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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14445/2025 del 14/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano per cassazione la conferma della loro responsabilità penale per reati commessi a Ventimiglia (artt. 56, 110, 640 c.p. per fatti antecedenti al 6/2/2019; artt. 110 e 624-bis c.p. per il 7/2/2019). Contestano in particolare: (1) la motivazione apparente e illogica della Corte d'appello; (2) le anomalie nella procedura di identificazione fotografica (presunto errore nell'invio dell'album fotografico, riconoscimenti riferibili ad altra persona, uso di un secondo album) che renderebbero incerta la prova identificativa; (3) la presunta apoditticità della riferibilità dei tabulati telefonici agli imputati; (4) l'insussistenza di elementi idonei a provare il tentativo di truffa relativo a trattative per l'acquisto di una barca, essendo l'attività illecita secondo i ricorrenti orientata soltanto all'acquisizione di un orologio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per tardività. La Corte d'appello aveva indicato nel dispositivo, ai sensi dell'art. 544 comma 3 c.p.p., il termine di 90 giorni per il deposito della motivazione; la motivazione è stata depositata il 4/6/2024 e il termine indicato è spirato il 23/7/2024. Da tale data decorreva il termine di 45 giorni per proporre ricorso per cassazione (art. 585, comma 1, lett. c), scaduto l'8/10/2024). Il ricorso è stato trasmesso via PEC l'11/10/2024 (firma digitale apposta il 10/10/2024), quindi oltre il termine utile e pertanto inammissibile. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle Ammende della somma di euro 3.000,00 ciascuno.

Norme richiamate

  • art. 56 c.p.

    Richiamato come norma relativa alla concorso di persone nel reato; usato per qualificare la partecipazione dei ricorrenti ai fatti contestati.

  • art. 110 c.p.

    Richiamato come norma sul concorso di persone nel reato; indicato nei capi di imputazione congiuntamente ad altri reati.

  • art. 640 c.p.

    Norma che disciplina il reato di truffa; richiamata per i fatti ritenuti commessi in prossimità del 6/2/2019 (tentata o consumata secondo il capo).

  • art. 624-bis c.p.

    Norma richiamata per il reato contestato relativo al 7/2/2019 (nell'atto è indicato insieme all'art. 110 c.p.).

  • art. 544, comma 3, c.p.p.

    Consente al giudice, quando la motivazione è complessa, di indicare nel dispositivo un termine più lungo per il deposito della motivazione; da tale indicazione dipende il computo del termine per impugnare.

  • art. 585, comma 1, lett. c) c.p.p.

    Stabilisce il termine ordinario di 45 giorni per proporre ricorso per cassazione quando il giudice ha indicato un termine più lungo per il deposito della motivazione.

  • art. 585, comma 2, lett. c) c.p.p.

    Precisa che, nel caso previsto dall'art. 544 comma 3, il termine per impugnare decorre dalla scadenza del termine indicato dal giudice per il deposito della motivazione.

  • art. 23-bis d.l. 28/10/2020, n.137 conv. legge n.176/2020

    Disciplina il rito cartolare/emergenziale (procedimento camerale non partecipato) e la notifica del dispositivo; la Corte ne ha tratto conseguenze sul computo dei termini e sull'inapplicabilità dell'aumento di 15 giorni per difensore in caso di giudizio celebrato senza udienza.

  • art. 585, comma 1-bis c.p.p.

    Previsione che aumenta di 15 giorni il termine per l'impugnazione per il difensore dell'imputato giudicato in assenza; la Corte ha escluso la sua applicazione al rito cartolare non partecipato.

  • art. 616 c.p.p.

    Consente la condanna al pagamento di una somma in favore della Cassa delle Ammende in caso di ricorso inammissibile per colpa; la Corte ha comminato euro 3.000,00 per ciascun ricorrente.

Massime di principio

  • Quando il giudice indica nel dispositivo un termine più lungo per il deposito della motivazione (art. 544 c.p.p.), il termine di 45 giorni per proporre ricorso per cassazione decorre dalla scadenza di quel termine e non dal deposito effettivo.
  • Nel rito cartolare o in procedimento camerale non partecipato (disciplina emergenziale), l'imputato non è considerato 'giudicato in assenza' ai fini dell'allungamento di 15 giorni del termine di impugnazione; quindi non si beneficia dell'art. 585, comma 1-bis.
  • Il mancato rispetto del termine di proposizione del ricorso determina l'inammissibilità automatica per tardività e può comportare condanne al pagamento delle spese e di somme alla Cassa delle Ammende se sussiste colpa.
  • Problemi formali o discrepanze nella procedura di identificazione fotografica (album inviato erroneamente, utilizzo di più album, riconoscimenti discordanti) possono incidere gravemente sulla forza probatoria dell'identificazione: tali criticità devono essere affrontate e motivate specificamente dal giudice per poter ritenere valida la prova.
  • La mera circostanza che tabulati telefonici mostrino presenze o contatti in determinate aree non è sufficiente senza un convincente percorso motivazionale che colleghi quelle utenze in modo certo agli imputati; l'attribuzione delle utenze va dimostrata e non semplicemente postulata.
  • Per ritenere sussistente il reato di tentata truffa è necessario che emergano atti idonei diretti in modo non equivoco alla consumazione del reato; trattative o contatti preliminari non sempre sono sufficienti se manca un concreto progetto esecutivo volto alla realizzazione della truffa.

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