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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25775/2025 del 14/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso, constatando l'errore di calcolo denunciato. Avendo ritenuto superfluo il rinvio ai sensi dell'art. 620, lett. l) c.p.p., ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio e ha rideterminato la pena detentiva nella misura corretta di anni 2, mesi 2 e giorni 20 di reclusione. La multa di euro 444,00 è rimasta confermata in quanto non oggetto del gravame.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale impugnava la sentenza del Tribunale di Bergamo per errore nel calcolo della pena detentiva. Si assumeva violazione dell'art. 442, comma 2, c.p.p., deducendo che il giudice, partendo da pena base di anni 5, aveva applicato la diminuzione di un terzo per la circostanza attenuante di cui all'art. 62, n. 4) c.p. (pervenendo a anni 3 e mesi 4) e successivamente la diminuzione di un terzo per il rito abbreviato, ma aveva poi calcolato erroneamente la riduzione finale, fissando la pena in anni 2 e mesi 2 anziché nella corretta misura di anni 2, mesi 2 e giorni 20 di reclusione.

Norme richiamate

  • art. 62, n. 4) cod. pen.

    La norma è stata applicata dal giudice di merito come circostanza attenuante pari a una riduzione di un terzo della pena base; la Corte ha dato per corretta l'applicazione sostanziale della attenuante, rilevando invece solo un errore aritmetico nel calcolo successivo

  • art. 442, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamata dal Procuratore Generale per denunciare la violazione procedurale legata all'errata determinazione della pena; la Cassazione ha ritenuto fondata la doglianza nella parte sostanziale (errore di calcolo) e ha corretto la quantificazione della pena

  • art. 620, lett. l) cod. proc. pen.

    "la Corte pronuncia annullamento senza rinvio se 'ritiene di poter decidere, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, o di rideterminare la pena sulla base delle statuizioni del giudice di merito o di adottare i provvedimenti necessari, e in ogni altro caso in cui ritiene superfluo il rinvio'"

    La Corte ha utilizzato questa disposizione per annullare senza rinvio la sentenza limitatamente al trattamento sanzionatorio e per rideterminare direttamente la pena, in quanto l'errore era meramente aritmetico e non richiedeva ulteriori accertamenti di fatto

Massime di principio

  • Un errore aritmetico nel calcolo della pena (in particolare quando si applicano riduzioni percentuali successive) è rimediabile dalla Corte di Cassazione e può dare luogo ad annullamento senza rinvio limitato alla determinazione del trattamento sanzionatorio, se non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto.
  • Quando più riduzioni vengono applicate in successione (es. attenuanti + rito abbreviato), è necessario eseguire il calcolo fino ai giorni per evitare arrotondamenti o omissioni che possano determinare una pena inesatta.
  • La Cassazione può correggere e rideterminare la pena sulla base delle statuizioni del giudice di merito ai sensi dell'art. 620, lett. l) c.p.p., preservando le altre parti della sentenza non impugnate (es. multa) che restano ferme.
  • La parte che rileva l'errore deve indicare chiaramente la modalità del calcolo errato e la misura corretta per consentire alla Corte di valutare se il rimedio senza rinvio sia applicabile.
  • Se l'errore riguarda solo il quantum della pena e non questioni fattuali rilevanti, il rimedio più rapido è la rettifica da parte della Cassazione anziché il rinvio per ulteriore istruzione

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