Sentenza n. 12916/2026 - Roma, Sezione 5Q
PER L'ANNULLAMENTO PREVIA SOSPENSIONE DELL'ESECUZIONE 1) del Provvedimento n. -OMISSIS- del Consolato Generale d'Italia in Istanbul - notificato il 22/9/2025- di diniego del visto per Residenza Elettiva; 2) di tutti gli altri atti del procedimento presupposti, connessi e conseguenti, inclusi quelli a carattere generale, sia noti che ignoti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego consolare del visto per residenza elettiva
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadini stranieri)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato il diniego del visto per residenza elettiva adottato dal Consolato Generale d’Italia in Istanbul e notificato il 22 settembre 2025, deducendo difetto di motivazione congrua ed eccesso di potere per sviamento, travisamento ed erronea valutazione dei fatti. Hanno contestato, in particolare, la valutazione negativa del requisito economico e hanno prodotto documentazione attestante redditi familiari annui non inferiori a 630.000 euro, derivanti da locazioni, pensioni e fondi pensione. Hanno inoltre sostenuto che, in presenza di più richiedenti conviventi, il requisito reddituale non potesse essere calcolato applicando automaticamente a ciascun soggetto il medesimo importo previsto per il primo richiedente.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego. Ha ritenuto adeguatamente documentata la disponibilità economica del nucleo familiare, rilevando che i redditi complessivi dichiarati smentivano l'assunto secondo cui l'istanza sarebbe stata fondata soltanto su documentazione bancaria. Il Collegio ha inoltre richiamato l'interpretazione già affermata dalla Sezione secondo cui, ai fini del requisito reddituale minimo per il visto per residenza elettiva, il reddito base richiesto al primo straniero deve essere incrementato, per gli ulteriori componenti conviventi, secondo il parametro giornaliero inferiore di 17,04 euro ciascuno, e non mediante applicazione automatica dello stesso importo previsto per il primo richiedente. Il diniego è stato quindi ritenuto illegittimo per violazione della disciplina sul requisito economico ed è stato annullato. In sede di riedizione del potere, la sede consolare non potrà reiterare il diniego sulla base delle risultanze istruttorie già acquisite. Il MAECI è stato condannato al pagamento di 1.500 euro di spese di lite, oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
La norma è richiamata quale base per disporre l'oscuramento delle generalità delle parti a tutela dei loro diritti o della loro dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Le disposizioni sono richiamate, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a fondamento dell'oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Nel procedimento per il rilascio del visto per residenza elettiva, la valutazione del requisito reddituale deve considerare la composizione del nucleo familiare: al reddito minimo richiesto per il primo richiedente si aggiunge, per ciascun ulteriore componente convivente, una quota inferiore, pari al parametro giornaliero previsto per gli ulteriori viaggiatori, e non il medesimo importo richiesto per il primo richiedente.
- È illegittimo il diniego del visto per residenza elettiva che applichi automaticamente a ciascun componente convivente lo stesso requisito reddituale annuale previsto per il singolo richiedente, senza distinguere tra primo richiedente e ulteriori viaggiatori.
- La disponibilità economica ai fini del visto per residenza elettiva può essere dimostrata mediante una pluralità di fonti reddituali, comprese locazioni, pensioni e fondi pensione; l'amministrazione non può ignorare documentazione idonea limitandosi a ritenere rilevanti soltanto i documenti bancari.
- Quando il diniego del visto è annullato perché fondato su una valutazione reddituale illegittima, la riedizione del potere amministrativo non può reiterare il diniego sulla base delle medesime risultanze istruttorie già esaminate.
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