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Legge

L.R. Umbria 1/2016

Norme in materia di politiche giovanili - Ulteriori integrazioni della l.r. 16/02/2010, n. 14 (Disciplina degli istituti di partecipazione alle funzioni delle istituzioni regionali (Iniziativa legislativa e referendaria, diritto di petizione e consultazione)).

Normativa regionaleL.R. Umbria 1/2016Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina in Umbria la programmazione, gli interventi e i servizi per i giovani tra 14 e 35 anni, istituendo Piano e Programma regionali, fondo dedicato, Tavolo e Consulta. Prevede misure su istruzione, lavoro, abitazione, mobilità, salute, partecipazione, cultura, volontariato, informazione e spazi giovanili. Contiene inoltre modifiche alla l.r. 14/2010 sulla partecipazione popolare.

Norme regionali sulle politiche giovanili in Umbria

Norme in materia di politiche giovanili della Regione Umbria

La legge definisce la politica regionale per i giovani in Umbria, riconoscendoli come risorsa essenziale e fissando un quadro organico di programmazione, interventi e servizi. La disciplina si applica ai giovani residenti o dimoranti nel territorio regionale di età compresa tra 14 e 35 anni.

Finalità e ambito di intervento

La Regione orienta la propria azione a sostenere l’autonomia personale, formativa, lavorativa e familiare dei giovani, promuovere istruzione e formazione, creatività, imprenditorialità, mobilità, partecipazione civica, inclusione sociale e interculturale, legalità, pari opportunità, salute e prevenzione del disagio. L’intervento regionale si coordina con le politiche su lavoro, casa, cultura e sociale, anche in collaborazione con enti locali, organismi pubblici e privati, associazioni e reti giovanili.

Programmazione regionale e competenze locali

La Regione esercita funzioni di indirizzo, programmazione e coordinamento delle politiche giovanili e può stipulare intese e accordi senza nuovi oneri. Gli strumenti della programmazione sono:

  • il Piano regionale per le politiche giovanili, di durata triennale;
  • il Programma regionale per le politiche giovanili, di durata annuale.

I comuni, singoli o associati, promuovono progetti, realizzano iniziative e servizi per i giovani in coerenza con la programmazione regionale, favorendo luoghi di incontro, aggregazione e forme di partecipazione attiva e dialogo con le rappresentanze giovanili.

Piano regionale per le politiche giovanili

Il Piano definisce indirizzi, priorità e strategie dell’azione regionale e contiene l’analisi dei bisogni, gli obiettivi, le linee di intervento, gli indirizzi per il coordinamento comunale, le tipologie di progetti innovativi e i criteri di valutazione delle proposte. La Giunta lo adotta previo parere obbligatorio della Consulta e acquisiti proposte e osservazioni del Tavolo di coordinamento; il Piano è trasmesso all’Assemblea legislativa per l’approvazione.

Programma regionale per le politiche giovanili

Il Programma attua il Piano, ha validità annuale e individua:

  • priorità e obiettivi degli interventi;
  • risorse economiche e modalità di erogazione;
  • iniziative e organizzazione della Giornata regionale dei giovani. La Giunta lo approva entro il 30 giugno di ogni anno, previo parere della Consulta e acquisizione delle proposte del Tavolo, e lo trasmette alla Commissione consiliare competente.

Interventi per istruzione, formazione e mobilità internazionale

La Regione sostiene il diritto allo studio e l’evoluzione dei sistemi di istruzione e formazione per facilitare l’ingresso qualificato nel lavoro. Promuove progetti sperimentali che integrano diritto allo studio, percorsi formativi e apprendimento non formale, con certificazione delle competenze. Favorisce inoltre la mobilità giovanile europea e internazionale come occasione di acquisizione di competenze, accoglienza e integrazione, e sostiene le iniziative di rappresentanza studentesca.

Lavoro, imprenditorialità e autonomia economica

La legge valorizza l’imprenditorialità giovanile e il lavoro autonomo come leve di sviluppo economico e sociale, con attenzione a new economy, green economy, artigianato di qualità, tutela del territorio e produzioni biologiche e a chilometro zero. La Regione favorisce incubatori e acceleratori di impresa, servizi informativi e percorsi formativi per attività in forma autonoma o associativa, anche in un’ottica di riequilibrio di genere e interculturale.

Casa, mobilità e permanenza nel territorio

La Regione promuove condizioni agevolate per l’accesso dei giovani e delle giovani coppie alla locazione o alla proprietà degli alloggi e incentiva progetti di autocostruzione e autorecupero. Incentiva l’uso dei servizi pubblici di mobilità e lo sviluppo della mobilità sostenibile. Più in generale, favorisce la permanenza e il ritorno dei giovani nel territorio regionale, sostenendo opportunità di formazione e lavoro.

Salute, stili di vita sani e prevenzione del disagio

La Regione promuove la salute dei giovani con interventi sanitari e sociosanitari, anche in collaborazione con scuole e università. Sostiene progetti su educazione alla salute, stili di vita sani, responsabilizzazione sui comportamenti a rischio, sessualità, alimentazione, uso di sostanze psicoattive e nuove dipendenze. Sono prioritari gli interventi ideati dai giovani, quelli per l’integrazione dei giovani con disabilità e quelli contro discriminazione, odio, violenza, fumo, alcol, sostanze psicoattive e ludopatia. Le azioni possono includere campagne informative, tecnologie digitali, attività sportive e ricreative, educazione tra pari e iniziative per la sicurezza nei luoghi del divertimento giovanile.

Bullismo e cyberbullismo

La Regione promuove azioni di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo, con attenzione all’ambiente scolastico, all’uso della rete e alla tutela della dignità e dell’integrità psico-fisica dei minori e degli adolescenti. Sono previste campagne di sensibilizzazione, attività culturali, sociali e sportive, formazione del personale scolastico ed educativo e programmi di sostegno alle vittime. Il testo consolidato richiama anche la normativa regionale vigente in materia.

Partecipazione dei giovani e cittadinanza attiva

La Regione favorisce la partecipazione dei giovani alla vita pubblica locale e la creazione di organismi consultivi di rappresentanza territoriale. Ai giovani residenti che abbiano compiuto 16 anni riconosce il diritto di partecipare ai referendum consultivi regionali, di promuovere petizioni e di partecipare ai processi di consultazione previsti dalla l.r. 14/2010, come modificata dalla stessa legge. Sono inoltre favoriti progetti di e-democracy, open government e open data.

Cultura, creatività, volontariato e intercultura

La legge sostiene iniziative per valorizzare arte e creatività giovanile e per facilitare l’accesso ai beni e alle attività culturali. Promuove la tutela del patrimonio storico, artistico e culturale dell’Umbria e l’attività dei giovani artisti, favorendo l’incontro tra mercato e produzione culturale. Inoltre favorisce la partecipazione a volontariato, associazionismo, oratori e servizio civile. Il servizio civile regionale è istituito come risorsa della comunità e la Giunta deve disciplinarne criteri e modalità con regolamento, garantendo accesso non discriminatorio e valorizzando progetti innovativi. È promossa anche l’integrazione interculturale dei giovani migranti, con attenzione alle seconde generazioni.

Servizi e strumenti dedicati ai giovani

La Regione promuove i Servizi Informagiovani, affidati ai comuni, e una rete regionale di coordinamento. Tali servizi forniscono consulenza e informazione su istruzione, formazione, lavoro, autoimprenditorialità, cultura, cittadinanza attiva, associazionismo, finanziamenti comunitari, salute e spazi pubblici. È inoltre istituito un portale regionale per l’informazione e la crescita dei giovani, aperto a piattaforme digitali giovanili e collegato ai portali internazionali, europei e nazionali. La Regione favorisce anche carte servizi per studenti e carte giovani comunali per i non studenti.

Spazi di aggregazione e Giornata regionale dei giovani

La Regione riconosce il valore sociale degli spazi pubblici per l’aggregazione giovanile e promuove, d’intesa con i comuni, la riqualificazione di spazi dismessi o degradati, con coinvolgimento delle associazioni giovanili e gestione senza fini di lucro. Sostiene inoltre l’apertura di spazi scolastici e universitari alle attività di aggregazione. È istituita la Giornata regionale dei giovani, con cadenza annuale, le cui iniziative sono definite nel Programma regionale.

Organi di coordinamento e partecipazione istituzionale

È istituito presso la Giunta regionale un Tavolo di coordinamento delle politiche giovanili, composto dall’assessore competente e da dodici assessori comunali individuati dal Consiglio delle Autonomie locali. Il Tavolo analizza la condizione giovanile, raccoglie informazioni su bullismo e cyberbullismo e formula proposte e osservazioni per Piano e Programma. La partecipazione è gratuita.

È inoltre istituita la Consulta regionale dei giovani, composta da un massimo di 36 membri nominati con criteri di parità di genere, rappresentatività e trasparenza. Devono essere rappresentati oratori, associazioni giovanili, studenti universitari, studenti delle scuole superiori, movimenti giovanili dei partiti, giovani amministratori, giovani imprenditori e giovani professionisti; è prevista anche la presenza di un rappresentante designato dal Forum Regionale Giovani Umbria. La Consulta formula proposte e rende parere obbligatorio su Piano e Programma.

Fondo regionale e copertura finanziaria

La Regione istituisce il Fondo regionale per le politiche giovanili. Per il 2016 è autorizzata una spesa complessiva di 70.000 euro, ripartita tra trasferimenti a enti pubblici, soggetti privati, interventi diretti della Regione e gestione del portale regionale. La copertura è assicurata con risorse non utilizzate del fondo speciale del bilancio 2015 e le risorse del Fondo concorrono, insieme a fondi statali e comunitari, al finanziamento del Programma annuale. Per gli anni successivi la dotazione è determinata con la legge di bilancio.

Modifiche alla l.r. 14/2010 sulla partecipazione

La legge estende ai giovani residenti in Umbria che abbiano compiuto 16 anni la partecipazione, limitatamente ad alcune fattispecie, ai referendum consultivi regionali, al diritto di petizione e al processo di consultazione previsto dalla disciplina regionale sulla partecipazione. I comuni devono istituire un elenco specifico dei giovani che ne facciano richiesta. Vengono inoltre aggiornate le definizioni di petizione e consultazione nella l.r. 14/2010.

Clausola valutativa, attuazione e regime transitorio

L’Assemblea legislativa valuta l’attuazione della legge sulla base di una relazione annuale della Giunta, da presentare a partire dall’anno successivo all’approvazione del primo Piano e poi entro il 30 novembre di ogni anno. La relazione deve illustrare interventi, risorse, beneficiari, risultati, integrazione delle politiche, andamento degli Informagiovani, riqualificazione degli spazi, funzionamento del portale, iniziative della Giornata dei giovani e attuazione degli elenchi comunali dei giovani di 16 anni.

Sul piano transitorio, entro sei mesi dall’entrata in vigore deve essere approvato il primo Piano; entro tre mesi dalla sua approvazione va adottato il Programma; entro 90 giorni la Giunta disciplina Tavolo e Consulta; entro 180 giorni adotta il regolamento sul servizio civile regionale.

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