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Sentenza

Sentenza del 10/12/2018 n. 3501 - Comm. Trib. Reg. per la Puglia

CONTRIBUTI CONSORTILI DI BONIFICA - Motivazione - Difetto - Impossibilità verifica calcolo - Criteri.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha contestato la validità del sollecito di pagamento per difetto di motivazione, sostenendo che l'atto non contenesse gli elementi necessari per verificare la correttezza e la legittimità del calcolo dei contributi richiesti. In particolare, mancavano l'indicazione del piano di classificazione dei terreni e gli estremi della pubblicazione della deliberazione della Giunta Regionale che aveva approvato tale piano.

La decisione

La contestazione è stata accolta. È stato affermato che anche un sollecito di pagamento deve essere adeguatamente motivato e deve consentire al contribuente un controllo effettivo dell'imposizione. In materia di contributi di bonifica e miglioramento fondiario, l'atto deve indicare il piano di classificazione dei terreni e gli estremi della pubblicazione della relativa deliberazione regionale. La loro omissione impedisce di verificare i criteri di calcolo del contributo e determina un difetto di motivazione dell'atto.

Massime di principio

  • Gli atti di riscossione dei contributi consortili devono essere motivati in modo concreto e non possono limitarsi all'indicazione dell'importo richiesto.
  • Il contribuente deve poter ricostruire e verificare i presupposti, i criteri e i dati utilizzati per determinare il contributo.
  • Quando il calcolo dipende da un piano di classificazione dei terreni, l'atto deve indicare tale piano e gli estremi della deliberazione regionale che lo ha approvato e pubblicato.
  • La mancata indicazione degli elementi necessari a controllare la legittimità e il calcolo dell'imposizione può integrare un vizio di motivazione e comportare l'annullamento dell'atto.
  • In una situazione analoga, il contribuente dovrebbe verificare se il sollecito richiama adeguatamente il piano di classificazione, la relativa approvazione regionale e i criteri applicati al proprio immobile; in caso contrario, può contestare l'insufficienza della motivazione.

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