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Sentenza

Sentenza del 30/05/2018 n. 2453 - Comm. Trib. Prov. Milano

Diniego di rimborso - Sentenza Corte Cost. 228/2014 - Accertamento con adesione - Non costituisce accettazione della pretesa tributaria - Pagamento delle rate in corso - Rapporto non esaurito - Sentenza Corte Cost. 228/2014 - Effetti - Domanda di rimborso presentata entro 48 mesi - Diniego - Illegittimità - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente contestava il diniego di rimborso delle somme pagate a seguito di un accertamento con adesione fondato anche sulla presunzione prevista dall'art. 32, comma 1, n. 2, secondo periodo, del d.P.R. n. 600/1973, secondo cui i prelevamenti dal conto corrente di un lavoratore autonomo potevano essere considerati costi produttivi di ricavi. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 228/2014, aveva dichiarato illegittima tale presunzione per i lavoratori autonomi. Il contribuente sosteneva che il rapporto tributario non fosse esaurito, poiché al momento della pubblicazione della sentenza costituzionale erano ancora in corso le rate dell'accertamento con adesione e la domanda di rimborso era stata presentata entro il termine di 48 mesi.

La decisione

Il diniego di rimborso è stato ritenuto illegittimo. L'accertamento con adesione non è stato considerato un'accettazione definitiva della pretesa tributaria, né una confessione o un elemento di prova autonomo contro il contribuente. Poiché il pagamento rateale era ancora in corso alla data della sentenza della Corte costituzionale, il rapporto tributario non poteva considerarsi esaurito e gli effetti della declaratoria di illegittimità costituzionale potevano essere fatti valere. La domanda di rimborso, presentata entro 48 mesi, doveva pertanto essere esaminata favorevolmente secondo quanto dovuto.

Norme richiamate

  • Art. 32, comma 1, n. 2, secondo periodo, d.P.R. n. 600/1973

    Presunzione secondo cui i prelevamenti dal conto bancario del lavoratore autonomo corrispondono a costi produttivi di ricavi.

    La presunzione è stata dichiarata costituzionalmente illegittima dalla Corte costituzionale nella parte in cui si applicava ai lavoratori autonomi.

  • Sentenza Corte costituzionale n. 228/2014

    La pronuncia elimina la presunzione relativa ai prelevamenti bancari dei lavoratori autonomi. I suoi effetti possono essere fatti valere nei rapporti tributari non ancora esauriti alla data della pubblicazione.

  • Art. 38 del d.P.R. n. 602/1973

    La domanda di rimborso delle imposte dirette può essere presentata, in via generale, entro 48 mesi dal versamento indebito; nel caso esaminato il termine è stato considerato rispettato.

Massime di principio

  • Una sentenza della Corte costituzionale che dichiara illegittima una norma tributaria può essere invocata anche dopo un accertamento con adesione, se il rapporto tributario non è ancora esaurito.
  • L'accertamento con adesione e il pagamento rateale non equivalgono necessariamente ad accettazione sostanziale della pretesa, né costituiscono di per sé confessione o prova autonoma della fondatezza dell'imposta.
  • Per valutare gli effetti di una declaratoria di incostituzionalità occorre verificare se, alla data della pubblicazione della sentenza, il rapporto fosse ancora pendente: rate non ancora pagate o altri obblighi ancora in corso possono impedire di considerarlo esaurito.
  • La richiesta di rimborso deve comunque essere presentata entro il termine decadenziale applicabile, nel caso considerato 48 mesi dal versamento.
  • In situazioni analoghe è necessario confrontare la base dell'accertamento con la norma dichiarata illegittima, la data della sentenza costituzionale, lo stato dei pagamenti e la tempestività della domanda di rimborso.

Testo integrale

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