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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 33063/2022 del 09/11/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia n. 147/06/13, che aveva respinto gli appelli dell'Amministrazione avverso due sentenze della Commissione tributaria provinciale di Milano. Le sentenze di merito avevano accolto i ricorsi di Giochi Preziosi Lussemburgo s.a. diretti a contestare due avvisi di accertamento relativi all'IRAP per gli anni d'imposta 1999/2000 e 2000/2001. Pertanto l'Agenzia chiedeva la riforma della decisione che aveva confermato l'accoglimento dei ricorsi della contribuente.

La decisione

La Suprema Corte ha dichiarato cessata la materia del contendere perché l'Agenzia delle Entrate ha annullato in autotutela, con provvedimenti del 29.4.2015 e 26.6.2015, gli avvisi di accertamento oggetto della controversia. La controricorrente ha rinunciato alla discussione orale e ha concordato la richiesta di cessazione. Il giudizio è stato dichiarato estinto per cessazione della materia del contendere e la sentenza emessa opera alla stregua di cassazione senza rinvio, con compensazione delle spese di tutti i gradi di giudizio.

Norme richiamate

  • Cassazione, sentenza 24/02/2022 n. 6068

    Principio secondo cui la cessazione della materia del contendere determina l'estinzione del giudizio e la rimozione delle sentenze non più attuali; la pronuncia può operare come cassazione senza rinvio

  • Cassazione, sentenza 18/04/2017 n. 9753

    Conferma del principio giurisprudenziale sulla estinzione del giudizio per sopravvenuta cessazione della materia del contendere e sulla funzione della sentenza di estinzione

  • Cassazione, sentenza 23/09/2011 n. 19533

    Ulteriore conferma giurisprudenziale che la cessazione della materia del contendere impone la rimozione di precedenti sentenze non più idonee a regolare il rapporto tra le parti

  • D.L. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8-bis (richiamato in udienza)

    art. 23, comma 8-bis del D.L. 28/10/2020, n. 137

    Norma procedurale richiamata in relazione alla modalità di svolgimento dell'udienza pubblica (contestuale al richiamo dell'atto di relazione), senza incidenza sul merito della decisione di cessazione

Massime di principio

  • Se l'Amministrazione procede all'annullamento in autotutela degli atti impositivi oggetto di controversia, la causa davanti alla Corte può essere dichiarata estinta per cessazione della materia del contendere.
  • La dichiarazione di cessazione della materia del contendere comporta l'estinzione del giudizio; la Corte può emettere una pronuncia che opera alla stregua di cassazione senza rinvio al giudice di merito per rimuovere decisioni divenute non più attuali.
  • La compensazione delle spese è pratica frequente quando la controversia si chiude per sopravvenuta cessazione e le parti concordano la soluzione; è opportuno documentare l'annullamento e concordare per iscritto l'eventuale rinuncia a ulteriori atti processuali.
  • La semplice rinuncia a discutere in udienza da parte della resistente e l'accordo sulla cessazione agevolano la dichiarazione di estinzione; tuttavia, se l'annullamento è parziale o condizionato, potrebbe persistere una parte della controversia da decidere.
  • Per ottenere la dichiarazione di cessazione è necessario che l'atto di autotutela sia effettivo e comprovabile; l'autorità giudicante verifica la reale sopravvenuta mancanza di interesse a proseguire il giudizio.

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