze alla Giunta in caso di gravi disfunzioni e diseconomie.
Consulenze e incarichi professionali
Per il triennio 2006-2008 gli incarichi di consulenza già conferiti dalla Regione e dagli enti dipendenti sono soggetti a riduzioni percentuali del corrispettivo in base al valore dell’incarico. Inoltre, nello stesso triennio non possono essere conferiti incarichi a un medesimo soggetto per un importo complessivo superiore a 250.000 euro.
Enti locali, turismo e asili nido
La legge modifica la disciplina degli asili nido, consentendo che la gestione sia affidata anche ad associazioni e fondazioni costituite o partecipate da comuni e consorzi comunali. È inoltre prevista l’approvazione regionale delle deliberazioni di enti provinciali del turismo e aziende autonome di cura, soggiorno e turismo.
Ambiente, aree protette e rifiuti/bonifiche
Sono previste risorse per opere ambientali, prosecuzione di interventi gestionali previsti da precedenti decreti-legge, proroga dei termini per l’utilizzo di investimenti concessi a enti locali e possibilità per province e comunità montane di programmare prosecuzioni di attività ambientali tramite economie pregresse. È istituito un fondo per interventi di tutela ambientale nelle aree del cratere di Avellino e Salerno e sono previste misure specifiche per i parchi regionali, per l’ente parco del bacino del Sarno e per il riparto delle risorse ai parchi in base a territorio e popolazione.
Agricoltura, caccia e sviluppo rurale
La legge interviene sulla tassa di concessione per l’esercizio venatorio e destina una quota dei proventi a progetti di valorizzazione del territorio, allevamento fauna, manutenzione boschi, lotta integrata e riabilitazione della fauna protetta. In materia venatoria sono anche disciplinati iscrizione agli ambiti territoriali di caccia, densità venatoria minima e altre modifiche alla normativa regionale sulla caccia.
Sono inoltre previste modifiche per il sostegno alle imprese artigiane e alle strutture produttive, nonché per i consorzi ASI e i comuni impegnati nell’acquisizione e infrastrutturazione di aree produttive, con riapertura di termini e possibilità di project financing.
Politiche sociali, pari opportunità e minori
La legge istituisce un intervento regionale a favore delle donne in allattamento e delle donne in gravidanza in condizioni di disagio economico, tramite censimento affidato all’ARSAN e successiva definizione dei criteri di erogazione dei benefici. Prevede inoltre misure per i minori orfani di entrambi i genitori ricoverati in centri pubblici di assistenza, ai quali è riconosciuto il diritto a proseguire gli studi e a permanere nel centro anche fino al conseguimento della laurea, entro i tempi del piano di studi.
Fondi per edilizia, patrimonio culturale e beni confiscati
Sono istituiti diversi fondi: per il recupero architettonico di chiese e conventi di valore storico-monumentale; per la ristrutturazione del patrimonio edilizio rurale pubblico da destinare ad abitazione, anche per lavoratori migranti in agricoltura; per la copertura delle rate di mutui contratti dagli enti pubblici per la riqualificazione delle aree liberate da opere abusive. È inoltre istituito un fondo di rotazione per il riuso sociale dei beni confiscati alla mafia, con anticipazioni, copertura di spese di progettazione e garanzie per cooperative sociali e onlus.
Sostegno ai comuni e agli investimenti locali
La legge istituisce un fondo di investimenti per i comuni fino a 5.000 abitanti e prevede un’ulteriore spesa per i comuni tra 5.001 e 50.000 abitanti, con criteri da definire con deliberazione della Giunta. Sono previste anche risorse per infrastrutture in aree ASI, per gli enti locali colpiti da eventi atmosferici eccezionali, per il rilancio di specifiche aree produttive e per la copertura di contributi straordinari a singoli comuni e aziende sanitarie.
Istruzione, cultura e spettacolo
Sono istituiti fondi e unità previsionali per alte professionalità, promozione dello spettacolo, interventi culturali e contributi a scuole di alta formazione, premi, centri culturali e chiese non aperte al culto dopo il sisma del 23 novembre 1980. La legge prevede anche contributi per il patrimonio storico-artistico e per iniziative connesse alla ricerca e alla formazione.
Disposizioni su personale regionale e Consiglio regionale
La legge modifica l’ordinamento interno del Consiglio regionale, ridefinendo settori, servizi e funzioni organizzative. Prevede inoltre norme su personale, inquadramenti, comandi e distacchi, nonché l’istituzione di nuove strutture o denominazioni organizzative. Alcune disposizioni sono state successivamente abrogate o modificate da leggi regionali posteriori.
Regime temporale, efficacia e misure esaurite
Molte disposizioni hanno natura strettamente temporanea, riferita all’esercizio 2006 o al triennio 2006-2008. In particolare risultano oggi di limitata utilità pratica le misure di spesa, i contributi una tantum, i piani annuali e gli interventi con termini ormai scaduti. Alcuni commi sono espressamente abrogati e alcune previsioni sono state dichiarate incostituzionali o sostituite da norme successive.
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