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Ordinanza

Ordinanza n. 12062/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del decreto di rigetto dell’istanza di concessione della cittadinanza italiana emanato dal Ministro dell'Interno in data 07.10.2021, prot. n. K10/-OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202113115

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto ministeriale di rigetto dell’istanza di concessione della cittadinanza italiana

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto del Ministro dell’Interno del 7 ottobre 2021, con cui è stata respinta l’istanza di concessione della cittadinanza italiana. L’ordinanza non riporta i motivi di illegittimità dedotti nel ricorso, limitandosi a dare atto della persistenza dell’interesse alla decisione, del deposito da parte dell’Amministrazione del fascicolo del procedimento e dell’assenza di ulteriori richieste istruttorie o di integrazione del contraddittorio.

La decisione

Il TAR ha ritenuto che persistesse l’interesse del ricorrente alla decisione e che la causa fosse compiutamente istruita, in quanto il Ministero dell’Interno aveva depositato il fascicolo del procedimento ai sensi dell’art. 46 c.p.a. e non erano state formulate ulteriori richieste istruttorie o di integrazione del contraddittorio. Non ha deciso nel merito la legittimità del diniego di cittadinanza, ma ha disposto la trasmissione del fascicolo al Presidente del TAR per la calendarizzazione dell’udienza di smaltimento dell’arretrato. La decisione è stata adottata nell’ambito dell’organizzazione delle udienze di smaltimento, anche in considerazione degli impegni assunti con il PNRR e del divieto di rinvio previsto dagli artt. 72-bis e 73, comma 1-bis, c.p.a. È stato inoltre disposto l’oscuramento delle generalità della parte interessata.

Norme richiamate

  • art. 46 c.p.a.

    Il deposito del fascicolo del procedimento da parte dell’Amministrazione è stato ritenuto elemento attestante la compiuta istruzione della causa.

  • art. 72-bis c.p.a.

    Richiamato quale disposizione che, nell’ambito della trattazione delle cause soggette a smaltimento dell’arretrato, limita il differimento della trattazione salvo eccezionali motivi.

  • art. 73, comma 1-bis, c.p.a.

    Richiamato, insieme all’art. 72-bis c.p.a., per il divieto di rinvio della trattazione salvo eccezionali motivi.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Posto a fondamento dell’oscuramento delle generalità per la tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell’oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nell’ambito delle udienze destinate allo smaltimento dell’arretrato, il giudice può svolgere una verifica preliminare della persistenza dell’interesse a ricorrere e della compiuta istruzione della causa prima di trasmettere il fascicolo per la calendarizzazione dell’udienza di smaltimento.
  • La persistente attualità dell’interesse a ricorrere e il deposito del fascicolo del procedimento da parte dell’amministrazione, in assenza di ulteriori richieste istruttorie o di integrazione del contraddittorio, consentono di considerare la causa pronta per la calendarizzazione della trattazione.
  • Un’ordinanza che dispone la trasmissione del fascicolo al Presidente del TAR per la fissazione dell’udienza di smaltimento non definisce il merito della controversia né individua una parte vittoriosa.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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