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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 06863/2026 del 20/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente era stata condannata per il reato previsto dall'art. 7 D.L. n. 4/2019 per aver omesso, nelle DSU a supporto delle domande di reddito di cittadinanza presentate nel 2020 e nel 2021, i redditi in nero percepiti nel 2018-2019 da un componente del nucleo familiare. In appello la condanna fu confermata (con beneficio della non menzione), mentre la ricorrente ha dedotto in cassazione che i redditi omessi non avrebbero inciso concretamente sui requisiti e sugli importi spettanti (ossia non avrebbero escluso il diritto al beneficio o superato le soglie previste). Ha inoltre contestato l'utilizzabilità e la certezza dei calcoli prodotti dalla Guardia di Finanza (definiti dalla difesa simulazioni) e l'assenza di un accertamento manuale dell'INPS; infine ha censurato il diniego delle circostanze attenuanti generiche per mancato comportamento riparativo successivo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: la Corte territoriale non ha affrontato né motivato in modo adeguato le doglianze sull'incidenza dei redditi omessi e sui criteri di calcolo della soglia massima del reddito familiare, limitandosi a richiamare risultati di indagini senza esaminare i calcoli e i parametri esposti in appello. Per tale carenza motivazionale la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte di appello di Palermo. La Corte di Cassazione non ha approfondito il secondo motivo, considerandolo superfluo alla luce dell'annullamento e del rinvio.

Norme richiamate

  • art. 7 D.L. n. 4/2019

    La norma è stata applicata come fattispecie di reato per omissione di informazioni nelle DSU che comportano l'indebita percezione del reddito di cittadinanza; tuttavia la Cassazione indica che per affermare la rilevanza penale è necessario un accertamento preciso e motivato circa l'effetto concreto dei redditi omessi sui requisiti e sugli importi spettanti al nucleo familiare

  • Giurisprudenza citata difesa - Sez.3, 15/01/2024, n. 30805

    Richiamata dalla difesa in tema di circostanze attenuanti generiche: secondo tale orientamento il mero comportamento difensivo di negazione dell'addebito non può, di per sé, essere valutato come ostativo al riconoscimento delle attenuanti generiche; la Cassazione non si è invece espressa nel merito sul punto per effetto dell'annullamento

Massime di principio

  • Quando si contesta l'omessa indicazione di redditi ai fini del reddito di cittadinanza, il giudice deve effettuare un accertamento motivato e numericamente preciso sull'effetto concreto di quei redditi sui requisiti e sugli importi spettanti: non basta richiamare risultati investigativi senza spiegare i criteri di calcolo
  • I calcoli 'simulati' dagli organi di polizia giudiziaria richiedono verifica e, se necessario, riscontro con gli elementi amministrativi dell'ente erogatore (INPS); prove o computi privi di certezza e motivazione possono rendere la decisione insussistente sul piano logico-giuridico
  • L'imputato dovrebbe produrre in gravame (o in istruttoria) calcoli e parametri alternativi chiari per dimostrare che i redditi omessi non hanno inciso sui limiti di legge: la mancanza di una valutazione puntuale da parte del giudice di appello può portare all'annullamento
  • Il riconoscimento della non menzione della condanna e il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche sono valutazioni distinte: la presenza dell'una non implica automaticamente l'altra e il giudice deve motivare separatamente ciascun apprezzamento
  • Ai fini del riconoscimento delle circostanze attenuanti per comportamento riparatorio, è rilevante che la riparazione sia certa, liquida ed esigibile (ad es. pagamento o accertamento amministrativo della somma dovuta); l'assenza di una richiesta di restituzione da parte dell'ente erogatore può influire sull'apprezzamento, ma non può sostituire un accertamento giudiziale o amministrativo della somma dovuta
  • Un vizio di motivazione che non affronti specifiche doglianze formulate in appello (specialmente quando non generiche) è sufficiente per l'annullamento e il rinvio: le corti territoriali devono rispondere puntualmente ai rilievi principali dell'appello

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