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Circolare

Circolare numero 213 del 9-8-1991

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare introduce ulteriori misure per individuare e contrastare prestazioni indebite derivanti da iscrizioni illegittime negli elenchi dei lavoratori agricoli. Vengono disciplinati i controlli sulle domande di disoccupazione, malattia e maternità, con estrazioni mirate, inserimenti nella procedura AZLA, trasmissione dei fascicoli all’ufficio ispettivo e successive verifiche sul campo. Sono inoltre fornite indicazioni operative per la registrazione degli esiti ispettivi e per l’aggiornamento degli archivi, insieme ai coefficienti percentuali di estrazione casuale per sede e alle norme tecniche della procedura informatica.

Interventi per il contenimento di indebite prestazioni in agricoltura: disoccupazione, malattia, maternità e vigilanza

Interventi per il contenimento di indebite prestazioni in agricoltura

La circolare detta un insieme coordinato di misure per contrastare il fenomeno delle prestazioni indebite nel settore agricolo, derivanti da possibili iscrizioni illegittime negli elenchi dei lavoratori agricoli. Le istruzioni riguardano tre ambiti prestazionali - disoccupazione, malattia e maternità - e si completano con disposizioni operative per la vigilanza, la registrazione degli esiti ispettivi e l’aggiornamento delle basi dati aziendali.

Ambito e finalità dell’intervento

L’iniziativa si colloca nel quadro delle precedenti circolari n. 162 del 17 luglio 1990, n. 213 del 25 settembre 1990 e n. 225 del 17 ottobre 1990. L’obiettivo è duplice: da un lato individuare più efficacemente i casi sospetti di indebita percezione di prestazioni; dall’altro contenere il rischio di rapporti di lavoro fittizi e di iscrizioni non legittime negli elenchi agricoli, anche ai fini della successiva cancellazione nominativa e del recupero delle somme indebitamente erogate.

Disoccupazione agricola: estrazione delle domande e controlli

Per le domande di disoccupazione agricola riferite all’anno 1990 il modulo PREST/AGR. 21/TP è stato integrato con il codice SCAU delle aziende presso le quali il lavoratore ha prestato attività. Nell’ambito della procedura automatizzata di liquidazione è prevista una funzione di estrazione mirata di un campione di domande da sottoporre a verifica ispettiva.

Le domande da selezionare sono quelle presentate da soggetti che risultano aver prestato lavoro subordinato per 51 o 101 giornate, situazioni nelle quali il rischio di indebita iscrizione è ritenuto più elevato. La percentuale di estrazione da applicare è quella indicata nella tabella allegata per ciascuna sede. Non devono invece essere sottoposte a verifica le domande dei soggetti che beneficiano delle agevolazioni transitorie previste dalle norme sulle calamità naturali.

L’estrazione deve essere effettuata dopo l’acquisizione di ogni lotto di pratiche e prima dell’emissione degli assegni. Quando la domanda è corredata dai codici SCAU dei datori di lavoro, il reparto prestazioni non pensionistiche deve raggruppare le domande riferite alla stessa azienda e, tramite la transazione AZLA in ambiente CX1L, accedere al MENU VIGILANZA. Devono essere inseriti:

  • la matricola SCAU in corrispondenza della voce AZIENDA;
  • la data di trasmissione della pratica all’ufficio ispettivo alla voce SEGNALAZIONE;
  • il codice A, che identifica la disoccupazione, alla voce CODICE TIPO CONTROLLO.

Successivamente va selezionata la visualizzazione dei dati azienda, stampata la situazione aziendale e costituito un fascicolo con la copia della domanda o delle domande estratte, con eventuale documentazione utile all’indagine. Se l’azienda non ha presentato il mod. AGR1, nel fascicolo deve essere inserita una segnalazione specifica che attribuisce priorità all’indagine. Qualora manchino i codici SCAU dei datori di lavoro, l’ufficio deve recuperarli presso le Sezioni Circoscrizionali e gli U.PRO.C.A.U. Le pratiche trasmesse all’ispettivo vanno cancellate dalla lavorazione ordinaria per non rallentare le altre definizioni.

Malattia: selezione dei casi anomali e verifiche

La Direzione Centrale per la Tecnologia Informatica ha predisposto un’applicazione che interroga l’archivio storico centrale delle prestazioni economiche di malattia erogate ai lavoratori agricoli. Il sistema estrae i dati degli assicurati che, in ciascuno dei due anni precedenti a quello in corso, abbiano avuto periodi di malattia di durata uguale o superiore al 90% delle giornate lavorate nell’anno precedente.

La lista così formata viene resa disponibile annualmente alle sedi tramite code di stampa di tipo TR. Alla ricezione dei certificati di malattia riferiti a lavoratori presenti in tale lista devono essere svolte due verifiche distinte:

  • una verifica medica, per accertare la sussistenza dell’incapacità lavorativa e la congruità tra patologia certificata e prognosi assegnata dal curante;
  • una verifica volta a individuare eventuali rapporti fittizi di lavoro.

Il nucleo preposto alla ricezione delle certificazioni deve richiedere al lavoratore i dati identificativi delle aziende presso cui ha prestato attività nell’anno in corso e nell’anno precedente. Se il lavoratore ha operato presso più datori di lavoro, le verifiche vanno effettuate solo nei confronti dell’azienda presso la quale si è riscontrata la maggiore occupazione. Anche in questo caso va attivata la transazione AZLA con inserimento della matricola SCAU, della data di segnalazione e del codice B, relativo alla malattia.

Devono poi essere eseguiti gli adempimenti richiamati per la disoccupazione in materia di stampa della situazione aziendale, costituzione del fascicolo e trasmissione all’ufficio ispettivo. L’avvenuto controllo e le relative risultanze devono essere annotate sulla lista nominativa per evitare verifiche ripetute sugli stessi lavoratori.

Maternità: integrazione istruttoria e soglie di allerta

A decorrere dalla data di ricezione della circolare, l’istruttoria delle richieste di prestazioni di maternità per le lavoratrici agricole deve essere integrata con una serie di attività specifiche. Il nucleo che riceve le certificazioni deve anzitutto consultare l’archivio centrale dei lavoratori agricoli con la transazione GAMA per individuare la posizione contributiva della lavoratrice.

Successivamente deve attivare la transazione AZLA sotto CX1L e compilare la maschera con le informazioni necessarie ad alimentare il data-base conoscitivo dei comportamenti delle aziende agricole, secondo le norme operative dell’allegato 2. Deve inoltre consultare la posizione aggiornata e stampare la situazione dell’azienda datrice di lavoro, da inserire nel fascicolo della richiedente; in presenza di più datori di lavoro si applicano le stesse regole già richiamate per la malattia.

La circolare impone anche un’analisi complessiva della situazione aziendale, con riferimento a:

  • composizione agro-economica;
  • numero dei lavoratori occupati negli ultimi anni;
  • domande di maternità presentate nell’anno corrente;
  • prestazioni già liquidate.

Le verifiche ispettive devono essere disposte quando dai dati emerga il dubbio di rapporti fittizi di lavoro. La circolare indica un criterio esemplificativo di allerta fondato sul rapporto tra domande presentate e numero dei lavoratori dell’azienda. Le soglie riportate sono:

  • da 1 a 2 lavoratori: verifica alla prima domanda;
  • da 3 a 5 lavoratori: 40%;
  • da 6 a 10 lavoratori: 30%;
  • da 11 a 30 lavoratori: 25%;
  • da 31 a 50 lavoratori: 20%;
  • oltre 50 lavoratori: verifica quando il rapporto tra domande presentate e lavoratori raggiunge il doppio dell’indice di fecondità regionale.

Poiché il numero dei lavoratori non è presente nel database, esso deve essere ricavato sommando i lavoratori dichiarati nei trimestri dell’ultimo anno disponibile in archivio, dividendo il totale per i trimestri considerati e aggiungendo al risultato la metà dello stesso. È riportato un esempio di calcolo che porta, nel caso illustrato, a un numero teorico di 5 lavoratori in attività.

Per le aziende di nuova iscrizione o iscritte in anni precedenti senza lavoratori, i controlli devono essere sempre effettuati. Se la posizione è da sottoporre a verifica ispettiva, va riattivata AZLA con il codice C, relativo alla maternità, e con gli adempimenti già previsti per la trasmissione all’ufficio ispettivo. Per le domande non sottoposte a controllo, o per quelle nelle quali l’ipotesi di prestazione indebita risulti infondata, deve essere eseguito il calcolo e la liquidazione tramite la procedura SAP in uso presso le SAP per il pagamento diretto delle prestazioni economiche di malattia e maternità, programma 3900.

Attività di vigilanza e coordinamento ispettivo

Le aziende da sottoporre a indagine ispettiva vengono individuate attraverso i fascicoli trasmessi dai reparti amministrativi, che già hanno inserito in AZLA la data di segnalazione, il codice 2 per il tipo di indagine e il codice A, B o C in base alla prestazione che ha originato il controllo. L’ufficio ispettivo valuta, anche in relazione al tempo trascorso dal precedente accertamento, se procedere o meno a una nuova indagine.

In caso negativo, tramite AZLA devono essere inseriti in archivio la data dell’ultima indagine nel campo "fine ispezione", anche se non risultasse compilato il campo "inizio ispezione", e la data in cui è stata assunta la decisione di non effettuare l’accertamento nel campo "ispezione da non effettuare". Per le restanti ditte si procede alla programmazione delle visite ispettive previo coordinamento con gli organi di vigilanza dello SCAU e con la Commissione provinciale di coordinamento dell’attività di vigilanza presso gli Ispettorati provinciali del Lavoro.

Le sedi che presentino un numero rilevante di segnalazioni devono rivolgersi alla Direzione Centrale P.A.R. - Ufficio accertamenti ispettivi, che valuterà l’eventuale invio di un contingente ispettivo, secondo una logica già adottata in casi analoghi nell’area del Mezzogiorno. Gli accertamenti devono estendersi non solo alle domande di prestazione, ma anche alla situazione contributiva generale, per rilevare eventuali omissioni riferibili a lavoratori non denunciati.

Svolgimento dell’ispezione e documentazione da acquisire

Una volta assegnato il fascicolo, l’ispettore deve avviare la visita ispettiva acquisendo innanzitutto le dichiarazioni dei lavoratori tramite il modulo già introdotto con la circolare n. 225 del 17 ottobre 1990. La raccolta delle dichiarazioni deve avvenire con la massima attenzione e chiarezza, seguendo anche i criteri generali indicati con la circolare n. 21 del 28 gennaio 1991.

In sede di accesso occorre inoltre acquisire, con le dovute cautele, notizie circa l’eventuale contemporaneo impiego di altri lavoratori sullo stesso fondo, così da disporre di elementi ulteriori per valutare la consistenza reale dell’azienda e la legittimità dei rapporti di lavoro. Poiché spesso non è disponibile documentazione, anche solo informale, utile alla valutazione della forza lavoro, l’azienda deve essere formalmente invitata a produrre ogni documento idoneo a dimostrare:

  • il legittimo possesso del fondo;
  • la consistenza aziendale in rapporto al personale occupato;
  • il volume dei lavori svolti;
  • i prodotti commercializzati.

La circolare richiama l’utilità di esaminare anche i diversi tipi di contratti utilizzati in agricoltura e, ove possibile, i dati catastali, al fine di individuare con precisione il fondo ed evitare che esso sia utilizzato da più conduttori per instaurare rapporti fittizi con soggetti diversi. Viene sottolineato che i rapporti fittizi si riscontrano prevalentemente in aziende che hanno denunciato un solo dipendente. Non è da trascurare, inoltre, la documentazione fiscale, quali mod. 740 e denunce IVA, per valutare il volume d’affari rispetto alla consistenza della manodopera denunciata e all’ammontare dei salari che sarebbero stati erogati. Anche l’eventuale utilizzo di mezzi meccanici o il ricorso a terzi per l’esecuzione dei lavori assume rilievo valutativo.

I datori di lavoro devono essere invitati a rendere una dichiarazione di responsabilità, specialmente con riferimento ai lavoratori occupati, così da consentire un confronto tra le diverse fonti informative. Qualora non sia possibile acquisire tali dichiarazioni, il disconoscimento dei rapporti di lavoro può comunque essere assunto sulla base degli elementi raccolti, purché sufficientemente indicativi della reale situazione. Durante l’indagine l’ispettore deve inoltre raccordarsi con lo SCAU per giungere tempestivamente al disconoscimento dei rapporti fittizi e alla conseguente cancellazione dagli elenchi nominativi, ai sensi della circolare n. 101 del 15 aprile 1991.

Verbale finale, rilevazione statistica ed esiti amministrativi

A conclusione degli accertamenti deve essere redatto un regolare verbale di accertamento per la parte di competenza dell’Istituto. Se, per motivate circostanze, non sia necessario redigere il verbale, l’ispettore deve comunque predisporre una relazione informativa dettagliata sull’esito dell’indagine.

La circolare prevede anche la rilevazione sistematica dei risultati dell’attività ispettiva tramite un modulo articolato in tre schede:

  • scheda n. 1, anagrafica, con i dati identificativi del soggetto da ispezionare e della tipologia di indagine;
  • scheda n. 2, esito dell’indagine, contenente i dati essenziali per analizzare l’accertamento;
  • scheda n. 3, materie di irregolarità e lavoro nero, utile sia per l’analisi dei risultati sia per il monitoraggio del fenomeno del lavoro nero, da riferire trimestralmente anche all’Ispettorato del Lavoro.

Per la scheda n. 2 vengono fornite istruzioni puntuali. In particolare, il campo sulla modalità dell’indagine serve a indicare, mediante crocetta, l’organismo che ha effettuato l’accertamento; il campo "accertamento positivo con addebiti" va barrato quando l’indagine si conclude con la notifica di un addebito per qualunque irregolarità; il campo "accertamento positivo senza addebito" segnala invece l’annullamento dei rapporti di lavoro oggetto dell’indagine. In questa ipotesi il beneficio per l’Istituto, derivante dal risparmio di prestazioni non più erogate, sarà valutato ai fini del budget. Il campo "accertamento negativo" va utilizzato quando non risultano irregolarità tali da comportare addebiti o annullamenti. Devono inoltre essere indicati il numero dei rapporti di lavoro annullati, il recupero per prestazioni indebitamente percepite e le somme accessorie riferite alle sanzioni per omissioni accertate. Tutti gli importi devono essere sommati per quantificare il credito complessivo dell’Istituto.

Gli esiti dell’accertamento devono essere tempestivamente comunicati al reparto segnalante, così da adottare i provvedimenti sulle domande di prestazioni rimaste sospese. Deve inoltre essere trasmessa copia degli atti di accertamento completi dei documenti acquisiti.

Procedura AZLA e norme operative dell’allegato 2

L’allegato 2 descrive la procedura AZLA in ambiente CXIL. Dal menu principale sono accessibili la visualizzazione dei dati azienda, la gestione dei dati di maternità, la vigilanza e la fine elaborazione. La funzione di visualizzazione consente, dopo aver digitato il codice azienda, di scorrere le informazioni del fascicolo aziendale; digitando il codice fiscale del lavoratore, è possibile visualizzare la posizione del singolo dipendente.

La gestione maternità prevede un menu dedicato con le funzioni di visualizzazione, inserimento, aggiornamento, cancellazione, menu precedente e fine elaborazione. In fase di inserimento o aggiornamento vanno indicati codice azienda e codice fiscale del lavoratore. La maschera consente l’inserimento di un massimo di tre domande. I controlli formali riguardano in particolare la data di acquisizione, gestita automaticamente dal sistema, il tipo prestazione, impostato a 2 - maternità, la data domanda prestazione, che deve essere anteriore alla data di acquisizione, e, se presenti, le date presunta e effettiva del parto, soggette a reciproche incompatibilità. Sono inoltre gestiti automaticamente sede/zona/centro operativo, esito e numero pratica. La cancellazione richiede la conferma con PF10.

La sezione vigilanza presenta un menu analogo con visualizzazione, inserimento, aggiornamento e cancellazione. Per l’inserimento e l’aggiornamento devono essere indicati il codice azienda e l’anno di riferimento. I controlli riguardano la data di segnalazione, quella di inizio e fine ispezione, la modalità d’indagine, il tipo di indagine, l’esito, il numero di rapporti annullati o non denunciati, il recupero per prestazioni e le somme accessorie. La cancellazione avviene anch’essa previa conferma con PF10.

Coefficienti di estrazione per le sedi

L’allegato 1 elenca i coefficienti percentuali di estrazione casuale delle domande da sottoporre a verifica per ciascuna sede. Le percentuali sono differenziate per regione e sede e, a seconda dei casi, variano dall’1% al 4%. Il prospetto copre tutte le principali sedi dell’Italia settentrionale, centrale e meridionale, con valori specifici per singola struttura territoriale.

Indicazioni finali e assistenza

Per eventuali problemi connessi all’applicazione della procedura è indicato il numero telefonico della Direzione Centrale della Tecnologia Informatica. Per chiarimenti sulla parte amministrativa è invece indicato il contatto della Direzione Centrale P.A.R. Le istruzioni operative dell’allegato 3, relative alla rilevazione degli esiti ispettivi, vengono inviate alle Sedi regionali per la successiva trasmissione alle SAP competenti.

Punti principali

Obiettivo generale dell’intervento

La Direzione Generale dispone una serie di controlli aggiuntivi per individuare e contenere il fenomeno delle prestazioni indebite nel settore agricolo, con particolare riferimento a iscrizioni non legittime negli elenchi dei lavoratori agricoli. Le misure si collocano nel quadro delle iniziative già avviate con le circolari n. 162/1990, n. 213/1990 e n. 225/1990.

Controlli sulla disoccupazione agricola

Per le domande di disoccupazione agricola 1990 il modulo PREST/AGR. 21/TP è stato integrato con il codice SCAU delle aziende presso cui il lavoratore ha prestato attività. Le sedi devono estrarre, dopo ogni lotto e prima dell’emissione degli assegni, un campione di domande riferite a soggetti con 51 o 101 giornate di lavoro subordinato, secondo le percentuali indicate in tabella allegata, per sottoporlo a verifica ispettiva. Sono escluse le domande di soggetti che beneficiano delle agevolazioni transitorie per calamità naturali. Per ogni azienda, tramite AZLA/CX1L e MENU VIGILANZA, vanno inseriti matricola SCAU, data di segnalazione e codice A; se i codici SCAU mancano, l’ufficio deve recuperarli presso Sezioni Circoscrizionali e U.PRO.C.A.U. Le pratiche inviate in verifica vanno sottratte dalla lavorazione ordinaria.

Controlli sulle indennità di malattia

La Direzione Centrale per la Tecnologia Informatica ha predisposto un’applicazione che, interrogando l’archivio storico centrale, individua gli assicurati che nei due anni precedenti abbiano avuto periodi di malattia pari o superiori al 90% delle giornate lavorate nell’anno precedente. Alla ricezione dei certificati relativi a soggetti presenti nella lista, devono essere svolte due verifiche: una medica sulla congruità tra patologia e prognosi e una volta a escludere rapporti di lavoro fittizi. L’operatore deve acquisire i dati delle aziende in cui il lavoratore ha operato, limitando le verifiche, se vi sono più datori di lavoro, all’azienda con maggiore occupazione, quindi registrare su AZLA il codice B e trasmettere il fascicolo all’ispettivo. L’esito va annotato sulla lista nominativa per evitare duplicazioni.

Controlli sulle indennità di maternità

Dal ricevimento della circolare, l’istruttoria delle domande di maternità per lavoratrici agricole deve essere integrata con la consultazione dell’archivio centrale tramite GAMA, l’aggiornamento della banca dati aziendale con AZLA e la stampa della situazione dell’azienda da inserire nel fascicolo. L’analisi deve considerare composizione agro-economica, numero dei lavoratori, domande di maternità presentate e prestazioni liquidate. Le verifiche ispettive sono da attivare quando il rapporto tra domande e numero di lavoratori supera soglie predeterminate: da 1 a 2 alla prima domanda, da 3 a 5 al 40%, da 6 a 10 al 30%, da 11 a 30 al 25%, da 31 a 50 al 20%, oltre 50 al superamento del doppio dell’indice di fecondità regionale. Per aziende di nuova iscrizione o senza lavoratori i controlli sono sempre dovuti. Per le posizioni da verificare si inserisce su AZLA il codice C. Le domande non sospette o risultate infondate vanno liquidate con la procedura SAP pgm 3900.

Gestione delle attività di vigilanza

Le aziende da ispezionare sono individuate dai fascicoli trasmessi dai reparti amministrativi, già caricati su AZLA con la data di segnalazione, il codice tipo indagine e il codice A, B o C a seconda della prestazione. L’ufficio ispettivo valuta se procedere o meno a ulteriore accertamento; in caso negativo inserisce in archivio la data dell’ultima indagine e la data di decisione di non effettuare l’ispezione. Le restanti ditte vengono programmate per le visite ispettive d’intesa con gli organi di vigilanza dello SCAU e con la Commissione provinciale di coordinamento. Le indagini devono riguardare anche la situazione contributiva generale e non solo le singole prestazioni.

Contenuto degli accertamenti ispettivi

L’ispettore deve acquisire le dichiarazioni dei lavoratori usando il modulo già introdotto con la circolare n. 225/1990 e, con riservatezza, raccogliere informazioni sul contemporaneo impiego di altri lavoratori sullo stesso fondo. Deve inoltre invitare l’azienda a produrre documentazione utile su possesso del fondo, consistenza aziendale, personale occupato, lavori svolti, prodotti commercializzati, contratti agricoli, dati catastali, adempimenti fiscali e utilizzo di mezzi meccanici o terzi. Anche i datori di lavoro devono rilasciare dichiarazioni di responsabilità. Se le dichiarazioni non sono acquisibili, il disconoscimento dei rapporti può basarsi sugli altri elementi raccolti. È raccomandato il raccordo con lo SCAU per la cancellazione dagli elenchi nominativi in caso di rapporti fittizi.

Registrazione degli esiti e impatto sulle prestazioni

Al termine degli accertamenti va redatto un verbale di accertamento o, se non necessario, una relazione informativa dettagliata. I risultati vanno rilevati statisticamente tramite un modulo articolato in tre schede: anagrafica, esito dell’indagine, materie di irregolarità e lavoro nero. Per la scheda 2 sono indicati i campi da valorizzare, tra cui modalità dell’indagine, accertamento positivo con o senza addebito, accertamento negativo, rapporti di lavoro annullati, recupero per prestazioni e somme accessorie. Gli importi addebitati devono essere sommati per determinare il credito dell’Istituto. L’esito va comunicato tempestivamente al reparto segnalante per i provvedimenti sulle domande sospese e per le eventuali azioni di recupero.

Procedure informatiche e istruzioni operative AZLA

L’allegato 2 descrive il funzionamento della procedura AZLA in ambiente CXIL: menu principale con visualizzazione dati azienda, gestione dati maternità, vigilanza e fine elaborazione. Per la maternità sono previste funzioni di visualizzazione, inserimento, aggiornamento e cancellazione, con controlli su data domanda, data parto presunta o effettiva, sede/centro operativo, esito e numero pratica. Per la vigilanza sono previsti analoghi menu e controlli sulle date di segnalazione, inizio e fine ispezione, modalità d’indagine, esito, rapporti annullati o non denunciati, recuperi e somme accessorie. Sono indicati anche i riferimenti telefonici per assistenza tecnica e amministrativa.

Coefficienti di estrazione casuale per sede

L’allegato 1 riporta le percentuali di estrazione da applicare alle sedi per il campione di domande da sottoporre a verifica. Le percentuali variano per sede e territorio: in molte sedi del Nord si attesta al 4%, in alcune al 3%, in altre aree al 2% o all’1%, con valori differenziati per Piemonte, Lombardia, Liguria, Trentino-Alto Adige, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna e altre regioni.

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