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Sentenza

Sentenza del 29/10/2018 n. 2533 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

Accertamento - abuso del diritto - attività professionale - costituzione di società immobiliare - acquisto di immobile uso ufficio e successiva locazione al professionista - abbattimento del reddito di lavoro autonomo imponibile - assenza di ulteriori motivi commerciali - art. 10 bis l. 212/00 - si applica.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il contribuente aveva costituito una società immobiliare familiare, la quale aveva acquistato un immobile destinato a uso ufficio e lo aveva successivamente concesso in locazione al professionista stesso. La struttura consentiva al professionista di dedurre dal reddito di lavoro autonomo i canoni di locazione, aumentando l'ammontare dei costi deducibili, e di distribuire il reddito prodotto dalla società tra i componenti del nucleo familiare presenti nella compagine sociale. L'operazione è stata ritenuta priva di ulteriori valide ragioni economiche o commerciali, essendo principalmente finalizzata al conseguimento di un vantaggio fiscale.

La decisione

La contestazione dell'Amministrazione finanziaria è stata ritenuta fondata. L'operazione è stata qualificata come abuso del diritto ai sensi dell'art. 10-bis della legge n. 212/2000, poiché il contribuente aveva utilizzato strumenti giuridici formalmente leciti in modo distorto, allo scopo prevalente di ottenere un risparmio d'imposta. Sono quindi legittime le riprese fiscali conseguenti alla disconoscibilità dei vantaggi tributari derivanti dalla struttura societaria e dalla locazione dell'immobile al professionista.

Norme richiamate

  • Art. 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto dei diritti del contribuente)

    Il divieto di abuso del diritto si traduce in un principio generale antielusivo che preclude il conseguimento di vantaggi fiscali ottenuti mediante l'uso distorto di strumenti giuridici, in difetto di ragioni economicamente apprezzabili diverse dalla mera aspettativa dei benefici fiscali.

    La norma consente di disconoscere i vantaggi fiscali derivanti da operazioni prive di sostanza economica o di valide ragioni extrafiscali, anche quando non vi sia violazione formale di una specifica disposizione tributaria. La valutazione deve considerare il complesso dell'operazione e la prevalenza della finalità fiscale rispetto a concrete esigenze economiche o commerciali.

Massime di principio

  • Un'operazione formalmente lecita può essere riqualificata come abuso del diritto quando la sua struttura è principalmente orientata a ottenere un risparmio d'imposta e non è sostenuta da valide ragioni economiche diverse dal vantaggio fiscale.
  • La costituzione di una società immobiliare familiare e la successiva locazione dell'immobile al professionista non sono automaticamente abusive; diventano sospette quando la società ha come funzione sostanziale soltanto quella di produrre costi deducibili e redistribuire il reddito all'interno della famiglia.
  • Per escludere l'abuso è opportuno dimostrare l'esistenza di effettive esigenze commerciali, patrimoniali, organizzative o finanziarie, documentate e coerenti con la scelta societaria e con i termini della locazione.
  • L'Amministrazione finanziaria deve valutare l'operazione nel suo complesso, mentre il contribuente deve poter dimostrare che i vantaggi fiscali sono conseguenza di un'operazione economicamente reale e non il suo unico o principale obiettivo.
  • Il fatto che i contratti siano validi e rispettino formalmente la legge non impedisce la contestazione dell'abuso del diritto, se l'insieme degli atti produce un vantaggio fiscale indebito e non giustificato.

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