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Risoluzione

Risoluzione n. 9 del 25/01/2007

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’Agenzia chiarisce quando i compensi agli amministratori-soci, i compensi sportivi ex art. 67 TUIR e i canoni di locazione possono integrare una distribuzione indiretta di utili vietata dall’art. 90, comma 18, lett. d), L. 289/2002. Richiama i limiti dell’art. 10, comma 6, D.Lgs. 460/1997 e conclude che, anche rispettati i limiti singoli, va valutato il cumulo dei compensi e, nel caso concreto, tale cumulo potrebbe configurare indiretta distribuzione di proventi.

Compensi e locazione in una società sportiva dilettantistica

Compensi, locazione e divieto di distribuzione indiretta nelle società sportive dilettantistiche

La risoluzione esamina il regime fiscale applicabile a una società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata con tre soci fondatori, tutti coinvolti nella gestione e nelle attività sportive del centro. Il tema centrale è stabilire se taluni compensi e il canone di locazione corrisposti ai soci possano integrare una distribuzione indiretta dei proventi, vietata dalla normativa sulle società sportive dilettantistiche.

Quesiti posti dall’interpellante

La società chiede chiarimenti su tre profili specifici:

  • se l’amministratore-socio possa percepire un compenso per la carica sociale senza violare il divieto di distribuzione indiretta dei proventi;
  • se lo stesso soggetto, quando partecipi anche direttamente all’attività sportiva dilettantistica come istruttore, atleta o allenatore, possa percepire i compensi di cui all’art. 67, comma 1, lett. m), TUIR senza violare il divieto;
  • se il canone di locazione pagato dalla società al socio proprietario dell’impianto sportivo costituisca una forma indiretta di distribuzione degli utili.

Soluzione interpretativa proposta dalla società

L’istante sostiene che:

  • il compenso dell’amministratore-socio conserva natura retributiva se commisurato all’attività effettivamente svolta per il mandato sociale;
  • i compensi per attività sportiva dilettantistica sono autonomi rispetto alla carica di amministratore e rientrano nel trattamento di favore previsto dall’art. 67, comma 1, lett. m), TUIR;
  • il canone di locazione non integra distribuzione indiretta se congruo rispetto alla natura e qualità del bene locato, perché rappresenta il corrispettivo per l’uso di un bene proprio.

Quadro normativo richiamato

L’Agenzia ricorda che:

  • l’art. 90, comma 17, L. 289/2002 consente alle società sportive dilettantistiche di assumere forma di società di capitali o cooperativa senza finalità di lucro;
  • l’art. 90, comma 1, L. 289/2002 richiama per tali società l’applicazione della L. 398/1991 e delle altre disposizioni tributarie relative alle associazioni sportive dilettantistiche;
  • per fruire del regime agevolato, il comma 18 dell’art. 90 richiede uno statuto con specifiche clausole, fra cui l’assenza di fini di lucro;
  • in particolare, la lett. d) del comma 18 impone che i proventi dell’attività non possano in nessun caso essere divisi fra gli associati, neppure in forme indirette.

Nozione di distribuzione indiretta dei proventi

Per definire la distribuzione indiretta, l’Agenzia richiama la disciplina dell’art. 10, comma 6, D.Lgs. 460/1997, ritenuta applicabile in via generale anche agli enti associativi ai fini della verifica del requisito di non lucratività. Le fattispecie ricordate sono quelle che costituiscono in ogni caso distribuzione indiretta di utili o avanzi di gestione:

  • acquisto di beni o servizi a corrispettivi, senza valide ragioni economiche, superiori al valore normale;
  • corresponsione ai componenti degli organi amministrativi e di controllo di emolumenti individuali annui superiori al compenso massimo previsto per il presidente del collegio sindacale delle società per azioni;
  • corresponsione ai lavoratori dipendenti di salari o stipendi superiori del 20% rispetto ai contratti collettivi per le medesime qualifiche.

L’Agenzia precisa che tali ipotesi hanno valore di presunzione assoluta: il loro verificarsi comporta comunque distribuzione indiretta di utili. La norma è inoltre qualificata come disposizione antielusiva di tipo sostanziale, la cui disapplicazione può essere richiesta ai sensi dell’art. 37-bis, comma 8, DPR 600/1973, se ne ricorrono i presupposti.

Valutazione dei compensi dell’amministratore-socio

Con riferimento al compenso percepito per la carica sociale, l’Agenzia afferma che esso costituisce distribuzione indiretta dei proventi se supera il limite previsto dal DPR 645/1994 per la carica di presidente del collegio sindacale delle società per azioni. Ne consegue che non è sufficiente la qualificazione formale della somma come compenso: occorre verificarne l’ammontare rispetto al tetto normativo richiamato.

Compensi per attività sportiva dilettantistica ex art. 67 TUIR

Quanto ai compensi percepiti dal socio in qualità di istruttore o allenatore nell’ambito dell’attività sportiva dilettantistica, l’Agenzia precisa che essi configurano distribuzione indiretta se superiori del 20% rispetto ai salari o stipendi previsti per le medesime qualifiche dai contratti collettivi di lavoro. Nel computo rientrano anche gli importi che, ai sensi dell’art. 69, comma 2, TUIR, non concorrono a formare il reddito.

Canone di locazione dell’impianto sportivo

In relazione al canone percepito dai soci proprietari dell’impianto sportivo dato in locazione alla società, l’Agenzia afferma che la distribuzione indiretta vietata si realizza quando il canone sia superiore al valore di mercato, determinato ai sensi dell’art. 9 TUIR. Il parametro decisivo è quindi la congruità rispetto al mercato, non la sola esistenza del rapporto di locazione tra socio e società.

Valutazione complessiva del cumulo dei compensi

Pur in presenza del rispetto dei limiti quantitativi riferiti singolarmente a ciascuna fattispecie, l’Agenzia sottolinea che occorre valutare se il cumulo di più compensi e corrispettivi in capo allo stesso socio determini, in concreto, una sostanziale elusione del divieto di distribuzione indiretta dei proventi. La verifica deve riguardare:

  • l’ammontare complessivo delle erogazioni corrisposte al socio, compresi i compensi che non concorrono al reddito;
  • le attività svolte dalla società;
  • i redditi percepiti dallo stesso ente;
  • la possibilità che, attraverso il cumulo di incarichi o attività, i limiti relativi a ciascun incarico siano di fatto superati.

Conclusione sul caso concreto

Considerata la particolare situazione descritta, caratterizzata da:

  • compagine sociale limitata a tre soci;
  • coincidenza tra soci, amministratori, istruttori/allenatori e proprietari del centro sportivo;
  • percezione congiunta di compensi per l’attività di amministratore, per l’attività sportiva dilettantistica e di canoni di locazione;

l’Agenzia ritiene che, in concreto, tale insieme di erogazioni possa costituire una forma di indiretta distribuzione dei proventi dell’attività sociale, vietata dall’art. 90, comma 18, lett. d), L. 289/2002.

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