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Intesa e abuso

Provvedimento AGCM I847 n. 29759 del 13/07/2021

GARE D'APPALTO BANDITE DALL'ARSENALE MARINA MILITARE DI TARANTO

AGCMI847

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’AGCM ha avviato un’istruttoria ai sensi dell’art. 14 della legge n. 287/1990 nei confronti di COMERIN, COMES, ELECTRA, IMET, MIB, MAREN, OFFICINE JOLLY, OMEGA, RIT, TECHNOMONT, TPS, SIPLES, Consorzio CHIOME, CHIOME e Consorzio CNT. Le condotte ipotizzate riguardano la concertazione delle modalità di partecipazione, la predeterminazione degli aggiudicatari, la presentazione di offerte di appoggio e la spartizione di gare bandite dall’Arsenale di Taranto nel periodo 2018-2020. L’Autorità ha ritenuto che gli elementi disponibili potessero integrare una violazione dell’art. 101 TFUE, ma il provvedimento non contiene ancora un accertamento definitivo né sanzioni.

Avvio dell’istruttoria nei confronti di 15 imprese e consorzi per una presunta intesa segreta di spartizione e condizionamento di gare dell’Arsenale Marina Militare di Taranto; accertamento ancora da svolgere.

Presunta intesa nelle gare dell’Arsenale Marina Militare di Taranto

Il provvedimento n. 29759 dispone l’avvio di un’istruttoria nei confronti di 15 imprese e consorzi operanti prevalentemente nei servizi navali e industriali, per verificare l’esistenza di una possibile intesa restrittiva della concorrenza nelle gare bandite dall’Arsenale della Marina Militare di Taranto tra il 2018 e il 2020. L’Autorità richiama l’articolo 101 TFUE, il Regolamento CE n. 1/2003 e l’articolo 14 della legge n. 287/1990. La decisione è un atto di avvio: non contiene un accertamento definitivo dell’infrazione né l’irrogazione di sanzioni.

Parti e origine del procedimento

Le parti sono COMERIN, COMES, ELECTRA, IMET, MIB, MAREN, OFFICINE JOLLY, OMEGA, RIT, TECHNOMONT, TPS, SIPLES, Consorzio CHIOME, CHIOME e Consorzio CNT. Le attività esercitate comprendono costruzione e montaggio di carpenteria e piping, manutenzione e ammodernamento di navi, installazione di impianti elettrici e meccanici, lavori metalmeccanici, bonifiche, sabbiature e pitturazioni industriali.

Il procedimento trae origine dalla segnalazione trasmessa il 12 novembre 2020 dalla Direzione dell’Arsenale di Taranto. La segnalazione è stata integrata con documentazione della Guardia di Finanza, tra cui intercettazioni, documenti di gara, l’ordinanza cautelare del GIP di Taranto del 18 febbraio 2020 e la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di Taranto il 25 gennaio 2021 nei confronti di 18 soggetti, inclusi titolari o amministratori di alcune imprese coinvolte e funzionari pubblici.

Gare e ambito economico interessato

L’ambito oggettivo individuato dall’Autorità comprende le procedure per l’affidamento di servizi di ammodernamento di navi militari e di altri servizi navali e industriali presso l’Arsenale di Taranto. Il provvedimento considera, in particolare:

  • le gare 4110/18, 4111/18, 4112/18 e 4114/18;
  • la gara 4118/18, successivamente andata deserta;
  • le procedure frazionate 5658/18-5667/18 e 5671/18, svolte nel 2019;
  • le gare 5607/20, 5608/20, 5609/20, 5610/20, 5611/20 e 5629/20, bandite nel 2020.

Secondo l’AGCM, la definizione del mercato rilevante deve essere funzionale a delimitare il contesto economico e giuridico direttamente condizionato dalla presunta intesa. Nel caso concreto, il mercato è quindi circoscritto alle procedure di gara considerate, relative a diversi servizi di manutenzione, ammodernamento, carpenteria, impiantistica, bonifica e trattamento di componenti e strutture di unità navali e infrastrutture dell’Arsenale.

Il Consorzio Navalmeccanico Taranto, secondo gli elementi richiamati nel provvedimento, rappresenterebbe l’85-90% delle imprese attive nei servizi oggetto delle gare. Tale dato è valorizzato dall’Autorità quale elemento indicativo dei rapporti associativi e della possibile capacità del coordinamento di incidere sul confronto competitivo.

Gare del 2018 e successive procedure frazionate

Le prime gare considerate, relative a diversi interventi di ammodernamento di navi militari, hanno presentato elementi di anomalia. Le procedure 4110/18, 4112/18 e 4114/18 sono state aggiudicate all’unica offerta pervenuta, con ribassi pari al 2%. La gara 4111/18 è stata anch’essa aggiudicata con un ribasso del 2%. La gara 4118/18, del valore complessivo di 3 milioni di euro, è invece risultata deserta.

A seguito della mancata aggiudicazione della gara 4118/18, le lavorazioni sono state suddivise in 11 procedure di importo inferiore, gestite tramite il MEPA. Secondo la ricostruzione riportata dall’AGCM, il frazionamento avrebbe eliminato alcune prestazioni e modificato gli importi e la convenienza economica degli affidamenti.

Le intercettazioni acquisite nell’ambito dell’indagine penale avrebbero evidenziato una spartizione preventiva delle procedure fra le imprese interessate. In tale schema, una specifica impresa o ATI avrebbe presentato l’offerta destinata ad aggiudicarsi la gara, mentre altri operatori avrebbero formulato offerte di appoggio con ribassi inferiori.

Condotte contestate e qualificazione giuridica

L’ipotesi dell’Autorità riguarda un coordinamento anticoncorrenziale volto a neutralizzare il confronto competitivo nelle procedure di gara. Il meccanismo avrebbe operato secondo due modalità principali:

  • partecipazione singola o in ATI in modo da lasciare una sola offerta effettiva e consentire l’aggiudicazione con un ribasso non significativo;
  • presentazione di offerte di comodo per simulare la concorrenza e favorire un’impresa o un’ATI previamente individuata.

La condotta è ipotizzata come accordo o pratica concordata ai sensi dell’articolo 101 TFUE. L’oggetto della concertazione sarebbe consistito nella ripartizione del mercato e nell’alterazione dell’esito delle gare, attraverso la predeterminazione delle modalità di partecipazione e degli sconti da indicare nelle offerte.

L’Autorità considera tali elementi potenzialmente idonei a integrare un’intesa restrittiva della concorrenza, in quanto diretta a impedire un’effettiva competizione sui prezzi e sulle condizioni di affidamento. Nel provvedimento non viene contestato un abuso di posizione dominante ai sensi dell’articolo 102 TFUE.

Elementi relativi alle gare del 2020

La segnalazione comprende anche sei gare del 2020, una delle quali, la procedura 5609/20, è stata successivamente annullata in autotutela. In tali gare hanno partecipato, singolarmente o in forma associata, alcune delle imprese già presenti nelle procedure del 2018 e del 2019.

Le offerte evidenziate nel provvedimento mostrano, in alcune procedure, una sequenza di ribassi riconducibile a più operatori già coinvolti nei precedenti meccanismi. MAREN, inizialmente collocata in posizione utile in diverse gare, è stata esclusa da tutte le procedure. Gli affidamenti sono quindi passati, a seconda dei casi, a IMET o a MIB, anche in ATI con COMES.

L’AGCM non considera gli elementi sulle gare del 2020 autonomamente decisivi, ma ritiene che le modalità di partecipazione, gli esiti e i rapporti associativi tra le imprese non consentano di escludere che anche tali procedure siano state interessate dal medesimo coordinamento.

Risultanze istruttorie preliminari

La valutazione dell’Autorità si fonda su un insieme di elementi documentali ed esogeni, tra cui:

  • intercettazioni telefoniche e ambientali autorizzate tra il 22 febbraio 2018 e il 18 maggio 2019;
  • documentazione acquisita dalla Guardia di Finanza;
  • documenti e prospetti relativi alla partecipazione e agli esiti delle gare;
  • la ricostruzione contenuta nell’ordinanza del GIP di Taranto;
  • la richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Taranto;
  • la sistematica presenza delle stesse imprese e di ATI collegate in procedure successive.

Secondo l’AGCM, le intercettazioni indicherebbero la consapevolezza degli operatori circa la natura illecita delle condotte e l’esistenza di una prassi consolidata di accordi sulla spartizione delle lavorazioni e sulle strategie per l’acquisizione di futuri appalti.

Le anomalie relative all’assenza di concorrenti effettivi, ai ribassi poco significativi, alla predeterminazione degli aggiudicatari e alle offerte di appoggio sono considerate coerenti con l’ipotesi di un cartello di gara. L’Autorità precisa tuttavia che l’istruttoria è necessaria per verificare in modo completo l’estensione, la durata, la partecipazione delle singole imprese e l’effettiva responsabilità di ciascuna parte.

Pregiudizio al commercio tra Stati membri

L’AGCM ritiene che l’intesa possa incidere sul commercio intraeuropeo ai sensi dell’articolo 101 TFUE. Il criterio viene interpretato considerando gli effetti diretti o indiretti, reali o potenziali, sui flussi commerciali tra Stati membri, secondo le Linee direttrici della Commissione europea sulla nozione di pregiudizio al commercio.

Nel caso concreto, la possibile rilevanza europea viene collegata alla natura e alla rilevanza delle procedure di gara, indette da uno dei principali arsenali militari italiani. Su tale base, l’Autorità ritiene che la condotta sia potenzialmente idonea a integrare una violazione dell’articolo 101 TFUE, anziché soltanto dell’articolo 2 della legge n. 287/1990.

Avvio dell’istruttoria e termini procedurali

L’Autorità ha deliberato l’avvio dell’istruttoria ai sensi dell’articolo 14 della legge n. 287/1990 nei confronti di tutte le imprese e i consorzi indicati, per accertare l’eventuale violazione dell’articolo 101 TFUE.

Il provvedimento stabilisce che:

  • i rappresentanti legali possono chiedere di essere sentiti entro 60 giorni dalla notificazione;
  • la richiesta di audizione deve pervenire almeno 15 giorni prima della scadenza del termine;
  • la responsabile del procedimento è la dott.ssa Federica Manca;
  • gli atti possono essere consultati dai rappresentanti legali o da persone delegate;
  • il procedimento deve concludersi entro il 31 dicembre 2022.

Il provvedimento non dispone misure cautelari, non accetta impegni e non irroga sanzioni. L’esito finale, la durata dell’eventuale infrazione, la responsabilità individuale delle parti e l’eventuale quantificazione di sanzioni sono rimessi alla successiva attività istruttoria.

Punti principali

Parti coinvolte

Il procedimento riguarda 15 imprese e consorzi attivi principalmente nei servizi navali e industriali, nella carpenteria metallica, negli impianti elettrici e meccanici, nelle manutenzioni, nelle bonifiche e nei lavori di ammodernamento di unità navali.

Origine della segnalazione

La Marina Militare, Direzione Arsenale di Taranto, ha segnalato all’AGCM possibili illeciti nelle gare del periodo 2018-2020, trasmettendo anche un’ordinanza del GIP di Taranto, intercettazioni, documentazione di gara e una richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Taranto.

Condotta ipotizzata

L’Autorità ipotizza un’intesa segreta, qualificabile come accordo o pratica concordata, finalizzata a ripartire le lavorazioni e predeterminare l’impresa o l’ATI aggiudicataria. Il meccanismo avrebbe incluso offerte di comodo e ribassi concordati per simulare un confronto competitivo.

Gare interessate

Le principali procedure del 2018 e 2019 riguardano servizi di ammodernamento di navi militari, tra cui le gare 4110/18, 4111/18, 4112/18, 4114/18 e le procedure frazionate 5658/18-5667/18 e 5671/18. Sono inoltre state considerate le gare 5607/20-5611/20 e 5629/20 per servizi vari dell’Arsenale.

Elementi indiziari

Le intercettazioni telefoniche e ambientali, le modalità anomale di partecipazione, l’assenza di concorrenti effettivi in alcune gare, i ribassi contenuti e la sistematica attribuzione dei primi posti a imprese riconducibili al gruppo considerato hanno costituito la base dell’ipotesi istruttoria.

Qualificazione e procedimento

L’AGCM ha ritenuto che la condotta potesse costituire un’intesa restrittiva per oggetto, idonea a incidere sulle condizioni economiche e sull’esito delle gare, e potenzialmente pregiudizievole del commercio tra Stati membri ai sensi dell’art. 101 TFUE. L’istruttoria deve concludersi entro il 31 dicembre 2022; non sono previste sanzioni nel provvedimento di avvio.

Come è indicizzato

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