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Ordinanza

Ordinanza n. 3024/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, sezione staccata di Latina (sezione seconda), n. 165, pubblicata il 5 giugno 2026, non notificata, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202605813

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di chiusura immediata dell'attività esercitata in un locale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'associazione ha proposto appello cautelare contro l'ordinanza del TAR Lazio, sezione staccata di Latina, che aveva respinto la domanda cautelare proposta contro il provvedimento comunale di chiusura immediata dell'attività. La chiusura era stata disposta sulla base di plurime contestazioni accertate durante un sopralluogo dei Carabinieri: omessa presentazione della SCIA e mancato rinnovo della certificazione antincendio; assenza della licenza per pubblici spettacoli; mancanza dell'agibilità; violazione della disciplina applicabile all'attività; uscita di emergenza ostruita da tavoli e sedie; presenza di materiali davanti alla porta di ingresso; mancanza della segnaletica luminosa delle vie di fuga. L'appello cautelare mirava quindi alla riforma della reiezione della sospensione dell'atto di chiusura.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello cautelare. Quanto al fumus boni iuris, ha ritenuto rilevante che il provvedimento comunale fosse plurimotivato e fondato su molteplici violazioni della disciplina antincendio, del TULPS e dei requisiti di agibilità e sicurezza, supportate dagli accertamenti dei Carabinieri. Quanto al periculum in mora, ha ritenuto prevalente, nella comparazione degli interessi, l'esigenza di garantire la massima sicurezza degli avventori e l'incolumità pubblica rispetto all'interesse dell'associazione a svolgere eventi già programmati e a sostenere il canone di locazione e le spese della sede; tali pregiudizi economici sono stati considerati suscettibili di ristoro nell'eventualità di un esito favorevole del giudizio di merito. L'appellante è stata condannata alle spese della fase cautelare, liquidate in euro 1.500,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l'appello cautelare davanti al Consiglio di Stato.

  • art. 20 d.lgs. 139/2006

    Richiamato quale fondamento delle contestazioni relative all'omessa SCIA e al mancato rinnovo della certificazione antincendio.

  • art. 68 TULPS

    Richiamato in relazione all'assenza della licenza per pubblici spettacoli.

  • art. 69 TULPS

    Richiamato in relazione all'assenza della licenza per pubblici spettacoli.

  • art. 80 TULPS

    Richiamato per la mancanza dell'agibilità del locale.

  • art. 86 TULPS

    Richiamato in relazione alle ulteriori violazioni riscontrate nel locale, comprese le condizioni delle uscite e delle vie di fuga.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la pluralità e la gravità delle violazioni in materia di sicurezza antincendio, agibilità e autorizzazioni per pubblici spettacoli, corroborate da accertamenti degli organi di polizia, possono escludere il fumus necessario per sospendere un provvedimento di chiusura immediata.
  • Nel bilanciamento cautelare, l'esigenza di garantire la sicurezza degli utenti di un locale e l'incolumità pubblica prevale sugli interessi economici del gestore relativi alla cancellazione di eventi programmati, al pagamento del canone di locazione e alle spese di gestione, quando tali pregiudizi siano suscettibili di ristoro economico in caso di esito favorevole del giudizio.

Come è indicizzato

MateriePubblici esercizi e somministrazioneLicenze e autorizzazioni di poliziaTutela cautelare
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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