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Sentenza

Sentenza del 04/03/2015 n. 4331 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato una cartella di pagamento relativa alla TOSAP per gli anni 1994, 1995, 1997 e 1998, sostenendo: l'invalidità della rappresentanza processuale del Comune; la tardività o novità delle difese e dei documenti prodotti dall'ente; la decadenza del Comune dalla riscossione; l'inapplicabilità della TOSAP agli impianti pubblicitari già soggetti a imposta sulla pubblicità o a canone di concessione; l'applicabilità della Delibera comunale n. 86/1999; e la nullità della cartella per omessa sottoscrizione o indicazione del responsabile del procedimento. La Corte ha ritenuto tutti i motivi inammissibili, principalmente perché formulati mediante quesiti astratti, privi di autosufficienza o non rivolti contro la concreta ratio decidendi della sentenza impugnata.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Le statuizioni della CTR sono rimaste ferme: la società era soggetta alla TOSAP per l'occupazione di spazi comunali mediante impianti pubblicitari, non essendo stata provata l'esenzione né il pagamento dell'imposta pubblicitaria e non risultando applicabile la Delibera n. 86/1999 agli impianti privi di autorizzazione. La contribuente è stata condannata a rimborsare al Comune di Roma le spese del giudizio di legittimità, liquidate in 7.000 euro, oltre spese forfetarie e accessori di legge.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 546/1992, art. 11

    La questione della rappresentanza processuale del Comune doveva essere dedotta e specificamente censurata nei modi e nei tempi corretti; la relativa eccezione, non proposta in primo grado, è stata ritenuta nuova e quindi inammissibile.

  • D.Lgs. n. 546/1992, artt. 23, 32, 56, 57 e 58, comma 2

    La Corte ha sottolineato che le censure sulla novità delle eccezioni e sulla tardività dei documenti devono indicare puntualmente quali eccezioni o documenti siano contestati. Inoltre, la produzione di documenti in appello può rendere irrilevante la precedente contestazione di tardività.

  • D.Lgs. n. 507/1993, artt. 51, 72 e 9, comma 7

    Qualora la pubblicità sia effettuata su impianti installati su beni appartenenti e goduti dall'ente locale, l'applicazione dell'imposta sulla pubblicità non esclude quella della tassa per l'occupazione di spazi e aree pubbliche.

    Gli impianti pubblicitari collocati su beni comunali possono essere assoggettati sia all'imposta sulla pubblicità sia alla TOSAP, salvo specifiche esenzioni o diverse discipline applicabili.

  • D.P.R. n. 602/1973, art. 25, comma 1, lett. c)

    Per la riscossione successiva a un avviso di accertamento, la cartella deve essere notificata entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'avviso è divenuto definitivo. Tuttavia, la contribuente non aveva indicato quando gli avvisi fossero divenuti definitivi, impedendo la verifica della decadenza.

  • D.L. n. 106/2005, art. 1, commi 5-bis e 5-ter, convertito dalla L. n. 156/2005

    La disciplina transitoria sui termini di notifica delle cartelle riguardava specificamente i controlli automatizzati e formali delle dichiarazioni relative alle imposte dirette e all'IVA, non la riscossione della TOSAP derivante da avvisi di accertamento.

  • L. n. 212/2000, art. 7 e D.P.R. n. 602/1973, art. 12

    Le contestazioni relative alla sottoscrizione della cartella e all'indicazione del responsabile del procedimento devono essere proposte tempestivamente e devono confrontarsi con la motivazione effettivamente posta dal giudice a fondamento della decisione.

  • Art. 366-bis c.p.c.

    Nel regime applicabile ratione temporis, il quesito di diritto doveva essere specifico, pertinente alla fattispecie concreta e diretto contro l'errore attribuito alla sentenza impugnata. Quesiti generici o astratti comportavano l'inammissibilità del motivo.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione non è sufficiente formulare una domanda giuridica generale: occorre indicare con precisione quale statuizione della sentenza è errata, perché lo è e quale norma sarebbe stata violata.
  • Devono essere impugnate tutte le autonome ragioni poste a fondamento della decisione. Se una ratio decidendi non viene censurata, essa può diventare definitiva e rendere inutile l'esame degli altri argomenti.
  • Le eccezioni di novità, tardività o inammissibilità devono identificare puntualmente gli atti, i documenti o le difese contestati; contestazioni generiche o prive di autosufficienza non sono sufficienti.
  • Per verificare la decadenza dalla riscossione è indispensabile indicare le date rilevanti, in particolare quando l'avviso di accertamento è diventato definitivo e quando la cartella è stata notificata.
  • L'imposta sulla pubblicità e la TOSAP possono coesistere quando la pubblicità è realizzata mediante impianti collocati su beni dell'ente locale; il pagamento di un tributo non esclude automaticamente l'altro.
  • Le esenzioni previste da delibere comunali devono essere applicate solo se ricorrono esattamente i presupposti stabiliti dalla delibera, inclusi eventuali requisiti di autorizzazione o regolare dichiarazione degli impianti.
  • In appello è necessario confrontarsi con la motivazione concreta del giudice di primo grado o di appello: sostenere una tesi diversa da quella effettivamente decisa può comportare inammissibilità o perdita di interesse.

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