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Ordinanza

Ordinanza n. 424/2026 - Milano, Sezione 4

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del decreto del Questore della Provincia di -OMISSIS-, prot. n. -OMISSIS-, del 15.1.2026, notificato il 20.1.2026, di rigetto dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi commerciali/di lavoro autonomo.

Giustizia amministrativa202601166

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto del Questore di rigetto dell'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi commerciali o di lavoro autonomo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (questura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto questorile notificato il 20 gennaio 2026, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Dal testo emergono doglianze rivolte contro il rigetto del rinnovo del permesso di soggiorno, fondato sulla presenza di una condanna per reati ostativi ai sensi dell'art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998. Il ricorrente convive con il fratello e tale legame familiare è stato prospettato nel giudizio come elemento rilevante ai fini della deroga all'automatismo del diniego.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per insufficiente fumus boni iuris. Ha ritenuto che, in presenza di reati ostativi previsti dall'art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998, l'Amministrazione non debba svolgere una specifica valutazione sull'effettiva pericolosità sociale dello straniero, poiché la legge ha già formulato una presunzione in relazione alla tipologia del reato e al bene tutelato. L'unica eccezione all'automatismo del diniego individuata dal Collegio è quella prevista dall'art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998, in presenza di legami familiari rilevanti nel territorio italiano. Tale eccezione non è stata ritenuta applicabile, poiché l'unico familiare convivente è il fratello, rapporto familiare rispetto al quale non avrebbe potuto essere esercitato il diritto al ricongiungimento familiare. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998

    La presenza di reati ostativi determina una presunzione legislativa di pericolosità rilevante ai fini del rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno; l'Amministrazione non è tenuta a verificare in concreto l'effettiva pericolosità sociale dello straniero.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998

    Costituisce l'eccezione all'automatismo del diniego connesso ai reati ostativi l'eventuale esistenza di legami familiari rilevanti nel territorio dello Stato; nel caso concreto il rapporto con il fratello non è stato ritenuto sufficiente.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato; la domanda è stata respinta per insufficienza del fumus boni iuris.

Massime di principio

  • In presenza di una condanna per un reato ostativo previsto dall'art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998, il diniego del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno può fondarsi sulla presunzione legislativa di pericolosità, senza che l'Amministrazione debba effettuare un'ulteriore valutazione individuale dell'effettiva pericolosità sociale dello straniero.
  • L'automatismo del diniego conseguente alla commissione di reati ostativi incontra l'eccezione prevista dall'art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998, riferita all'esistenza di legami familiari rilevanti nel territorio dello Stato.
  • La convivenza con un fratello, considerato familiare rispetto al quale non sarebbe stato esercitabile il diritto al ricongiungimento familiare, non integra di per sé il legame familiare idoneo a superare l'automatismo del diniego fondato su un reato ostativo.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
SottomaterieLegami familiari e radicamentoDiniego e revoca per precedenti penali
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

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