Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23182/2025 del 20/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in tre motivi: 1) contestazione della procedibilità rispetto al capo f) (furto in concorso nel supermercato) per assenza di una querela valida, sostenendo che il responsabile Lo Presti si sarebbe limitato a chiedere di essere informato in caso di archiviazione; 2) richiesta di riconoscimento della circostanza attenuante di cui all'art. 625-bis c.p. perché l'imputato avrebbe immediatamente indicato il complice (Italia Emanuel) e ne avrebbe agevolato l'identificazione; 3) censura del riconoscimento dell'aggravante ex art. 61 n.5 c.p. (minorata difesa), deducendo che il mero svolgimento del fatto in orario notturno non possa di per sé integrare l'aggravante senza valutare le circostanze concrete che avrebbero favorito la commissione del reato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha respinto. In dettaglio: 1) primo motivo rigettato: l'atto sottoscritto da Lo Presti, intitolato "verbale di ricezione querela orale" e contenente la consegna delle immagini, la descrizione dei fatti e la richiesta di essere informato ai sensi dell'art. 408 co.2 c.p.p., è stato ritenuto querela valida; la volontà della persona offesa di punire può emergere anche da atti non formulati con formule assolutamente rituali (principio del "favor querelae"). 2) secondo motivo rigettato: l'attenuante ex art. 625-bis è stata esclusa perché l'identificazione dell'accomplice era già possibile e avvenuta grazie alle investigazioni e alle immagini; le dichiarazioni del ricorrente risultavano generiche e non idonee a integrare il presupposto attenuante. 3) terzo motivo rigettato: l'aggravante della minorata difesa è stata correttamente ritenuta sussistente sulla base di un complesso di elementi (perfezionamento del furto in orario notturno, oscurità, assenza di allarme centralizzato, inefficacia dissuasiva delle telecamere, agevolazione dell'azione del complice) che hanno concretamente ostacolato la difesa. Infine, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 606 comma 1 lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    I motivi di cassazione sono stati formulati con riferimento ai vizi di cui a questo articolo; la Corte ha esaminato i cennati motivi e li ha ritenuti infondati sul piano sia fattuale che giuridico.

  • art. 173 comma 1 disp. att. cod. proc. pen.

    Limite alla esposizione delle censure in cassazione: i motivi sono stati enunciati entro i limiti di stretta necessità previsti dalla norma.

  • art. 408 co. 2 c.p.p.

    di voler essere informato circa l'eventuale archiviazione ex art. 408, co. 2 c.p.p.

    La richiesta di essere informato dell'eventuale archiviazione, inserita nel verbale e accompagnata da altri atti concreti (consegna immagini, descrizione dei frame), è indice della volontà di procedere e non esclude la qualificazione dell'atto come querela.

  • art. 625-bis cod. pen.

    La circostanza attenuante prevista richiede una collaborazione effettiva e idonea all'identificazione dell'autore; qui la Corte ha ritenuto che le informazioni fornite fossero generiche e che l'identificazione fosse già possibile per il patrimonio informativo delle indagini, escludendo l'attenuante.

  • art. 61 n. 5 cod. pen.

    L'aggravante della minorata difesa può trovare fondamento anche nella commissione del reato in orario notturno se, nel caso concreto, sussistono elementi che dimostrano una concreta ostacolazione della difesa (oscurità, mancanza di allarme, inefficacia delle telecamere, agevolazione del complice); la Corte ha valutato il complesso degli indici e ritenuto sussistente l'aggravante.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    In caso di reiezione del ricorso, la parte ricorrente è condannata al pagamento delle spese del procedimento; la Corte ha applicato tale conseguenza.

Massime di principio

  • Un atto formale denominato "querela" o un "verbale di ricezione querela orale" accompagnato da comportamenti concreti (consegna di prove, collaborazione alle indagini, descrizione dei fatti) va interpretato in senso favorevole alla querela: non è necessaria una formula rituale per manifestare la volontà di perseguire penalmente.
  • Per ottenere l'attenuante di cui all'art. 625-bis è necessaria una collaborazione efficace e idonea all'identificazione dell'autore; informazioni generiche o ridondanti rispetto al patrimonio investigativo già disponibile non bastano.
  • L'aggravante della "minorata difesa" (art. 61 n.5) può trovare integrale fondamento anche nel fatto che il reato sia stato commesso di notte, purché nel caso concreto emerga che la collocazione temporale, insieme ad altre circostanze (oscurità, assenza di allarme, inefficacia delle misure di vigilanza, facilitazione da parte di terzi), abbia concretamente ostacolato la difesa.
  • Le valutazioni di fatto svolte dai giudici di merito (tribunale e corte d'appello), quando motivate e conformi alla logica, sono difficilmente sindacabili in Cassazione: il controllo della suprema Corte è in gran parte limitato all'eventuale violazione di norme di diritto o a error in procedendo riconoscibili nei limiti del sindacato di legittimità.
  • La reiezione del ricorso comporta conseguenze economiche per il ricorrente (spese del procedimento) ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; pertanto, la proporzione e la fondatezza delle censure va valutata con attenzione prima dell'impugnazione.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.