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Cassazione Penale, Ordinanza n. 16170/2025 del 29/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di cassazione esamina i ricorsi proposti nell'interesse di due imputati avverso la sentenza della Corte di appello che li aveva condannati per fatti ricondotti ai reati di resistenza a pubblico ufficiale e oltraggio a pubblico ufficiale. Dai ricorsi emergeva, in sostanza, una censura centrata sulla diversa ricostruzione dei fatti prospettata dalla difesa, ritenuta più attendibile rispetto a quella accolta in sentenza, con richiesta di valorizzare elementi incompatibili con la configurabilità dei reati e con la scriminante invocata. Inoltre, veniva dedotto il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto.

La decisione

La Corte dichiara entrambi i ricorsi inammissibili. Rileva che le doglianze non si confrontano in modo specifico con la motivazione della sentenza di appello, ma si limitano a proporre una lettura alternativa dei fatti, senza misurarsi con i dati fattuali indicati dalla sentenza come dimostrativi della sussistenza dei reati ex artt. 337 e 341-bis c.p. e incompatibili con la scriminante invocata. Quanto alla particolare tenuità del fatto, la Corte osserva che il motivo non si confronta con la valutazione di gravità e con la non occasionalità della condotta, valorizzate anche alla luce dei numerosi precedenti penali, pure specifici, degli imputati. Ne consegue la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 337 c.p.

    Richiamato come norma incriminatrice per la condotta di resistenza ai pubblici ufficiali, ritenuta in sentenza supportata da specifici dati fattuali non adeguatamente contestati.

  • art. 341-bis c.p.

    Richiamato come norma incriminatrice per la condotta di oltraggio a pubblico ufficiale, ritenuta in sentenza supportata da specifici dati fattuali non adeguatamente contestati.

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto può essere esclusa in presenza di una valutazione di gravità del fatto e di non occasionalità della condotta, specie se l'imputato presenta precedenti penali anche specifici.

  • art. 616 c.p.p.

    La dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso per cassazione che non censuri specificamente la motivazione della sentenza impugnata e si limiti a contrapporre una diversa ricostruzione difensiva dei fatti.
  • La deduzione di una scriminante non può essere accolta se non si confronta con i dati fattuali valorizzati dai giudici di merito come incompatibili con essa.
  • Il diniego della particolare tenuità del fatto è correttamente motivato quando la sentenza valorizza la gravità della condotta, la sua non occasionalità e i precedenti penali dell'imputato, anche specifici.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniResistenza e oltraggio a pubblico ufficiale
RamiProcesso penaleReati contro la PA
IstitutiParticolare tenuità del fattoOnere della prova

Testo integrale

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