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Sentenza

Sentenza n. 16790/2026 - Roma, Sezione 2

Giustizia amministrativa202312852

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: esito finale dell’esame di Stato 2022/2023 con esito “Non Diplomato”, unitamente alle valutazioni delle prove scritte e orali e agli atti della commissione d’esame

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione scolastica)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La studentessa ha chiesto l’annullamento dell’esito negativo dell’esame di Stato 2022/2023 e degli atti valutativi connessi, comprese le schede, le tracce, le griglie di valutazione e i verbali relativi alle prove scritte e al colloquio. La sentenza non riporta nel merito i singoli vizi dedotti. Il 2 ottobre 2026 la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, poiché aveva frequentato regolarmente l’anno scolastico successivo e superato l’esame di Stato 2023/2024, conseguendo il diploma.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare nel merito le censure contro gli atti d’esame. Ha rilevato che, a fronte dell’espressa dichiarazione della ricorrente di non avere più interesse, il giudice non può sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire né procedere d’ufficio, ma deve prenderne atto e dichiarare l’improcedibilità. L’istanza cautelare era già stata respinta con ordinanza n. 6934/2023. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Rilevato, pertanto, che in applicazione del richiamato principio, il ricorso va dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, mentre le spese di lite possono essere compensate fra tutte le parti, tenuto conto della natura e delle ragioni della presente decisione

    Il ricorso è improcedibile quando, dopo la sua proposizione, viene meno l’interesse della parte ricorrente alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    nel caso di espressa dichiarazione del ricorrente di non aver più alcun interesse alla decisione del ricorso, il giudice non può decidere la controversia nel merito, né procedere di ufficio, né sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell’interesse ad agire, ma solo adottare una pronuncia in conformità alla dichiarazione resa; nel processo amministrativo, in assenza di repliche e/o diverse richieste ex adverso, vige il principio dispositivo in senso ampio, nel senso che la parte ricorrente, sino al momento in cui la causa viene trattenuta in decisione, ha la piena disponibilità dell’azione e può dichiarare di non avere interesse alla decisione, in tal modo provocando la presa d’atto del giudice, il quale, non avendo il potere di procedere di ufficio, né quello di sostituirsi al ricorrente nella valutazione dell’interesse ad agire, non può che dichiarare l’improcedibilità del ricorso

    Fino a quando la causa non è trattenuta in decisione, il ricorrente può dichiarare di non avere più interesse; in assenza di contestazioni o richieste contrarie, il giudice deve prenderne atto e dichiarare improcedibile il ricorso, senza pronunciarsi nel merito o valutare d’ufficio l’interesse.

Massime di principio

  • Quando il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione e non risultano repliche o richieste contrarie, il giudice amministrativo deve prendere atto della dichiarazione e dichiarare improcedibile il ricorso, senza decidere il merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire.
  • Nel processo amministrativo, il ricorrente conserva la disponibilità dell’azione e può dichiarare il sopravvenuto disinteresse alla decisione sino a quando la causa è trattenuta in decisione.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàScuola
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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