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Sentenza

Sentenza del 08/01/2015 n. 15 - Comm. Trib. Reg. per la Liguria

Imposte sul reddito - Scudo fiscale.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L’Agenzia delle Entrate aveva determinato sinteticamente un maggior reddito per gli anni 2006 e 2007, basandosi su beni posseduti, spese sostenute e incrementi patrimoniali, tra cui immobili, imbarcazione, collaboratori domestici, autovetture e investimenti. Il contribuente aveva contestato gli avvisi deducendo, tra l’altro, di aver utilizzato somme oggetto di emersione mediante scudo fiscale, proventi derivanti dal riscatto di polizze vita e somme ricevute tramite mutuo. L’Ufficio sosteneva che lo scudo fiscale fosse stato opposto tardivamente, oltre il termine di trenta giorni indicato in una circolare amministrativa, e che tali elementi non fossero idonei a giustificare la maggiore capacità contributiva.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha respinto gli appelli dell’Agenzia delle Entrate e confermato l’annullamento degli avvisi di accertamento disposto dalla CTP. Ha ritenuto che gli effetti preclusivi dello scudo fiscale potessero essere fatti valere anche oltre il termine di trenta giorni previsto dalla circolare, poiché la normativa non stabiliva un termine decadenziale per opporli e tale limitazione non poteva essere introdotta da una circolare. Il contribuente aveva inoltre provato la corrispondenza tra le somme scudate e gli investimenti effettuati. Sono stati considerati giustificativi anche i riscatti di polizze vita, già assoggettati a ritenuta alla fonte, nonché le somme ricevute tramite mutuo per l’acquisto e la ristrutturazione dell’immobile. Le autovetture, intestate alla società e utilizzate nell’attività d’impresa, non sono state ritenute nella disponibilità personale del contribuente. Gli avvisi sono stati quindi annullati e le spese di giudizio compensate.

Norme richiamate

  • Art. 38 del DPR n. 600/1973

    Disciplina l’accertamento sintetico del reddito sulla base delle spese sostenute, dei beni posseduti e degli incrementi patrimoniali. Il contribuente può fornire prova contraria dimostrando l’origine delle risorse utilizzate.

  • Art. 32 del DPR n. 600/1973

    Riguarda questionari, inviti e richieste dell’Amministrazione finanziaria nell’attività istruttoria. La sentenza esclude che il termine di trenta giorni previsto da una circolare per opporre lo scudo fiscale abbia natura decadenziale.

  • Art. 51, comma 2, del DPR n. 633/1972

    È richiamato con riferimento agli atti istruttori dell’Amministrazione finanziaria, quali inviti, questionari e richieste di informazioni.

  • Normativa sullo scudo fiscale e sull’emersione delle attività detenute all’estero

    Gli effetti preclusivi dell’emersione possono essere opposti dal contribuente anche dopo il termine di trenta giorni indicato in una circolare, poiché la legge non prevede un termine decadenziale per farli valere. È comunque necessario dimostrare il collegamento tra le somme emerse e le spese o gli incrementi patrimoniali contestati.

  • D.Lgs. n. 472/1997, artt. 3, 7, 12 e 17

    Disciplinano profili delle sanzioni amministrative tributarie applicate nell’ambito dell’accertamento; l’annullamento della pretesa principale comporta, nel caso concreto, il venir meno delle relative sanzioni.

  • Art. 164 del TUIR

    È stato richiamato dall’Ufficio in relazione alla deducibilità delle autovetture aziendali. La Commissione ha tuttavia ritenuto decisivo che i veicoli fossero intestati alla società e costituissero beni strumentali, non riconducibili alla disponibilità personale del contribuente.

  • Art. 15 del D.Lgs. n. 546/1992

    Consente la regolazione delle spese processuali; nel caso concreto le spese sono state compensate tra le parti.

  • Art. 92, comma 2, del codice di procedura civile

    È stato richiamato quale ulteriore fondamento della compensazione delle spese, giustificata dalla peculiarità della controversia.

Massime di principio

  • Un termine previsto soltanto da una circolare amministrativa non può introdurre, in assenza di una previsione legislativa, una decadenza dal diritto di far valere gli effetti dello scudo fiscale.
  • Nel contrastare un accertamento sintetico, il contribuente deve documentare l’origine delle somme utilizzate e, soprattutto, il loro collegamento concreto con le spese o gli incrementi patrimoniali contestati.
  • Le somme derivanti dal riscatto di polizze già sottoposte a ritenuta alla fonte possono costituire prova della disponibilità finanziaria e non devono essere nuovamente considerate come reddito imponibile nel metodo sintetico.
  • Le somme ottenute mediante mutuo possono giustificare l’esborso patrimoniale nell’anno in cui sono state effettivamente accreditate e utilizzate, purché l’erogazione e la destinazione siano provate documentalmente.
  • I beni intestati a una società e utilizzati come beni strumentali non sono automaticamente imputabili al socio o amministratore ai fini dell’accertamento sintetico; occorre provare una personale disponibilità o un uso personale rilevante.
  • La prova contraria nell’accertamento sintetico può essere fornita attraverso documentazione bancaria, contratti, quietanze, atti di acquisto, erogazioni di mutui e attestazioni relative allo scudo fiscale.
  • Quando più elementi utilizzati dall’Ufficio risultano documentalmente giustificati o non riferibili personalmente al contribuente, l’intero accertamento può essere annullato se viene meno la presunzione complessiva di maggiore capacità contributiva.

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