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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 05061/2026 del 09/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di condanna (art. 186, comma 2‑bis Cod. strada) per vizio di motivazione circa il diniego della conversione della pena detentiva breve in pena pecuniaria/sanzione sostitutiva; il ricorrente deduce che il giudice avrebbe omesso di motivare adeguatamente la negativa alla richiesta di sostituzione della pena

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di legittimità ha ritenuto che la valutazione dei giudici di merito sia conforme ai criteri di cui all'art. 133 cod. pen.: è stata considerata la modalità del fatto (l'imputato, in stato di alterazione per ebbrezza, ha perso il controllo dell'auto causando un sinistro con potenziale pericolo per la pubblica incolumità) e la personalità del condannato (pregressi penali ostativi). La motivazione negativa alla sostituzione, seppur implicita, è stata ritenuta congrua e sufficiente; perciò non sussiste vizio di motivazione. Condanna del ricorrente alle spese processuali. Sentenza impugnata annullata non è stata disposta; il dispositivo rigetta il ricorso. Decisione del 28 novembre 2025.

Norme richiamate

  • art. 186, comma 2‑bis, Codice della Strada

    Norma che incrimina la guida in stato di ebbrezza; qui indicata quale fattispecie per la quale è intervenuta la condanna dell'imputato

  • art. 133, Codice Penale

    Criteri per la determinazione della pena (tra cui modalità del fatto e personalità del colpevole). La Corte afferma che la valutazione discrezionale circa la sostituzione delle pene detentive brevi deve osservare i parametri di questo articolo e che i giudici devono motivare le ragioni del diniego, anche implicitamente se risultanti dalla complessiva argomentazione

  • art. 131‑bis, Codice Penale

    Citato in giurisprudenza a titolo esemplificativo (esimente speciale) per spiegare che la mancata argomentazione su un punto specifico può essere non censurabile se il rigetto risulta dalla struttura complessiva della motivazione; principio richiamato dalla Corte per giustificare la validità di una motivazione implicita

Massime di principio

  • La conversione o sostituzione di pene detentive brevi in sanzioni pecuniarie è rimessa alla valutazione discrezionale del giudice e va effettuata alla stregua dei criteri indicati dall'art. 133 cod. pen.; non è un automatismo
  • Il diniego della sostituzione deve essere motivato: la motivazione può essere anche implicita ma deve risultare con chiarezza dalla complessiva argomentazione (es. riferimenti a pericolosità del fatto e precedenti)
  • Fatti che dimostrino pericolo per l'incolumità pubblica (es. guida in stato di ebbrezza con incidente) e precedenti penali ostativi pesano fortemente contro la concessione della sanzione sostitutiva
  • In sede di legittimità la verifica riguarda la correttezza della motivazione e l'osservanza dei parametri di legge; la Corte non rivaluta liberamente la prognosi ma controlla se il giudice di merito abbia adeguatamente motivato il diniego
  • Chi richiede la sostituzione deve dimostrare elementi favorevoli alla prognosi di non recidiva e alla personalità rieducativa; in mancanza, il rischio di rigetto è elevato

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