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Sentenza

Sentenza del 25/03/2016 n. 5968 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle entrate ha impugnato la sentenza della Commissione tributaria regionale della Campania per violazione e falsa applicazione della L. n. 289 del 2002, art. 9-bis, e degli artt. 12 e 14 delle preleggi. Ha sostenuto che il condono relativo a ritardati od omessi versamenti si perfeziona esclusivamente con il pagamento integrale e tempestivo di tutte le somme dovute. Pertanto, l'omesso o parziale pagamento delle rate successive alla prima avrebbe dovuto comportare la decadenza dal beneficio, non essendo prevista dall'art. 9-bis una disposizione che salvi gli effetti della definizione in caso di mancato pagamento integrale.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate, cassato la sentenza d'appello e deciso la causa nel merito, rigettando il ricorso originario della società contribuente. Ha stabilito che il condono previsto dall'art. 9-bis della L. n. 289 del 2002 ha natura diversa dalle altre forme di condono: consente di regolarizzare omessi o tardivi versamenti dichiarati dal contribuente, senza sanzioni, ma richiede l'integrale e tempestivo pagamento delle somme dovute. Il mancato o tardivo versamento anche delle rate successive alla prima rende inefficace la definizione e consente all'Amministrazione di recuperare l'imposta originaria. La società è stata condannata alle spese del giudizio di legittimità, liquidate in Euro 5.250,00 oltre spese prenotate a debito; le spese dei giudizi di merito sono state compensate.

Norme richiamate

  • Legge n. 289 del 2002, art. 9-bis

    "Definizione dei ritardati od omessi versamenti"

    La definizione si perfeziona soltanto mediante il pagamento integrale e tempestivo dell'imposta e degli interessi dovuti, anche quando il pagamento è rateale. L'omesso o tardivo pagamento di una rata comporta l'inefficacia dell'istanza e la perdita del beneficio.

  • Legge n. 289 del 2002, artt. 8, 9, 15 e 16

    Le disposizioni che, in altre forme di condono, possono conservare gli effetti della definizione non sono applicabili analogicamente all'art. 9-bis, in ragione della diversa struttura della disciplina e del carattere eccezionale delle norme sul condono.

  • Legge n. 350 del 2003, art. 2, comma 45

    Ha modificato l'art. 9-bis della L. n. 289 del 2002, nell'ambito della disciplina della definizione dei ritardati o omessi versamenti.

  • Codice di procedura civile, art. 384, comma 2

    Ha consentito alla Corte di cassazione, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, di decidere direttamente la causa nel merito dopo aver cassato la sentenza impugnata.

  • D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36-bis

    La Corte ha evidenziato che, nel condono ex art. 9-bis, non è necessaria un'attività di liquidazione straordinaria, poiché l'importo dovuto deriva dalla dichiarazione integrativa del contribuente, maggiorata degli interessi.

Massime di principio

  • Quando una definizione agevolata prevede espressamente il pagamento integrale e tempestivo delle somme dovute, il pagamento rateale non è sufficiente a conservare il beneficio se una rata viene omessa o versata tardivamente.
  • Le regole favorevoli previste per altri tipi di condono non possono essere applicate automaticamente a una diversa procedura agevolativa, soprattutto quando la disciplina ha natura eccezionale.
  • È essenziale distinguere tra condoni che definiscono un accertamento o una lite e procedure che regolarizzano semplicemente somme già dichiarate: nel secondo caso, l'adempimento integrale può costituire requisito costitutivo del beneficio.
  • In assenza di una specifica norma che salvi gli effetti della definizione in caso di mancato pagamento delle rate successive alla prima, l'inadempimento può comportare la perdita integrale dell'agevolazione e il recupero dell'imposta originaria.
  • La disciplina applicabile deve essere verificata autonomamente per ciascuna forma di definizione agevolata, senza estendere per analogia meccanismi di sanatoria previsti da norme diverse.

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