Cassazione Civile, Sentenza n. 30900/2023 del 06/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Le ricorrenti chiedevano il rimborso delle ritenute operate dalla controllata italiana su interessi corrisposti alla controllante olandese (importo richiesto € 820.643,88) ai sensi dell'art. 26‑quater d.p.r. n. 600/1973. L'Amministrazione aveva respinto l'istanza per mancanza di prova dei presupposti (natura di interesse del pagamento, e assoggettamento a tassazione nello Stato di residenza). Le ricorrenti impugnavano anche la disposizione nazionale che subordinerebbe l'esenzione all'effettiva tassazione, deducendo contrasto con la Direttiva 2003/49/CE e invocando alternativamente l'art. 11 della Convenzione Italia‑Paesi Bassi (evitare doppia imposizione). In fase processuale è stata prodotta certificazione dell'autorità fiscale olandese attestante che la società olandese soddisfaceva le condizioni per la riduzione della ritenuta per gli esercizi rilevanti.
La decisione
La Corte ha rilevato preliminarmente il difetto di legittimazione a ricorrere di MacDermid Performance Italiana (il diritto al rimborso spettava alla sola società olandese), ma ha ritenuto fondato il primo motivo sul punto fondamentale: il pagamento era qualificabile come interesse perché il contratto contemplava la restituzione del capitale (anche se a prima richiesta), ed il prestito risultava effettivamente rimborsato al momento della domanda. Ha quindi esaminato e accolto il motivo basato sulla Convenzione italo‑olandese (art. 11), ritenendo ammissibile in sede giurisdizionale l'invocazione della disposizione convenzionale a presidio della domanda di rimborso, e ritenendo idonea la certificazione olandese prodotta a dimostrare l'assoggettabilità/tassazione nei Paesi Bassi. Per questi motivi la Corte ha cassato la sentenza impugnata e, decidendo nel merito ai sensi dell'art. 384 c.p.c., ha accolto l'originaria istanza di rimborso. Ha condannato l'Amministrazione al pagamento delle spese di giudizio nel grado di legittimità.
Norme richiamate
art. 26‑quater, d.p.r. n. 600/1973
Gli interessi (...) pagati a società non residenti (...) sono esentati da ogni imposta" (parziale, come ricostruito in motivazione)
La norma prevede l'esenzione delle ritenute sugli interessi pagati a società non residenti purché sussistano determinati presupposti (tra cui la previsione di restituzione del capitale e l'assoggettamento a tassazione nello Stato di residenza). Nel caso la Corte ha ritenuto applicabile la disciplina perché il finanziamento prevedeva la restituzione del capitale e risultava rimborsato.
Direttiva 2003/49/CE
Invocata per sostenere che l'esenzione non deve essere subordinata all'effettiva imposizione nel paese di residenza ma all'assoggettabilità alla tassazione; la Corte prende atto del principio europeo ma decide sul caso concreto valorizzando anche la certificazione estera.
art. 38, primo comma, d.p.r. n. 600/1973
Norma che disciplina i presupposti e la legittimazione a richiedere rimborsi tributari; la Corte ha ritenuto che non erano state allegati i presupposti per attribuire legittimazione a MacDermid Performance Italiana, essendo il diritto spettante alla società olandese.
art. 11 della Convenzione contro le doppie imposizioni Italia‑Paesi Bassi (ratificata con l. 26/07/1993, n. 305)
La Convenzione prende in esame espressamente gli interessi "imponibili" (richiesta di attestazione ufficiale delle competenti autorità olandesi, secondo il protocollo).
La Corte ha ritenuto la convenzione applicabile per evitare la doppia imposizione e ha accolto la certificazione olandese quale prova idonea che le condizioni per beneficiare della riduzione della ritenuta erano soddisfatte; la convenzione integra e pone limiti alla disciplina interna.
art. 12 del protocollo (alla Convenzione)
In caso di richiesta di rimborso occorre "l'attestazione ufficiale delle competenti autorità olandesi certificante che le condizioni richieste per beneficiare degli esoneri e delle riduzioni previste dalla Convenzione sono assolte"
Il protocollo richiede un'attestazione ufficiale dell'autorità dello Stato di residenza quale documento idoneo a provare il diritto al trattamento convenzionale; la Corte ha considerato il certificato prodotto sufficiente.
art. 360 c.p.c. (motivi di ricorso per cassazione)
Richiamato in relazione ai motivi di illegittimità e vizio di diritto e di motivazione impugnati; la Corte ha valutato i motivi dedotti ai sensi di tale dispositivo.
art. 384 c.p.c.
Consente alla Corte di cassazione, quando non occorrono ulteriori accertamenti di fatto, di decidere nel merito la controversia: la Corte lo ha applicato per accogliere l'istanza di rimborso senza rinvio.
d.lgs. n. 472/1992 (ravvedimento operoso)
Il fatto che il versamento sia stato effettuato con ravvedimento operoso non impedisce la restituzione del tributo: l'oggetto della domanda è il tributo e non le sanzioni connesse al ravvedimento, perciò non costituisce ostacolo al rimborso.
artt. 2729 e 2697 c.c., art. 115 c.p.c.
Norme sulla prova e sull'onere della prova (documentazione contabile, perizie, ecc.); erano invocate per censurare la valutazione probatoria della CTR, ma risultano assorbite dall'accoglimento del motivo principale based sulla convenzione e sulla prova fornita dall'attestazione olandese.
Massime di principio
- Per ottenere il rimborso di ritenute sugli interessi paga ti a una società estera è necessario dimostrare la natura di interesse del pagamento: la presenza di una clausola di restituzione del capitale (anche a prima richiesta) e la prova dell'effettivo rimborso sono elementi rilevanti.
- Le convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni (e i relativi protocolli) possono essere invocate in sede giudiziale a sostegno di una domanda di rimborso originariamente proposta all'amministrazione, purché il petitum (l'oggetto della domanda, cioè la somma richiesta) non venga mutato: la diversa fonte invocata non altera l'oggetto se mira a sostenere lo stesso rimborso.
- La certificazione dell'autorità fiscale dello Stato di residenza (ove prevista dal protocollo) è prova idonea, e spesso decisiva, per attestare che il percipiente è assoggettato/tassato nello Stato di residenza e può beneficiare delle riduzioni o esenzioni convenzionali.
- Il requisito rilevante per l'applicazione di alcune esenzioni può essere l'assoggettabilità alla tassazione nello Stato di residenza (subject‑to‑tax) e non necessariamente l'effettiva imposizione: è importante valutare la disciplina comunitaria (es. Direttiva 2003/49/CE) e la conformità della normativa interna a tali principi.
- La legittimazione a richiedere il rimborso spetta al soggetto che ha subito il prelievo: se un altro soggetto si atteggia a titolare del diritto occorre allegare i presupposti normativi che giustifichino la rappresentanza o il trasferimento del diritto (es. art. 38 DPR 600/1973).
- Il ravvedimento operoso non preclude, di regola, la restituzione del tributo stesso; il contribuente può chiedere il rimborso del tributo anche se il pagamento è stato perfezionato mediante ravvedimento, fermo restando l'oggetto limitato alla componente tributaria.
- In sede processuale il contribuente deve curare la produzione di prove forti e documentate (certificazioni fiscali estere, estratti contabili, documentazione contrattuale, perizie/revisioni) poiché l'onere della prova circa l'assoggettamento a tassazione e la natura del pagamento grava su chi richiede il rimborso.
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