Sentenza del 30/10/2017 n. 4407 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Partecipazione in società - Perdita fiscale - Trasmissibilità mortis causa - Non sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl ricorso è stato respinto, confermando l'impossibilità per gli eredi di riportare o dedurre le perdite fiscali imputate al socio defunto. La sentenza distingue questa situazione da quella del socio che cede la partecipazione, il quale può continuare a dedurre le perdite secondo le regole applicabili alla propria posizione fiscale, poiché in quel caso non si verifica una successione nella posizione tributaria di un altro contribuente.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava la trasmissibilità mortis causa delle perdite fiscali imputate per trasparenza al socio di una società di persone. Gli eredi sostenevano di poter subentrare nella posizione fiscale del defunto e riportare tali perdite nel proprio reddito complessivo. La sentenza ha escluso questo effetto, rilevando che, salvo diversa previsione statutaria, gli eredi non acquisiscono automaticamente la qualità di soci ai sensi dell'art. 2284 cod. civ., ma hanno soltanto un credito corrispondente al valore della quota del defunto, da liquidarsi secondo le regole civilistiche. Non è quindi previsto alcun trasferimento agli eredi delle perdite fiscali attribuite per trasparenza al socio defunto. In materia tributaria non è possibile acquistare o trasferire le perdite di altri contribuenti per analogia, in assenza di una specifica norma e in ragione della riserva di legge.
Norme richiamate
Art. 2284 cod. civ.
In caso di morte di uno dei soci, gli altri soci devono liquidare la quota agli eredi, salvo che preferiscano sciogliere la società ovvero continuarla con gli eredi stessi e questi vi acconsentano.
La norma implica che, salvo specifiche previsioni statutarie o accordi di continuazione, gli eredi non subentrano automaticamente nella qualità di soci, ma maturano un diritto alla liquidazione del valore della quota.
Principio di riserva di legge in materia tributaria
Il trasferimento o il riporto delle perdite fiscali richiede una previsione normativa espressa. Non è possibile estendere per analogia una disciplina prevista per casi diversi, come la successione nella posizione fiscale del contribuente.
Massime di principio
- Nelle società di persone, la morte del socio non comporta automaticamente il subentro degli eredi nella qualità di soci: in via ordinaria essi hanno diritto alla liquidazione della quota.
- Le perdite fiscali imputate per trasparenza sono riferibili al singolo socio cui sono state attribuite e non si trasferiscono agli eredi in assenza di una norma specifica.
- In materia tributaria non è consentito dedurre o riportare perdite di un altro contribuente sulla base della sola successione ereditaria o per analogia.
- La diversa disciplina applicabile al socio che cede la partecipazione non può essere automaticamente estesa agli eredi del socio defunto.
- Per stabilire se una perdita fiscale sia utilizzabile dopo un decesso occorre verificare una specifica disposizione normativa, l'eventuale clausola statutaria di continuazione della società con gli eredi e la concreta posizione fiscale del soggetto che intende utilizzarla.
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