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Cassazione Civile, Ordinanza n. 00843/2025 del 13/01/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di rettifica e da un atto di irrogazione sanzioni emessi nei confronti della società importatrice quale spedizioniere coobbligato in solido, in relazione a operazioni di importazione del secondo semestre 2011 di prodotti a marchio Guess. L'Ufficio ha sostenuto che le royalties pagate nell'ambito della licenza avrebbero dovuto concorrere a formare il valore in dogana, perché costituenti corrispettivi dovuti come condizione della vendita delle merci importate. La Commissione tributaria regionale ha invece confermato l'annullamento degli atti, ritenendo non dimostrato un controllo, diretto o indiretto, del titolare del marchio sul produttore e qualificando i rapporti negoziali come autonomi, con mero controllo qualitativo. In cassazione l'Agenzia ha dedotto: 1) violazione delle norme doganali unionale e regolamentari sulla inclusione delle royalties nel valore in dogana, lamentando che la CTR avesse escluso la rilevanza delle royalties nonostante il contenuto delle clausole contrattuali e del codice di condotta; 2) violazione dell'art. 112 c.p.c. per omesso esame di plurimi indici di controllo e per aver ridotto la verifica al solo controllo di qualità. La resistente ha resistito con controricorso e memoria.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondata la decisione della CTR. Dopo aver qualificato i motivi come ammissibili, ha affermato che, nella determinazione del valore in dogana, le royalties possono essere incluse quando siano riferite alle merci da valutare e costituiscano condizione della vendita; tale condizione può emergere anche implicitamente dal complesso delle clausole contrattuali e dal rapporto tra venditore, licenziante e licenziatario. Ha inoltre ribadito che il concetto di controllo rilevante è ampio e comprende anche un potere di orientamento di fatto, desumibile da indicatori quali la scelta del produttore, l'imposizione di standard produttivi, le restrizioni alla commercializzazione e altri poteri incisivi sulla filiera. La CTR, limitandosi a valorizzare l'autonomia della licenziataria e dei terzi fabbricanti e a degradare il contenuto delle clausole a mero controllo qualitativo, non ha correttamente sussunto i fatti nella disciplina applicabile e non ha compiuto le verifiche necessarie sul rapporto contrattuale e sul controllo del licenziante. Per tale ragione la Cassazione ha cassato la sentenza impugnata con rinvio al giudice di merito affinché rivaluti la questione alla luce dei principi indicati.

Norme richiamate

  • art. 29 Reg. (CEE) n. 2913/1992

    "il valore in dogana delle merci importate è, di regola, il valore di transazione"

    Il valore doganale è normalmente il prezzo effettivamente pagato o da pagare, salvo rettifiche previste dalle norme successive.

  • art. 32 Reg. (CEE) n. 2913/1992

    "corrispettivi e i diritti di licenza relativi alle merci da valutare"

    Le royalties vanno aggiunte al prezzo di transazione se relative alle merci e se dovute come condizione della vendita.

  • art. 157 Reg. (CEE) n. 2454/1993

    Definisce i corrispettivi e i diritti di licenza e richiede, per la loro inclusione, che si riferiscano alle merci valutate e costituiscano condizione di vendita.

  • art. 159 Reg. (CEE) n. 2454/1993

    Per il marchio commerciale o di fabbrica le royalties sono aggiunte al prezzo solo al ricorrere delle condizioni previste dalla norma, tra cui il non essere liberi di acquistare da altri fornitori non legati al venditore.

  • art. 160 Reg. (CEE) n. 2454/1993

    "quando il venditore o una persona ad esso legata chiede all'acquirente di effettuare tale pagamento"

    Il pagamento delle royalties integra condizione della vendita quando è richiesto dal venditore o da un soggetto a esso collegato.

  • art. 143 Reg. (CEE) n. 2454/1993

    Il controllo tra soggetti rileva anche in fatto e comprende un potere di costrizione o di orientamento.

  • art. 335 c.p.c.

    La riunione delle impugnazioni è obbligatoria solo se hanno ad oggetto la stessa sentenza; altrimenti può essere solo facoltativa per ragioni di economia processuale.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    La falsa applicazione di legge comprende il vizio di sussunzione, cioè l'erronea ricondizione dei fatti accertati alla fattispecie astratta.

  • art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.

    È deducibile il vizio processuale denunciato come omessa pronuncia o violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.

  • art. 112 c.p.c.

    Il giudice deve pronunciarsi su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa.

  • art. 6 CEDU

    Il principio di pubblicità dell'udienza non è assoluto e può essere derogato per particolari ragioni obiettive e razionali.

Massime di principio

  • In materia di valore in dogana, le royalties devono essere incluse nel valore di transazione quando si riferiscono alle merci importate e il loro pagamento costituisce, anche implicitamente, una condizione della vendita.
  • La nozione di "condizione della vendita" non richiede una clausola espressa: può desumersi dal complesso dei rapporti contrattuali e dal ruolo del licenziante nella filiera produttiva e distributiva.
  • Il concetto di "controllo" rilevante ai fini doganali va inteso in senso ampio e casistico, comprendendo anche un potere di orientamento di fatto sulla produzione, sui fornitori, sulla distribuzione o sull'accesso al mercato.
  • Il mero controllo qualitativo del prodotto, da solo, non è sufficiente a escludere il controllo rilevante ai fini dell'art. 32 del codice doganale comunitario quando emergano ulteriori poteri incisivi sulla produzione o commercializzazione.
  • In sede di legittimità, il sindacato sulla falsa applicazione di legge consente di verificare la corretta sussunzione dei fatti accertati nella norma astratta, ma non di rivalutare il fatto storico.
  • Quando la decisione di merito ignora o svaluta senza adeguata verifica gli indici contrattuali e fattuali rilevanti per stabilire la condizione di vendita delle royalties, incorre in errore di sussunzione censurabile in cassazione.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

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