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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14965/2024 del 11/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della convalida del sequestro probatorio di un telefono Samsung e di un auricolare bluetooth operato durante lo svolgimento dell'esame per la patente di guida (contestata la violazione degli artt. 1 e 2 della legge 475/1925), per carenza e insufficienza della motivazione nel verbale di sequestro e nel decreto di convalida: mancata indicazione degli elementi essenziali del fatto (descrizione dell'azione contestata), assenza del nesso tra i dispositivi sequestrati e il reato, e della indicazione della concreta finalità probatoria e della necessità/indispensabilità del vincolo reale

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio sia l'ordinanza del Tribunale di Teramo che il decreto di convalida del sequestro del 23/05/2023. Il giudice ha ritenuto che il decreto del pubblico ministero fosse carente di motivazione: esso indicava solo la norma violata e taluni elementi di tempo e luogo, ma non forniva alcuna descrizione dei fatti né una motivazione concreta sul collegamento tra reato e beni sequestrati né sulla finalità probatoria e sull'indispensabilità del vincolo reale. Conseguentemente è stata disposta la restituzione dei beni sequestrati all'avente diritto

Norme richiamate

  • Legge 475/1925

    Norma individuata come fonte della fattispecie penale contestata (uso illecito di strumenti durante l'esame); la Corte sottolinea che l'indicazione della norma non è sufficiente: il decreto deve anche descrivere gli elementi essenziali del fatto che costituiscono il "fumus" di violazione di tale legge

  • Codice di procedura penale

    Richiamati dalla ricorrente per censurare la mancata motivazione del verbale e del decreto di convalida; la Corte evidenzia l'obbligo generale di motivazione dei provvedimenti cautelari e probatori e la necessità che la motivazione contenga elementi fattuali minimi

  • Decreto-Legge n. 137 del 2020

    Richiamato come norma procedurale in base alla quale è stato trattato il ricorso (procedura di trattazione accelerata ex art. 23 D.L. 137/2020)

  • Legge 8 aprile 2015, n. 47

    Le modifiche introdotte sono ritenute rilevanti per rafforzare l'obbligo motivazionale nei procedimenti di riesame dei sequestri; la Corte ricorda che le regole sul potere di annullamento del tribunale si applicano anche al sequestro probatorio nella misura in cui impongono una valutazione autonoma degli elementi di fatto

  • Codice di procedura penale

    art. 309, comma nono; art. 324, comma settimo

    Art. 309/9 richiamato (mediante la giurisprudenza) per il principio che il tribunale del riesame può annullare il provvedimento se manca la motivazione o questa non contiene una autonoma valutazione; art. 324/7 è richiamato per il rinvio e la compatibilità con il procedimento di riesame del sequestro probatorio

Massime di principio

  • Il decreto di sequestro probatorio deve contenere, oltre alla indicazione della norma contestata, una descrizione anche sommaria dei fatti (estremi essenziali di tempo, luogo e azione) che motivi il fumus del reato
  • Deve essere specificato il nesso qualificato tra la cosa sequestrata e il reato (perché la cosa è corpo del reato o pertinente) e non è sufficiente la mera enunciazione normativa
  • Il decreto deve indicare la concreta finalità probatoria perseguita con il sequestro e spiegare la necessità/indispensabilità del vincolo reale nel breve termine (pericolo di alterazione, dispersione o modificazione)
  • Il Tribunale del riesame è tenuto ad esaminare l'autonomia della motivazione e ad annullare il provvedimento se questa manca o è manifestamente insufficiente; tale carenza non è sanabile dal semplice richiamo formale agli articoli di legge
  • In caso di sequestro di dispositivi elettronici occorre motivare specificamente il pericolo di perdita o alterazione dei dati e il collegamento degli stessi con gli elementi probatori necessari per l'accertamento del reato
  • Se la motivazione è carente, la conseguenza è l'annullamento senza rinvio del decreto di convalida e la restituzione dei beni sequestrati all'avente diritto

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