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Cassazione Penale, Ordinanza n. 21041/2025 del 05/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che, in parziale riforma della decisione di primo grado resa dal G.U.P., aveva rideterminato la pena in anni 4 di reclusione ed euro 30.000 di multa per il reato contestato in concorso con altro imputato. Il ricorso si fondava esclusivamente sulla dedotta mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche, lamentando sia vizio di motivazione sia violazione di legge. La difesa chiedeva, in sostanza, un riesame della determinazione del trattamento sanzionatorio nell'ambito del concordato in appello ex art. 599-bis c.p.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che, nel giudizio definito con concordato in appello ex art. 599-bis c.p.p., sono deducibili in cassazione solo censure relative alla formazione della volontà di aderire al concordato, al consenso del pubblico ministero e alla difformità della sentenza rispetto all'accordo, nonché eventuali profili di illegalità della pena; sono invece inammissibili le doglianze che attengono a motivi rinunciati o alla mera determinazione della pena quando questa resti entro i limiti legali. La questione sulle attenuanti generiche non rientrava tra i vizi deducibili. Conseguentemente, oltre alla declaratoria di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    richiamato come titolo di concorso di persone nel reato contestato

  • art. 73, comma 1, d.P.R. n. 309 del 1990

    norma incriminatrice relativa al reato in materia di stupefacenti oggetto della condanna

  • art. 599-bis c.p.p.

    consente la definizione del giudizio di appello mediante concordato sulla pena; in cassazione sono deducibili solo specifici vizi relativi alla formazione del consenso, al consenso del pubblico ministero e alla conformità della decisione all'accordo

  • art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

    regola il trattamento del ricorso da decidere in camera di consiglio nei casi previsti

  • art. 129 c.p.p.

    il controllo sulla sussistenza di cause di proscioglimento è richiamato come non deducibile nel ricorso avverso sentenza ex art. 599-bis quando vi sia rinuncia ai relativi motivi

  • art. 616 c.p.p.

    base per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende

Massime di principio

  • Nel giudizio definito con concordato in appello, il ricorso per cassazione è ammesso solo per censure che investano la validità del consenso alla definizione concordata, il consenso del pubblico ministero o la corrispondenza tra accordo e decisione del giudice.
  • Sono inammissibili le doglianze che investono motivi rinunciati con il concordato, compresi i profili relativi alla mancata concessione di attenuanti o, più in generale, alla mera determinazione della pena, se la sanzione rientra nei limiti legali e non presenta profili di illegalità.
  • L'illegalità della pena costituisce il solo spazio residuo di sindacato sulla commisurazione sanzionatoria in cassazione contro sentenza resa ex art. 599-bis c.p.p.; in difetto, la censura sulla pena è inammissibile.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.
  • rami

Come è indicizzato

MaterieSpaccioRiti alternativiImpugnazioni
RamiReati in materia di lavoroStupefacentiProcesso penale
IstitutiConcorso di persone

Testo integrale

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