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Cassazione Penale, Ordinanza n. 23951/2026 del 30/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione dichiara inammissibile il ricorso. Conseguentemente condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e, non ravvisando elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, la condanna altresì al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello deducendo, in sostanza, il mancato accoglimento della richiesta di applicazione delle pene sostitutive di pene detentive brevi. Dalla motivazione richiamata emerge che la decisione di merito aveva negato tali benefici sulla base di un giudizio prognostico negativo, valorizzando la particolarità del reato commesso, la reiterazione della condotta deviante, i precedenti penali dell'imputata e la conseguente sfavorevole previsione circa il rispetto delle prescrizioni. Il ricorso contesta tale diniego, ma la Corte di cassazione rileva che le doglianze sono formulate in modo estremamente generico e non si confrontano con la reale ratio decidendi della sentenza impugnata.

Norme richiamate

  • pene sostitutive di pene detentive brevi

    il giudice può respingere la richiesta anche facendo esclusivo riferimento ai precedenti penali dell'imputato, purché dalla loro valutazione, che deve essere oggetto di specifica, puntuale e concreta motivazione, emergano elementi indiscutibilmente negativi in ordine alla prognosi della finalità rieducativa della pena sostitutiva, del contenimento del rischio di recidiva e dell'adempimento delle prescrizioni imposte

    Il diniego delle pene sostitutive è legittimo quando sia sorretto da una motivazione concreta e specifica che valorizzi negativamente i precedenti penali e consenta un giudizio prognostico sfavorevole sulla funzione rieducativa, sul rischio di recidiva e sulla capacità di rispettare le prescrizioni.

Massime di principio

  • In tema di pene sostitutive di pene detentive brevi, il giudice può rigettare la richiesta quando, sulla base di una valutazione concreta e specificamente motivata dei precedenti penali e della condotta dell'imputato, emerga un giudizio prognostico sfavorevole circa la rieducazione, il rischio di recidiva e l'osservanza delle prescrizioni.
  • Il ricorso per cassazione che censuri il diniego delle pene sostitutive deve confrontarsi puntualmente con la ratio decidendi della sentenza impugnata; doglianze generiche o non calibrate sulla motivazione effettiva sono inidonee a superare il vaglio di ammissibilità.
  • La genericità dell'istanza difensiva può rilevare nel confermare la correttezza del diniego delle pene sostitutive, quando la motivazione del giudice di merito sia già fondata su elementi oggettivi e negativi adeguatamente valorizzati.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale

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