Cassazione Penale, Sentenza n. 44092/2024 del 03/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile il riesame avverso il decreto di sequestro preventivo relativo alle somme nel cassetto fiscale originate dalla percezione indebita di credito d'imposta (d.l. n. 201/2011). L'inammissibilità era stata motivata per mancata procura speciale ad impugnare e perché la difesa avrebbe indicato come oggetto l'ordinanza di convalida, atto ritenuto non autonomamente impugnabile.
La decisione
La Corte ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha stabilito che la nomina a difensore contenente l'espressione "per proporre impugnazione avverso decreto di sequestro e quindi avverso il blocco del credito di imposta \"super ace 2021\"" costituiva procura speciale idonea ai sensi dell'art. 100 c.p.p. e che, nonostante l'intestazione riferisse la convalida, i motivi attengono al decreto di sequestro emesso dal giudice (quindi atto impugnabile). L'ordinanza impugnata è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Brescia ai sensi dell'art. 324, comma 5 c.p.p.
Norme richiamate
art. 100 cod. proc. pen.
La procura speciale non richiede formule sacramentali: è sufficiente che emerga la chiara volontà di conferire al difensore il mandato di impugnare nella specifica procedura
art. 322 cod. proc. pen.
Regola il riesame avverso il decreto di sequestro preventivo: il terzo interessato può proporre riesame tramite difensore munito di procura speciale
art. 321, comma 3-bis cod. proc. pen.
Regola la convalida del sequestro disposta dal giudice su decreto del pubblico ministero; la giurisprudenza distingue l'impugnabilità del decreto provvisorio del PM dalla successiva misura giudiziale
art. 324, comma 5 cod. proc. pen.
Prevede il rinvio per nuovo giudizio alla competente sezione del tribunale in caso di annullamento della decisione impugnata
d.l. n. 201 del 2011
Norma sostanziale richiamata come fonte del credito d'imposta oggetto del blocco/sequestro (fattispecie economico-tributaria alla base del provvedimento ablativo)
Massime di principio
- La procura speciale ex art. 100 c.p.p. è valida se esprime chiaramente la volontà di conferire al difensore il mandato di impugnare nella specifica procedura; non sono necessarie formule formali rigide
- Nell'esame di ammissibilità del riesame prevale la sostanza dei motivi rispetto all'intestazione formale: se i motivi attaccano il decreto di sequestro giudiziale, il gravame è ammissibile anche se l'intestazione fa riferimento alla convalida
- Occorre distinguere tra il decreto provvisorio del pubblico ministero (di norma non autonomamente impugnabile) e il decreto/ provvedimento giudiziale che consolida il vincolo reale: l'impugnabilità può dipendere dalla natura effettiva dell'atto contestato
- Per evitare eccezioni formali è buona prassi allegare e depositare una procura speciale chiaramente formulata (menzionando esplicitamente l'impugnazione del decreto di sequestro o del blocco di crediti fiscali)
- In casi di sequestro di crediti fiscali o blocco di 'crediti d'imposta', è utile che i motivi evidenzino come la controversia riguardi l'atto ablativo sostanziale (effetto sul patrimonio/credito) per dimostrare l'interesse e la rilevanza del riesame
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