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Sentenza

Sentenza del 29/10/2018 n. 4657 - Comm. Trib. Prov. Caserta

N.98/2018 - IMPOSTA DI REGISTRO -RIQUALIFICAZIONE GIURIDICA DELL'ATTO - Abuso del diritto - Finalità antielusiva - Esclusione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguardava l'interpretazione dell'art. 20 del D.P.R. n. 131 del 1986, nella formulazione anteriore alle modifiche introdotte dall'art. 1, comma 87, lett. a), della legge n. 205 del 2017. L'Amministrazione aveva riqualificato giuridicamente l'atto considerando la causa concreta e gli effetti oggettivamente prodotti dall'atto stesso o da una pluralità di atti collegati. Il punto controverso era stabilire se tale disposizione avesse natura antielusiva e richiedesse quindi la verifica di un abuso del diritto, oppure se consentisse autonomamente di individuare la reale natura giuridica dell'operazione, anche quando le parti avessero effettivamente voluto concludere il negozio formalmente posto in essere.

La decisione

La sentenza ha affermato che, nella versione previgente, l'art. 20 del D.P.R. n. 131 del 1986 aveva portata interpretativa e consentiva di attribuire rilievo alla causa concreta e agli effetti oggettivi dell'atto o degli atti collegati. Tuttavia, la norma non aveva una finalità antielusiva: la riqualificazione non presupponeva necessariamente un abuso del diritto, né l'assenza di valide ragioni economiche diverse dal risparmio d'imposta. Inoltre, essa non coincideva con la simulazione, poiché l'atto poteva essere riqualificato anche se le parti lo avevano realmente voluto. Il principio enunciato ha quindi escluso che l'applicazione dell'art. 20 dipendesse dalla prova di un intento elusivo o simulato.

Norme richiamate

  • Art. 20 del D.P.R. n. 131 del 1986, Testo unico dell'imposta di registro

    Nella formulazione anteriore alle modificazioni apportate dall'art. 1, comma 87, lett. a), della legge n. 205 del 2017

    La disposizione consente di qualificare l'atto secondo la sua causa concreta e gli effetti oggettivamente prodotti, considerando anche il collegamento tra più atti. Non costituisce però una norma antielusiva e non richiede, per la sua applicazione, la prova di un abuso del diritto o della simulazione.

  • Art. 1, comma 87, lett. a), della legge n. 205 del 2017

    La norma ha modificato l'art. 20 del D.P.R. n. 131 del 1986; la decisione si riferisce alla disciplina anteriore a tale modifica.

Massime di principio

  • La riqualificazione ai fini dell'imposta di registro può basarsi sulla causa concreta e sugli effetti oggettivi dell'operazione, non soltanto sul nomen iuris attribuito dalle parti.
  • Prima delle modifiche normative richiamate, l'applicazione dell'art. 20 non richiedeva di dimostrare che l'operazione fosse priva di valide ragioni economiche o finalizzata esclusivamente al risparmio fiscale.
  • La riqualificazione ex art. 20 è distinta dall'abuso del diritto: non presuppone necessariamente un intento elusivo.
  • La riqualificazione è distinta anche dalla simulazione: può operare persino quando le parti abbiano realmente voluto stipulare l'atto formalmente dichiarato.
  • In situazioni analoghe occorre esaminare unitariamente gli atti collegati e gli effetti economici complessivi dell'operazione, verificando quale sia la reale causa concreta ai fini dell'imposta di registro.

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