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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 30805/2023 del 06/11/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Controversia relativa a pagamento di compensi professionali e validità/effetti di una scrittura privata del 5-5-2009. L'arch. Vetica aveva ottenuto decreto ingiuntivo per Euro 55.324,80 sulla base di parcelle e della scrittura privata; gli ingiunti (la società e i soci) opposero sostenendo inadempimento e mala esecuzione delle prestazioni, con domanda riconvenzionale per danni. Il Tribunale di Latina rigettò l'opposizione e la riconvenzionale. La Corte d'appello di Roma rigettò l'appello degli opponenti ritenendo valida e non risolta la scrittura (transazione) ovvero che la creditrice si fosse avvalsa dell'adempimento piuttosto che della risoluzione. I ricorrenti in Cassazione dedussero (i) errata qualificazione giuridica della scrittura e violazione del giudicato interno in relazione alla pronuncia di primo grado che aveva ritenuto la scrittura risolta ma con contenuto di ricognizione di debito; (ii) omessa pronuncia sulla domanda riconvenzionale e mancato esame delle contestazioni di inadempimento e danni.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che la Corte d'appello abbia violato il giudicato interno determinando una soluzione difforme rispetto a quanto statuì il Tribunale di Latina circa la risoluzione della scrittura e la persistenza della ricognizione di debito. Perciò la sentenza impugnata è cassata e la causa è rinviata alla Corte d'appello di Roma in diversa composizione affinché siano esaminate le questioni relative all'inadempimento della professionista e la domanda di risarcimento del danno, nonché le spese del giudizio di cassazione. Inoltre è stata respinta l'eccezione di nullità per mancanza di procura speciale e ammesso il primo motivo di ricorso.

Norme richiamate

  • art. 5 scrittura privata (clausola contrattuale)

    La clausola prevedeva la facoltà per la professionista di agire per l'intero importo residuo e la possibilità di risoluzione ipso iure al verificarsi di determinati inadempimenti; la Corte territoriale aveva interpretato tale clausola in termini di possibile risoluzione, mentre il Tribunale aveva ritenuto la scrittura risolta limitatamente alla parte transattiva ma con sopravvivenza della ricognizione di debito

  • art. 1976 c.c.

    Citato nella doglianza in relazione all'onere della prova e alla qualificazione del rapporto giuridico; i ricorrenti lamentavano violazione per errata applicazione nella valutazione della scrittura e del rapporto fondamentale

  • art. 1988 c.c.

    Richiamato come norma che, nella interpretazione data dal giudice di primo grado, comporta l'inversione dell'onere della prova a carico della parte opponente quando permane una ricognizione di debito nella scrittura; la Corte di cassazione valorizza tale valutazione del primo giudice quale elemento decisivo che l'appello non poteva eludere senza espresso motivo di impugnazione

  • art. 329 c.p.c.

    Richiamato nei motivi come norma processuale; collegato alle doglianze di omessa valutazione di fatti pacifici o decisivi

  • art. 360 c.p.c. comma 1, n.3 (motivo di cassazione)

    Fondamento normativo dei motivi di cassazione per violazione di norme sostanziali o processuali; la Corte ha ritenuto fondato il motivo per violazione del giudicato interno

  • art. 366 c.p.c. co.1 n.3 e n.6

    Richiamati dalla Corte per la nozione di giudicato interno e per i limiti della devoluzione dell'appello rispetto ai capi autonomi della decisione di primo grado

  • art. 112 c.p.c.

    Invocato dai ricorrenti per censurare l'omessa pronuncia sulla domanda riconvenzionale; la Corte ha ritenuto che la rilevanza di tale omissione fosse assorbita dalla fondatezza del motivo principale relativo al giudicato interno e ha disposto il rinvio

  • art. 365 c.p.c.

    Richiamato nella discussione sulla procura speciale per la cassazione (requisito di specialità); la Corte ha applicato il principio di interpretazione conservativa della procura e della sua validità se congiunta all'atto

  • art. 385 c.p.c. co.3

    Norma richiamata in ordine alla statuizione sulle spese del giudizio di cassazione che il giudice del rinvio dovrà decidere

  • art. 378 c.p.c.

    Menzionato come norma che consente il deposito di memorie; nel processo le parti hanno depositato memorie ex art. 378

  • art. 3-bis legge 53/1994 e art. 16-undecies co.3 d.l. 179/2012

    Citate nella discussione formale sull'attestazione di conformità della copia del ricorso notificata via PEC; la Corte ha ritenuto che la diversa indicazione normativa costituisse al più una irregolarità formale, non idonea a invalidare l'atto

  • Cass. Sez. Un. 9-12-2022 n. 36057

    Precedente utilizzato per affermare che la procura apposta su foglio separato ma congiunto all'atto è equiparata alla procura marginale e può essere interpretata in senso conservativo; ha sostenuto la validità della procura anche se priva di data purché non risulti evidente la non riferibilità al giudizio di cassazione

Massime di principio

  • Se il giudice di primo grado pronuncia su un capo autonomo (es. risoluzione di una scrittura) e tale pronuncia non viene impugnata, si forma un giudicato interno che l'appello non può sindacare: la Corte d'appello non può modificare quella valutazione senza che la questione sia devoluta con specifico motivo di impugnazione
  • Una scrittura privata che ha contenuto transattivo e contemporaneamente ricognitivo può essere risolta quanto alla parte transattiva ma conservare la ricognizione di debito; tale sopravvivenza modifica l'onere della prova (art. 1988 c.c.) e impone al debitore di provare fatti estintivi o impeditivi
  • La qualificazione giuridica della scrittura (transazione novativa vs transazione non novativa o ricognizione) è decisiva per individuare il titolo dell'azione e l'onere probatorio: in sede di appello chi contesta la qualificazione data dal giudice di primo grado deve proporre specifico motivo di impugnazione
  • Se una Corte d'appello omette di esaminare questioni rilevanti sollevate in appello (ad es. domanda riconvenzionale), ciò può integrare ragione di cassazione, specie se l'omissione deriva da errata premessa sulla qualificazione del titolo
  • Sul piano formale-processuale, la procura speciale su foglio separato ma congiunto all'atto e la attestazione di conformità effettuata dal difensore non sono automaticamente nulle per vizi di forma: i documenti vanno interpretati in senso favorevole alla conservazione dell'atto salvo che emerga chiaramente la non riferibilità
  • In situazioni analoghe, è fondamentale valutare se la pronuncia di primo grado abbia comportato un capo autonomo di decisione (che genera giudicato interno); in tal caso, l'appello deve affrontare espressamente quella questione altrimenti la parte che invoca una soluzione diversa rischia la cassazione per violazione del giudicato interno

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