Cassazione Penale, Ordinanza n. 27742/2026 del 23/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che l’unico motivo fosse generico e non autosufficiente, perché privo di specifiche argomentazioni di diritto e di riferimenti congrui alla motivazione della sentenza impugnata. Conseguentemente ha dato atto che, all’inammissibilità del ricorso, seguono le pronunce previste dall’art. 616 c.p.p.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il ricorso per cassazione è stato proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte di appello di Palermo che aveva dichiarato inammissibile l'appello contro la decisione di primo grado. L’unico motivo dedotto era il preteso difetto di motivazione della decisione impugnata. La Corte di cassazione rileva però che tale censura è formulata in modo del tutto generico, senza indicare in modo puntuale le ragioni di diritto a sostegno della doglianza né i concreti passaggi della motivazione dell’atto impugnato che sarebbero viziati.
Norme richiamate
art. 616 c.p.p.
All'inammissibilità del ricorso conseguono le statuizioni previste dalla norma.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione è inammissibile quando il motivo è formulato in modo meramente generico e non contiene una puntuale enunciazione delle ragioni di diritto poste a fondamento della censura.
- La deduzione di un vizio di motivazione richiede specifici riferimenti ai passaggi della decisione impugnata che si assumono erronei o insufficienti; non è sufficiente una critica apodittica o assertiva.
- Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, operano le conseguenze processuali previste dall'art. 616 c.p.p.
Come è indicizzato
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