Cassazione Civile, Sentenza n. 28205/2020 del 10/12/2020
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Catania che aveva confermato la pronuncia di primo grado che: aveva revocato il testamento del de cuius, dichiarato aperta la successione e riconosciuto la simulazione relativa dell'atto di compravendita del 1 marzo 1994 (limitatamente alla metà proveniente dall'eredità), disponendo la divisione e condannando i ricorrenti al pagamento delle spese. In cassazione i ricorrenti deducevano tre motivi: (1) errata applicazione dell'art. 392 c.p.c. per mancata valutazione di eccezioni di inammissibilità della riassunzione e di non integrità del contraddittorio; (2) violazione degli artt. 2697 e 2729 c.c., sostenendo che le presunzioni ritenute "gravi, precise e concordanti" non sarebbero tali e che fosse stata indebitamente valorizzata la comparsa di Lucia Alba; (3) omessa valutazione di prova decisiva, cioè il contratto di mutuo stipulato dai ricorrenti per l'acquisto dell'immobile.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo inammissibile per mancanza di specificità e perché non risultavano in sentenza questioni sull'integrità del contraddittorio. Il secondo motivo è stato considerato inammissibile in gran parte perché mira a una rivalutazione del merito: la Corte d'appello aveva adeguatamente motivato la valutazione di plurime presunzioni gravi, precise e concordanti ai sensi dell'art. 2729 c.c. Il terzo motivo è infondato perché la Corte territoriale aveva già valutato il contratto di mutuo e ritenuto che non fosse decisivo rispetto alla prova della simulazione (la simulazione riguardava soltanto la quota ereditaria). Il ricorso è quindi respinto e i ricorrenti sono condannati in solido al pagamento delle spese di giudizio (liquidate in euro 4.700,00 oltre oneri) e all'ulteriore contributo unificato previsto dall'art. 13 d.P.R. n. 115/2002, se dovuto.
Norme richiamate
art. 360 c.p.c.
Individua i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha inquadrato i motivi nei numeri rilevanti (n.3 e n.5) e ne ha valutato l'ammissibilità e il merito.
art. 392 c.p.c.
Richiamato dai ricorrenti per una presunta errata applicazione relativa a eccezioni processuali; la Corte ha ritenuto che non fosse stato indicato con specificità il presunto errore e che la sentenza non avesse affrontato tali questioni.
art. 2697 c.c.
Principio sulla prova: onere della prova spettante a chi deduce un fatto. I ricorrenti lo richiamavano per contestare la valutazione probatoria; la Corte ha comunque ritenuto legittima la distribuzione e valutazione probatoria fatta dal giudice di merito.
art. 2729 c.c.
Regola sulle presunzioni: la simulazione può essere provata mediante presunzioni che siano gravi, precise e concordanti. La Corte ha confermato che la motivazione del giudice di merito aveva correttamente individuato e valutato tali presunzioni.
art. 782 c.c.
Richiamato nel contesto della doglianza incidentale sulla donazione; la Corte territoriale ha ritenuto che la richiesta di declaratoria incidentale fosse inammissibile e che non si potesse ottenere tale accertamento senza i necessari presupposti.
artt. 3-47 e 48 legge notarile (c.d. legge notarile)
Riferiti dai ricorrenti in ordine a vizi formali della donazione; la Corte ha considerato la questione incidentale inammissibile nella forma proposta e non decisiva per la decisione sulla simulazione.
art. 380-bis c.p.c.
Norma che disciplina la definizione del ricorso; la S.C. ha inizialmente avviato il procedimento ai sensi di tale articolo e poi ha disposto l'integrazione del contraddittorio.
art. 378 c.p.c.
Consente la memoria difensiva da depositare in Cassazione; la contra‑ricorrente ha depositato memoria ai sensi di tale articolo.
art. 13, comma 1-quater e comma 1-bis d.P.R. n. 115/2002
Norme sul contributo unificato: la Corte ha disposto l'annotazione per l'eventuale versamento, con vincolo solidale dei ricorrenti, di un ulteriore importo pari a quello previsto per il ricorso, se dovuto.
Massime di principio
- La prova della simulazione può essere desunta da presunzioni gravi, precise e concordanti: la valutazione e la scelta delle presunzioni è rimessa al giudice di merito e difficilmente sindacabile in Cassazione salvo vizi di motivazione.
- Le questioni processuali (es. integrità del contraddittorio o inammissibilità della riassunzione) devono essere dedotte con chiarezza e specificità; l'assenza di elementi cronologici e fattuali rende la censura inammissibile.
- La mera esistenza di un mutuo da parte degli acquirenti non esclude di per sé la riconoscibilità di una donazione o simulazione relativa: la circostanza economica è uno degli elementi da valutare ma non decisiva se vi sono altre presunzioni a sostegno della simulazione.
- La richiesta di accertamenti incidentali (es. nullità di atti per difetto di forma) è soggetta a limiti e può risultare inammissibile se presentata impropriamente nel giudizio principale.
- In sede di cassazione non è ammessa la semplice richiesta di rivalutazione del merito: le doglianze devono essere incentrate su violazioni di diritto o vizi logico-giuridici della motivazione.
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