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Decreto interministeriale n. 325 del 17/12/2024

Decreto di riparto per l'esercizio 2024, tra le Regioni a statuto ordinario delle risorse del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del T.P.L. - articolo 16 bis comma 5 del decreto legge 6 luglio 2012 n. 95 come modificato dall'articolo 27 del decreto legge n. 50 del 24 aprile 2017 e successive integrazioni e modificazioni

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti325

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il decreto interministeriale MIT-MEF ripartisce per il 2024 il Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, nelle Regioni a statuto ordinario. La ripartizione avviene applicando la disciplina dell'articolo 27 del d.l. n. 50/2017, tenendo conto dei costi standard, dei costi di gestione dell'infrastruttura ferroviaria regionale, delle compensazioni sui canoni di accesso all'infrastruttura ferroviaria e delle riduzioni per mancato affidamento con procedure di evidenza pubblica. Il decreto disciplina inoltre la ripartizione delle risorse destinate alla sperimentazione della sharing mobility e quantifica il saldo da erogare alle Regioni al netto dell'anticipazione già concessa.

Riparto per l'anno 2024 del Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale e per la sharing mobility

Riparto 2024 del Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale e della sharing mobility

Il decreto interministeriale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, ripartisce per l'anno 2024 il Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, nelle Regioni a statuto ordinario. L'atto dà applicazione all'articolo 16-bis, comma 1, del d.l. 6 luglio 2012, n. 95, e all'articolo 27 del d.l. 24 aprile 2017, n. 50, come modificato nel tempo, ed è adottato previa intesa in Conferenza unificata del 10 dicembre 2024.

Base normativa e criteri di riparto

La ripartizione del Fondo per il 2024 si colloca nel quadro dell'articolo 27, comma 2, del d.l. n. 50/2017, che prevede il riparto annuale entro il 31 ottobre con decreto MIT-MEF e intesa in Conferenza unificata. Il decreto richiama in particolare:

  • la quota del 50 per cento basata sui costi standard, di cui all'articolo 1, comma 84, della legge n. 147/2013;
  • la quota del 50 per cento basata sui livelli adeguati dei servizi di TPL e regionale;
  • la riduzione per i servizi non affidati con procedure di evidenza pubblica, ex comma 2, lettera c);
  • il meccanismo di variazione dei costi del canone di accesso all'infrastruttura ferroviaria regionale, ex comma 2-bis;
  • il limite minimo di assegnazione di cui al comma 2-ter;
  • la disciplina transitoria del comma 2-quater per gli anni 2023 e 2024, con importo fisso pari a 4.873.335.361,50 euro ripartito secondo le percentuali 2020.

Il decreto rileva inoltre che non è ancora stato emanato il decreto previsto dal comma 6 dell'articolo 27 per gli indicatori dei livelli adeguati di servizio; nelle more, il riparto avviene secondo la metodologia del comma 2, lettera a), ferma restando l'applicazione del comma 2-quater.

Risorse considerate e depurazioni preliminari

Lo stanziamento complessivo sul capitolo 1315 per il 2024 è indicato in 5.179.554.000,00 euro. Dopo l'assegnazione di 6 milioni di euro al trasporto pubblico locale acqueo della città di Venezia prevista dall'articolo 1, comma 816, della legge n. 234/2021, lo stanziamento destinato al TPL ammonta a 5.173.554.000,00 euro. Da tale importo sono poi scorporati:

  • 4.200.000,00 euro per il funzionamento dell'Osservatorio di cui all'articolo 1, comma 300, della legge n. 244/2007;
  • 15.523.662,00 euro per la sperimentazione della sharing mobility;
  • le riduzioni derivanti dall'articolo 27, comma 2, lettera c), del d.l. n. 50/2017.

Il decreto quantifica quindi in 5.153.830.338,00 euro la quota effettivamente ripartita tra le Regioni a statuto ordinario per il TPL e il trasporto ferroviario regionale.

Riparto della quota storica e della quota aggiuntiva con costi standard

La ripartizione del Fondo per il 2024 è articolata in due componenti:

  • 4.873.335.361,50 euro ripartiti secondo le percentuali storiche di riparto del 2020, come riportato in tabella 1;
  • 280.494.976,50 euro ripartiti con i costi standard aggiornati e con il computo dei costi di gestione dell'infrastruttura ferroviaria di competenza regionale, come riportato in tabella 2.

Il decreto precisa che i costi standard sono stati elaborati sulla base dei dati istruttori disponibili, utilizzando il decreto n. 157 del 28 marzo 2018 e i dati acquisiti dall'Osservatorio, nonché tenendo conto delle informazioni sulla gestione dell'infrastruttura ferroviaria. Viene anche chiarito che, a decorrere dal 2025, potranno essere definiti ulteriori criteri, indicatori e algoritmi, ove necessari, per meglio includere i costi di gestione dell'infrastruttura ferroviaria regionale.

Compensazione per i canoni di accesso all'infrastruttura ferroviaria

In attuazione dell'articolo 27, comma 2-bis, del d.l. n. 50/2017, la quota aggiuntiva risultante dai costi standard è corretta per effetto delle variazioni dei canoni di accesso all'infrastruttura ferroviaria introdotte da Rete ferroviaria italiana S.p.A. La tabella 3 mostra per ciascuna Regione:

  • la quota aggiuntiva iniziale;
  • la compensazione per maggiori o minori oneri 2023;
  • la quota finale dopo la variazione PIR.

Il decreto indica i criteri di compensazione:

  • il 50 per cento dell'avanzo da minor onere complessivo è ripartito tra tutte le Regioni secondo la quota storica del Fondo;
  • il restante 50 per cento è ripartito tra le sole Regioni che hanno sostenuto minori costi di pedaggio, in proporzione ai minori oneri, fino a concorrenza del maggior onere complessivamente registrato.

Riduzione per mancato affidamento con gara e redistribuzione

In applicazione dell'articolo 27, comma 2, lettera c), del d.l. n. 50/2017, il decreto applica le riduzioni alle Regioni che non hanno affidato i servizi di TPL e regionale con procedure di evidenza pubblica entro il 31 dicembre dell'anno precedente, o che non hanno pubblicato il bando entro tale data, nonché nei casi di gare non conformi alle delibere dell'Autorità di regolazione dei trasporti. La riduzione è pari al 15 per cento del valore dei corrispettivi dei contratti non affidati secondo le procedure richieste.

La tabella 4 mostra la ripartizione dopo la riduzione e la redistribuzione delle somme tra le altre Regioni. Il decreto evidenzia che l'importo complessivamente redistribuito è pari a 3.154.228,67 euro.

Riparto definitivo del Fondo e saldo da erogare

L'articolo 4 consolida il riparto definitivo del Fondo per 5.153.830.338,00 euro, sommando la quota storica e la quota aggiuntiva corretta. La tabella 5 riporta per ciascuna Regione l'importo complessivo spettante per il 2024.

Per la fase di erogazione, il decreto considera:

  • l'anticipazione dell'80 per cento già disposta con il D.I. n. 49 del 1 marzo 2024, pari a 4.123.064.270,40 euro;
  • le quote da decurtare a Lazio, Umbria e Basilicata in base ai decreti nn. 561/2017 e 537/2018, rateizzate in otto quote annuali a partire dal 2018.

La tabella 6 determina il saldo del 20 per cento da erogare a ciascuna Regione al netto delle decurtazioni. Il decreto dispone che tali importi siano impegnati ed erogati con successivi provvedimenti dirigenziali.

Riparto delle risorse per la sharing mobility

In applicazione dell'articolo 1, comma 4, del D.I. n. 417 del 28 dicembre 2022, il decreto ripartisce per il 2024 le risorse destinate alla sperimentazione di servizi di sharing mobility, pari a 15.523.662,00 euro. La tabella 7 attribuisce le somme alle Regioni secondo le percentuali storiche già utilizzate per il Fondo. Anche in questo caso, l'impegno e l'erogazione avvengono con successivi provvedimenti dirigenziali.

Ministeri concertanti e ruolo

Il decreto è adottato dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti. Il ruolo del MIT è quello di autorità proponente e competente per il riparto del Fondo TPL; il MEF concorre per il profilo finanziario e di bilancio, in coerenza con le norme istitutive del Fondo e con la gestione delle risorse iscritte in bilancio.

Effetti operativi per Regioni e amministrazioni

Per le Regioni a statuto ordinario il decreto definisce in modo puntuale le risorse spettanti per il 2024, distinguendo tra quota storica, quota aggiuntiva con costi standard, correzioni per pedaggi infrastrutturali, penalità per affidamenti non conformi e saldo da erogare. Per le amministrazioni competenti, il dato rilevante è che l'assegnazione formale delle somme della tabella 6 e della tabella 7 è rinviata a successivi provvedimenti dirigenziali, mentre la struttura del riparto è immediatamente fissata dal decreto.

Punti principali

Base normativa e finalità

Il decreto attua l'articolo 16-bis, comma 1, del d.l. n. 95/2012, che ha istituito il Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del TPL nelle Regioni a statuto ordinario, e l'articolo 27 del d.l. n. 50/2017, che disciplina criteri e tempi del riparto. È adottato dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in Conferenza unificata del 10 dicembre 2024.

Riparto principale del Fondo 2024

Per il 2024 il Fondo è ripartito per complessivi 5.153.830.338,00 euro, al netto della quota per sharing mobility, della quota per l'Osservatorio e delle riduzioni ex articolo 27, comma 2, lettera c), d.l. n. 50/2017. La quota di 4.873.335.361,50 euro è ripartita secondo le percentuali storiche del 2020; la quota residua di 280.494.976,50 euro è distribuita con i costi standard aggiornati includendo i costi di gestione dell'infrastruttura ferroviaria regionale.

Correttivi per pedaggi infrastrutturali e penalità

La quota aggiuntiva calcolata con i costi standard è corretta in applicazione dell'articolo 27, comma 2-bis, del d.l. n. 50/2017, per tener conto delle variazioni dei canoni di accesso all'infrastruttura ferroviaria introdotte da RFI. La compensazione tra maggiori e minori oneri 2023 è ripartita secondo criteri indicati in tabella 3. Inoltre, ai sensi dell'articolo 27, comma 2, lettera c), è applicata la riduzione per i servizi non affidati con procedure di evidenza pubblica, con redistribuzione delle somme tra le altre Regioni.

Saldo 2024 ed erogazione

Il saldo da erogare alle Regioni a statuto ordinario è determinato tenendo conto dell'anticipazione dell'80 per cento già concessa con il D.I. n. 49 del 1 marzo 2024, pari a 4.123.064.270,40 euro, nonché delle quote da decurtare a Lazio, Umbria e Basilicata in base ai decreti nn. 561/2017 e 537/2018, rateizzate in otto annualità. Gli importi del saldo sono impegnati ed erogati con successivi provvedimenti dirigenziali.

Sharing mobility

Per il 2024 sono ripartite tra le Regioni risorse pari a 15.523.662,00 euro per la sperimentazione di servizi di sharing mobility, secondo le percentuali e gli importi della tabella 7. Le somme sono impegnate ed erogate con successivi provvedimenti dirigenziali.

Come è indicizzato

Materietrasporto pubblico localetrasporto ferroviario regionalefinanziamenti e contributisharing mobilityregione e enti territoriali

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