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Sentenza

Sentenza del 20/03/2017 n. 948 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

Art. 20, d.P.R. n. 131/86 - ricomprensione nell'art. 10 bis, l. n. 212/00 - sussiste. Conferimento d'azienda- successiva cessione di quote - regime di participation exemption - si applica - abuso del diritto - non sussiste - applicazione art. 20, d.P.R. n. 131/86 - non è possibile.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguardava la possibilità di applicare l'art. 20 del d.P.R. n. 131/1986 per riqualificare come cessione diretta d'azienda una sequenza negoziale composta dal conferimento dell'azienda in una società e dalla successiva cessione delle partecipazioni nella società conferitaria. L'Amministrazione finanziaria intendeva valorizzare gli effetti economici complessivi dell'operazione, ritenendo prevalente la sostanza sulla forma e configurando un possibile abuso del diritto. Il contribuente contestava tale ricostruzione, richiamando il regime di neutralità fiscale del conferimento d'azienda previsto dall'art. 176 TUIR e il regime di participation exemption applicabile alla successiva cessione delle partecipazioni.

La decisione

La tesi della riqualificazione non è stata accolta. L'art. 20 del d.P.R. n. 131/1986, quando interpretato in funzione antielusiva, rientra nell'ambito dell'art. 10-bis della legge n. 212/2000, ma nel caso esaminato non sussisteva un vantaggio fiscale indebito. Il legislatore ha infatti espressamente incentivato il conferimento d'azienda in continuità di valori fiscali e la successiva cessione delle partecipazioni, escludendo la natura elusiva di tale sequenza. Non è quindi possibile riqualificare l'operazione come cessione diretta d'azienda sulla sola base degli effetti economici, poiché conferimento e cessione producono effetti giuridici diversi.

Norme richiamate

  • Art. 20, d.P.R. n. 131/1986

    La norma non può essere utilizzata in funzione antielusiva per riqualificare automaticamente una sequenza di atti leciti e giuridicamente distinti sulla sola base del risultato economico perseguito. Se interpretata in chiave antielusiva, deve coordinarsi con l'art. 10-bis dello Statuto del contribuente.

  • Art. 10-bis, legge n. 212/2000

    L'abuso del diritto richiede, tra l'altro, un vantaggio fiscale indebito. Non ricorre tale requisito quando il vantaggio deriva dall'utilizzo di regimi fiscali espressamente previsti e incentivati dal legislatore.

  • Art. 176 TUIR

    Prevede la neutralità fiscale del conferimento d'azienda e riconosce la legittimità della successiva cessione delle partecipazioni nella società conferitaria, anche mediante il regime di participation exemption. Il comma 3 escludeva la natura elusiva della sequenza rispetto all'abrogato art. 37-bis del d.P.R. n. 600/1973; dopo l'abrogazione, il riferimento va inteso in rapporto all'art. 10-bis.

  • Art. 37-bis, d.P.R. n. 600/1973

    Norma antielusiva abrogata dal d.lgs. n. 128/2015. I riferimenti contenuti nell'art. 176 TUIR devono essere coordinati con la disciplina generale dell'abuso del diritto prevista dall'art. 10-bis della legge n. 212/2000.

  • Art. 39, comma 1, lett. d), d.P.R. n. 600/1973

    Richiamato nel contesto dei poteri di accertamento, non consente di per sé di trasformare una sequenza negoziale lecita in un'operazione diversa senza dimostrare i presupposti dell'abuso del diritto o dell'inattendibilità della rappresentazione fiscale.

  • Cassazione, sentenza n. 27067/2016

    Richiamata per escludere un uso generalizzato della prevalenza della sostanza sulla forma quale autonoma clausola antielusiva, soprattutto quando la riqualificazione non trova fondamento nei presupposti e nelle garanzie dell'art. 10-bis dello Statuto del contribuente.

  • D.lgs. n. 128/2015

    Ha abrogato l'art. 37-bis del d.P.R. n. 600/1973 e introdotto la disciplina generale dell'abuso del diritto nell'art. 10-bis della legge n. 212/2000.

Massime di principio

  • Una sequenza composta da conferimento d'azienda e successiva cessione delle partecipazioni non può essere automaticamente riqualificata come cessione diretta d'azienda solo perché produce un risultato economico analogo.
  • L'utilizzo di un regime fiscale di favore espressamente previsto dal legislatore, come la neutralità del conferimento e la participation exemption, non integra di per sé un vantaggio fiscale indebito.
  • Per contestare l'abuso del diritto l'Amministrazione deve dimostrare concretamente tutti i presupposti dell'art. 10-bis, inclusi l'assenza di sostanza economica, il vantaggio fiscale indebito e l'assenza di valide ragioni extrafiscali non marginali.
  • La diversa qualificazione economica dell'operazione non può cancellare gli effetti giuridici propri dei singoli negozi, quando questi siano realmente distinti, validi e coerenti con la disciplina fiscale applicabile.
  • Le clausole antielusive non possono essere ricavate in modo generico dal principio della prevalenza della sostanza sulla forma, ma devono essere applicate nel rispetto della disciplina specifica sull'abuso del diritto e delle relative garanzie procedimentali.

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