Cassazione Civile, Sentenza n. 6493/2021 del 09/03/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente ha impugnato la soppressione unilaterale delle ferie maturate (circa 91 giorni al 31.12.2004) con provvedimento del 3.2.2005 chiedendo la ricostituzione del monte ferie ovvero, in subordine, l'indennità sostitutiva e il risarcimento del danno. In primo grado il Tribunale le aveva dato ragione; la Corte d'appello di Milano aveva riformato accogliendo le argomentazioni della Fondazione basate sul CCNL (art.21) che impone la programmazione delle ferie e sulla disciplina comunitaria limitata al minimo di quattro settimane. La ricorrente ha quindi impugnato in Cassazione sostenendo, tra l'altro, violazione dell'art.36 Cost., errata interpretazione dell'art.21 del CCNL e dell'onere della prova.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto i motivi terzo, quarto e quinto, ritenendo che l'art.21, comma 13, del CCNL debba essere interpretato in conformità al principio di irrinunciabilità delle ferie di cui all'art.36 Cost. e che la disposizione contrattuale si applichi solo ai dirigenti che hanno il potere di autoattribuirsi il periodo di ferie senza ingerenze del datore di lavoro. Per i dirigenti subordinati (come la ricorrente) vale il principio secondo cui il lavoratore che richiede l'indennità sostitutiva deve provare soltanto di aver prestato attività lavorativa nei giorni destinati alle ferie; incombe invece al datore di lavoro dimostrare il pagamento dell'indennità o l'effettiva possibilità di fruizione. La sentenza della Corte d'appello è cassata e la causa rinviata alla Corte d'appello di Milano, in diversa composizione, per un nuovo giudizio conforme al principio di diritto enunciato. Le questioni relative al d.lgs. n.66/2003 e ad altre censure sono state assorbite.
Norme richiamate
Costituzione, art. 36
Principio di irrinunciabilità delle ferie: deve guidare l'interpretazione del CCNL, limitando la possibilità di considerare rinunciate o monetizzate le ferie per i lavoratori che non possono autoattribuirsele
D.lgs. 8 aprile 2003 n. 66, art. 10
Riferimento alla disciplina nazionale delle ferie e ai termini per il godimento; la Corte ha ritenuto la questione non decisiva nel provvedimento impugnato (motivi assorbiti) ma ha rilevato la rilevanza temporale dell'entrata in vigore
CCNL dirigenti medici e veterinari 5 dicembre 1996, art. 21 comma 13
Va interpretato conformemente all'art.36 Cost.: la norma che prevede pagamento delle ferie solo alla cessazione del rapporto per ferie non godute si applica solo ai dirigenti che hanno il potere di autoattribuirsi le ferie; non può essere invocata per escludere il diritto all'indennità per i dirigenti subordinati privi di tale potere
Direttive comunitarie 93/104/CE (e richiamo alla successiva direttiva citata dalla sentenza)
La disciplina comunitaria garantisce un periodo minimo di quattro settimane di ferie retribuite; la Corte d'appello aveva ritenuto che la tutela comunitaria riguardi solo tale soglia, ma la Cassazione ha ritenuto le altre censure assorbite e ha richiamato comunque il principio del diritto comunitario come limite minimo
Cod. Civ., art. 2109 comma 2 e art. 2087
Principi generali sull'organizzazione del lavoro e sulla tutela della salute e sicurezza: utilizzati per sostenere che il datore di lavoro ha obblighi organizzativi che possono incidere sul diritto al godimento delle ferie
D.l. n. 95/2012 conv. L. 135/2012, art. 5 comma 8
Richiamato dalla Fondazione per sostenere l'impossibilità di trattamenti sostitutivi nelle pubbliche amministrazioni; la Corte non ha ritenuto decisiva tale eccezione nel prosieguo del giudizio di legittimità
D.lgs. n. 165/2001, art. 63
Citato in relazione alla disciplina del personale pubblico e alla programmazione delle ferie; comunque subordinato all'interpretazione costituzionale del diritto alle ferie
Cod. Proc. Civ., art. 2697
Regola sull'onere della prova: la Corte ha chiarito che il lavoratore richiedente l'indennità deve provare di aver lavorato nei giorni destinati alle ferie, mentre incombe al datore di lavoro la prova del pagamento o della possibilità di fruirne
Massime di principio
- L'art.21 comma 13 del CCNL deve essere interpretato conformemente all'art.36 Cost.; non può operare come esclusione generale del diritto alle ferie per i lavoratori privi del potere di autoattribuirsele
- Per i dirigenti subordinati che non possono programmare autonomamente le ferie l'onere probatorio è ripartito: il lavoratore prova di aver prestato attività nei giorni 'feriali' e il datore di lavoro deve dimostrare l'avvenuto pagamento dell'indennità o la concreta possibilità di fruizione
- La disciplina comunitaria garantisce un minimo di quattro settimane di ferie retribuite; ulteriori limiti o condizioni poste dalla contrattazione collettiva vanno interpretati alla luce del principio costituzionale di tutela delle ferie
- La soppressione unilaterale di ferie maturate è illegittima se non supportata da prove che giustifichino l'impossibilità di fruirne; il datore di lavoro ha obblighi organizzativi per consentire il godimento del riposo
- Una rinuncia o accordo successivo (es. in sede di dimissioni) non travolge automaticamente pretese già dedotte in giudizio, salvo che la rinuncia sia chiara, specifica e riferita espressamente agli stessi diritti contestati
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