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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13348/2025 del 07/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna per cassazione la conferma della condanna per guida in stato d'ebbrezza (art.186 cod. strada). Denuncia: 1) illegittimità costituzionale dell'art.649 c.p.p. per violazione del divieto di bis in idem, poiché era stata già irrogata la sospensione amministrativa della patente dal Prefetto per lo stesso fatto; 2) nullità/processuale per omissione nel verbale della data dell'ultima revisione dell'etilometro e contestazione dell'attendibilità della prova tecnico-scientifica (calo del tasso tra le due rilevazioni); 3) vizio di motivazione e violazione dell'art.131-bis cod. pen. (mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità), nonché travisamento della prova relativamente all'ipotesi di allontanamento volontario al controllo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo: la sospensione amministrativa della patente non è stata ritenuta "sanzione sostanzialmente penale" secondo i criteri Engel e la giurisprudenza consolidata, e le due procedure (amministrativa e penale) sono state considerate connesse e complementari, dunque non opera la preclusione ex art.649 c.p.p. Sul secondo motivo: infondatezza della doglianza sulla mancata indicazione della data di revisione; il principio consolidato assegna all'accusa l'onere di allegare omologazione e verifiche, ma alla difesa l'onere di allegazione di elementi concreti che possano far dubitare il buon funzionamento dell'etilometro; nel caso il libretto metrologico documentava una revisione positiva circa sei mesi prima e i sintomi clinici confermavano lo stato di ebbrezza; il calo tra le misurazioni non prova malfunzionamento. Sul terzo motivo: inammissibile e generico; il diniego della causa di non punibilità è stato motivato con i livelli alcolemici, la guida notturna di veicolo di grossa cilindrata e la mancata collaborazione della conducente; le censure di travisamento erano aspecifiche. Conseguentemente è confermata la sentenza di merito: condanna a 20 giorni di arresto, ammenda di €600 e sospensione della patente.

Norme richiamate

  • art. 186 cod. strada

    commi 2, lett. b) e 2-sexies

    Norma che incrimina la guida in stato di ebbrezza; i giudici hanno ritenuto provato il superamento delle soglie punibili e hanno applicato la relativa fattispecie penale

  • art. 649 cod. proc. pen.

    Dispositivo che disciplina l'efficacia preclusiva di sanzioni amministrative sul procedimento penale (divieto di bis in idem); la Corte ha ritenuto infondata la pretesa che la sospensione amministrativa precluda l'azione penale, richiamando i criteri della giurisprudenza (Engel) e l'orientamento di legittimità

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha confermato che la sua applicazione richiede valutazione complessiva di modalità di condotta, grado di colpevolezza e pericolo; nei fatti concreti la sussistenza dei requisiti è stata negata

  • art. 178, lett. c) cod. proc. pen.

    Norma sulla nullità per lesione del diritto di difesa; la Corte ha ritenuto che non sia stato dimostrato un pregiudizio specifico derivante dalla omissione formale nel verbale

  • art. 379 reg. esec. cod. strada

    Prevede omologazione e verifiche periodiche dell'etilometro; la Corte ha ricordato che, benché rilevanti, tali elementi richiedono che la difesa alleghi fatti concreti per mettere in dubbio il funzionamento dello strumento

  • Art. 4 Protocollo n.7 CEDU (divieto di doppio processo/ bis in idem)

    Principio convenzionale richiamato; la Corte ha applicato i criteri della Corte EDU (Engel et al.) per verificare se la sanzione amministrativa sia da qualificare sostanzialmente penale e se sussista duplicazione illecita

  • Criteri Engel (giurisprudenza Corte EDU)

    Tre criteri (nomen iuris nazionale, natura intrinseca della misura, gravità/conseguenze) utilizzati per stabilire se una sanzione amministrativa abbia natura sostanzialmente penale; applicati per escludere equiparazione automatica della sospensione amministrativa a pena penale nel caso concreto

Massime di principio

  • La sospensione amministrativa della patente non esclude automaticamente l'azione penale: va applicata la valutazione concreta (criteri Engel) per stabilire se la sanzione amministrativa sia sostanzialmente penale e se sussista un bis in idem.
  • Sull'attendibilità dell'etilometro: l'accusa deve fornire elementi sull'omologazione e sulle verifiche, ma la difesa ha l'onere di allegare fatti concreti che facciano dubitare il buon funzionamento dello strumento; carenze formali nel verbale (es. mancata indicazione di una data) non sono di per sé decisive.
  • Un calo del valore alcolemico tra due misurazioni non prova automaticamente il malfunzionamento dell'etilometro: è necessario valutare il quadro clinico, i tempi e le circostanze (assorbimento/smaltimento dell'alcol) e gli elementi probatori nel loro insieme.
  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art.131-bis) richiede una valutazione complessiva e motivata delle modalità di condotta, del grado di colpevolezza e del pericolo/entità del danno; elementi come guida notturna, veicolo di grossa cilindrata o mancata collaborazione possono ostare al riconoscimento della tenuità.
  • Le censure generiche di travisamento della prova o di nullità processuali sono inammissibili se non corredate di specifiche allegazioni e della dimostrazione del pregiudizio concreto; il giudice di legittimità non può rievaluare il merito dei fatti in assenza di elementi decisivi nuovi.

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